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Consulenza strategica 2/I nuovi goal di Boston Consulting

 di Gaia Fiertler ♦ Le strategie di Bcg nell’era della digital transformation, quella in cui il contributo fornito alle grandi e medie imprese passa da intellettuale a operativo, con anche investimenti. Con un focus orientato sull’innovazione tecnologica, ecco come una delle “three tier” si rafforza nelle competenze It e digitale. Parlano Falco, Biscarini e Schweizer

The Boston Consulting Group (Bcg) continua a crescere a doppia cifra e chiude il 2018 nell’area Igt – Italia, Grecia e Turchia – con un giro d’affari di 160 milioni di euro e un incremento di quasi il 20%. Nella stessa area per il 2019 sono previste 150 nuove assunzioni, che rinforzeranno la task force IT e digitale – in Italia circa metà del business è proprio incentrato su queste specifiche – e rimpolperanno le practice funzionali della società, in un’ottica di costante sviluppo. Bgc, fondata a Boston nel 1963 da Bruce Henderson, è tra le prime tre società di consulenza strategica al mondo per fatturato e posizionamento (fa parte delle “three tier”), con 6,3 miliardi di dollari nel 2017 e 16mila dipendenti, distribuiti in 90 uffici in 50 Paesi. Un terzo dei suoi consulenti è ormai impegnato nei processi di digitalizzazione delle grandi imprese, che richiedono nuove competenze e nuovi modi di lavorare.

Dal fare strategia al far accadere le cose

Quello che sta accadendo di rivoluzionario è che anche la consulenza strategica cambia pelle ed entra sempre più nel vivo dei processi industriali e commerciali dei propri clienti, che stanno affrontando trasversalmente la digitalizzazione dei processi e dei modelli di business. Non più solo studi e report quindi, per esempio sui trend del mercato del lavoro (fra tutti i recenti potete consultarli quiqui  ), ma un vero e proprio affiancamento di quei clienti che, disorientati, chiedono di essere accompagnati passo passo nella rivoluzione in corso.

 

Giuseppe Falco – Amministratore Delegato di Bcg Italia, Grecia e Turchia foto©claudio scaccini

 

«Ormai le aziende, di fronte a questa rivoluzione digitale che sta cambiando i paradigmi organizzativi e del mondo del lavoro, chiedono assistenza anche al di là del supporto strategico in senso stretto. Anche la selezione finale dei candidati da assumere diventa una fase in cui il nostro supporto crea valore: non solo indichiamo quali competenze occorrono nelle diverse funzioni, ma sul digitale possiamo portare un’assistenza particolarmente capillare grazie alla conoscenza del business, del progetto che l’azienda sta sviluppando e delle competenze che servono», spiega Giuseppe Falco, amministratore delegato Bcg Italia, Turchia e Grecia.

In pratica, vent’anni fa la consulenza strategica forniva gli indirizzi generali alle grandi imprese e produceva pagine e pagine di report con modelli strategici da applicare; dieci anni fa diceva come fare, mentre oggi è “sulla linea” con il cliente nel suo percorso di trasformazione digitale: «La consulenza cambia – precisa Lamberto Biscarini, Bcg Functional Chair Italia, Grecia e Turchia – Vent’anni fa le società realizzavano prevalentemente studi per i propri clienti, poi si è passati a gestire l’implementazione dei progetti. Oggi siamo chiamati a far succedere le cose. La consulenza è passata ad essere da “intellettuale” a “operativa”.»

 

Lamberto Biscarini – Bcg Functional Chair Italia, Grecia e Turchia

 

E siccome la rivoluzione è tale per tutti, l’approccio prevalente è quello sperimentale anche da parte della consulenza, che tra l’altro trova nella nostra media impresa il laboratorio ideale per fare esperienze che poi, se funzionano, sono esportabili in altri Paesi, perché la media azienda è più agile e veloce nei processi decisionali rispetto alle grandi aziende, che restano comunque il target principale di Bcg. «Non c’è una ricetta valida per tutti nei processi di digitalizzazione – spiega l’ad Giuseppe Falco – La via preferita è quella della sperimentazione. Partiamo con progetti pilota su esigenze mirate, vediamo se funzionano, che risultati portano e, se sono soddisfacenti, passiamo alla loro industrializzazione, ma con rischi ridotti perché sono già stati ampiamente provati.»

 

La sede italiana di Bcg

Focus sull’innovazione tecnologica

Proprio per essere veloce e tempestiva nel rispondere alle nuove richieste del mercato globale, negli ultimi anni Bcg si è comunque dotata di forti competenze specialistiche nel mondo IT e digitale. Gamma è la società del Gruppo che fornisce servizi basati sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale e sui dati, grazie a 600 data scientist in tutto il mondo; Digital Ventures è la società che a Berlino si occupa di investimenti in aziende e startup innovative, aiutandole a crescere grazie all’esperienza e al network di Bcg; Technology Advantage fa consulenza legata agli impatti della tecnologia sul business e, infine, Bcg Platinion è specializzata nei servizi di trasformazione digitale in un’ottica end-to-end.

 

La sede italiana di Bcg

Fondata da Bcg in Germania nel 2000 per integrare l’offerta strategica con solide competenze tecniche nell’ambito della consulenza IT, si occupa di architetture applicative e infrastrutturali, di adozione di modelli agile e di sviluppo di architetture dati a supporto di sistