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direttore Filippo Astone

L’Aim di Borsa italiana è sempre più industriale

di Maria Mezzetti ♦ Una crescita continua, che quest’anno ha contato 25 Ipo, per quasi la metà del settore produttivo, per un totale ora di 114 quotate e 7,4 miliardi di capitalizzazione complessiva. E nel futuro, secondo Ir Top Consulting, i trend guida saranno sempre più ecologia e sviluppo sostenibile.Tutti i numeri della V edizione dell’Aim Investor Day, con Anna Lambiase

Il 2018 è un anno da record per l’Aim di Borsa Italiana, che continua a crescere: 3,6 miliardi di euro è stato complessivamente raccolto tramite 25 Ipo, che portano a 114 le quotate, con una capitalizzazione complessiva di 7,4 miliardi. In particolare, il 44% delle 25 quotazioni è rappresentato dal settore industriale. «Un segnale molto forte, se si pensa che nei primi anni le aziende sbarcate sull’Alternative investment market erano più legate alla tecnologia, all’innovazione e al green», come ha rilevato Anna Lambiase, amministratore delegato di Ir Top Consulting nel corso della V edizione dell’Aim Investor Day, evento annuale organizzato qualche giorno fa con il supporto di Borsa Italiana London Stock Exchange Group (LSEG) e il suo Department for International Trade, dedicato all’incontro tra Società Aim e investitori istituzionali.

 

RaffaeleJerusalmi
Raffaele Jerusalmi, C.E.O. di Borsa Italiana S.p.A.

 

Ir Top Consulting, partner Equity Markets di Borsa Italiana Lseg, è leader in Italia nella consulenza specializzata sull’equity capital markets per la quotazione di Pmi in Borsa e per l’apertura del capitale a nuovi investimenti. Duecento gli investitori qualificati presenti all’Investor Day. Fra i primi 20 vi sono Mediolanum, Kairos e Momentum Alternative Investments. Filo conduttore nell’ambito degli investimenti è l’attenzione ai temi Esg (Environmental, Social e Governance) e Sri (Social Responsible Investments) definiti da Lambiase «il trend della finanza del futuro»: ecologia e sviluppo sostenibile quale principi-guida di una crescita finanziaria ed economica.

 

 

Il 2018 si presenta come un anno record non solo per il balzo nel numero di quotazioni, ma anche per la complessa evoluzione che il mercato Aim ha registrato. Un elemento di novità è l’ingresso di investitori individuali, come testimoniato dalla crescita dei Pir (piani individuali di risparmio). Essi rappresentano il 25% del flottante nel listino, che conta 114 società: il triplo rispetto al 2014, avendo raggiunto una capitalizzazione totale pari a 7,3 miliardi di euro, e una capitalizzazione media di 37 milioni di euro delle imprese quotate. «L’obiettivo per la fine dell’anno è arrivare a 120 società quotate», afferma Lambiase, fiduciosa nel trend positivo manifestatosi con più fattori indicatori: l’aumento della dimensione media delle società in termini di ricavi, che ha toccato i 44 milioni di euro; una progressiva diversificazione settoriale, con la quotazione di realtà industriali e il rafforzamento di quelle tecnologiche; una crescita delle Spac (Special Purpose Acquisition Company) che in 5 anni sono arrivate a 23, registrandone 7 nel solo 2018; un sempre più crescente interesse da parte degli investitori istituzionali a questo settore. A ciò si aggiungono l’agevolazione del credito d’imposta sui costi di quotazione e i Pir (piani individuali di risparmio), tesi a migliorare la liquidità e quindi le prospettive di raccolta di capitale, beneficiando della riduzione dei costi per entrare nel mercato.

 

L’intervento di Anna Lambiase, amministratore delegato di Ir Top Consulting nel corso della V edizione dell’Aim Investor Day

Le società presenti a Aim Investor Day

Le 24 aziende che hanno partecipato all’evento costituiscono il 21 % di Aim Italia nel suo complesso. I settori più rappresentativi del mercato per settore, ognuno col 21% sono quello dell’industria, della tecnologia e dei media. Tutte e 24 rappresentano il 13% per capitalizzazione su Aim Italia. La capitalizzazione complessiva è di circa 1 miliardo di euro: in media, 40 milioni di euro per impresa. Il 79% delle società ha una capitalizzazione inferiore a 50 milioni di euro. In particolare, il 42% è in un range sotto i 20 milioni di euro; l’8% è tra i 20 e i 30 milioni di euro; il 29% si colloca tra i 30 e i 50 milioni di euro; il 13% è tra i 50 e i 100 milioni di euro; infine, l’8% vanta una capitalizzazione tra i 100 e i 250 milioni di euro.

I capitali raccolti sul mercato sono destinati soprattutto al settore dell’industria, che assorbe il 65% degli investimenti, seguito dal 10% raccolto dalla tecnologia, dall’8% destinato ai servizi, dal 7% riservato ai media, dal 5% all’healthcare. Seguono i settori finanza, energie rinnovabili e alimentare, ognuno dei quali raccoglie il 2%. Il 59% delle 24 società quotate in Aim ha un fatturato compreso tra i 10 e i 50 milioni di euro. Per dimensioni di capitalizzazione e fatturato, le 24 imprese in Aim costituiscono un ampio spaccato del sistema produttivo italiano, e dei suoi meccanismi finanziari. Sottolinea Lambiase: «È un campione rappresentativo del mercato medio italiano». E ciò è sostenuto da altri dati significativi. Il 38% ha un range di ricavi compreso tra i 20 e i 50 milioni di euro e solo il 4% ha un fatturato tra i 5 e i 10 milioni di euro.

 

Ipo 2018

Il 2018 ha registrato 25 quotazioni, di cui 7 Spac e 18 società, con una raccolta di 1,3 miliardi di euro, con un dato medio che si attesta a 8 milioni di euro per singola operazione. Il settore dell’industria, da solo, rappresenta il 44% delle 25 Ipo, raddoppiate rispetto al 2016. La tecnologia è al primo posto per ciò che riguarda i ricavi medi, toccando i 93 milioni di euro. Distribuite in termini geografici, le Ipo sono più numerose in Lombardia, costituendo il 64% del mercato, seguita da Lazio, Emilia – Romagna e Veneto, ognuna con l’8%.

Il mercato Aim Italia

«L’Aim Italia da gennaio 2018 ha perso l’8%, ma ha fatto meglio degli altri indici», spiega Lambiase. «L’indice Star ha perso il 17%, quello delle Small Cap il 27% e il Ftse Mib il 15%». Il miglior andamento del Ftse Aim è dato dal fatto che gli investitori di Aim, afferma Lambiase, «sono spesso istituzionali che entrano con un’ottica di lungo periodo e dunque meno influenzati dalla volatilità dei mercati». Il dato importante è il successo dei Pir. «La quota degli investitori Pir è in significativa crescita rispetto allo scorso anno, rappresentando il 25% del flottante sul mercato Aim», dichiara Lambiase, aggiungendo che «le società Aim nel primo semestre 2018 segnano una crescita media dei ricavi del 14% rispetto al primo semestre 2017». In termini di controvalore giornaliero «il dato finale è superiore a quello del 2016, quindi a prima dell’introduzione dei Pir, raggiungendo 99 mila euro come controvalore medio giornaliero, 4 volte per Pir».

 

Gli investitori

L’Osservatorio di Ir Top Consulting ha stilato la classifica dei 20 investitori istituzionali più attivi sul mercato Aim Italia, con oltre 10 milioni di euro di investimento singolo. Al vertice è Mediolanum Gestione Fondi SGR, con un investimento complessivo al 12 novembre 2018 pari a 96,9 milioni di euro e 55 società partecipate. Le partecipazioni fanno riferimento ai Fondi Mediolanum Flessibile Sviluppo Italia, Mediolanum Flessibile Futuro Italia e Mediolanum Challenge Italian Equity. Segue al secondo posto Kairos SGR, con investimenti pari a 82,3 milioni di euro e 25 partecipate. In terza posizione è MOMentum Alternative Investments SA, con 49,8 milioni di euro investiti e 20 partecipate.

Si prosegue con Anima Holding SpA, Arca Holding SpA, Azimut Holding SpA, Algebris Investments, Nextam Partners SGR SpA, Carthesio Holding S.A., Intesa Sanpaolo SpA, Government of Norway (con Norges Bank Investment Management), Copernicus Asset Management, Patrimony 1873 SA, FIL Ltd, SAS Rue la Boetie, First Capital, Banca Finnat Euramerica SpA, AcomeA SGR SpA, Assicurazioni Generali SpA e infine Zenit SGR SpA.

Agli investitori istituzionali, professionali e a chi voglia quotarsi sul mercato delle Pmi, è dedicata Pmi Capital, Sme Growth market platform Aim Italia. È una piattaforma concepita come hub verticale su Aim con indicatori di mercato, dati finanziari, analisi e informazioni sulle società quotate. Pmi Capital 24 è la piattaforma fintech innovativa di Aim Italia, incentrata sui criteri di investimento ESG e approfondimenti su temi legati alla finanza sostenibile.

Aim Equity Research

Ir Top Consulting ha lanciato l’anno scorso, in collaborazione con l’Osservatorio Aim Italia, la divisione “Ir Top Research“, dedicata al mercato Aim Italia per la copertura specializzata sui titoli delle Pmi quotate. Come afferma Lambiase, «l’iniziativa punta allo sviluppo di una ricerca indipendente sulle aziende di piccola dimensione per offrire informazioni qualitative e quantitative che migliorino la conoscenza del business model da parte degli investitori». Lo scopo è «fornire un contributo alle società e agli investitori, con una ricerca indipendente che si contraddistingue per l’approfondita conoscenza del mercato e per l’Aim Positioning della singola azienda». Tra i criteri di valutazione utilizzati, infatti, oltre al DCF (discounted cash flow, flussi di cassa attualizzati) «vi è un algoritmo basato su analisi dei dati di mercato, sui risultati finanziari e sull’approccio alla sostenibilità e alla trasparenza. La nostra divisione applica la ricerca indipendente alle società che desiderano verificare con noi i propri requisiti di quotabilità e la fattibilità di Ipo». Per il 2018 Ir Top research ha preso in considerazione 14 società Aim, valutando un upside medio del 36%, un forte potenziale di rialzo, e compiendo 11 studi di fattibilità di Ipo.

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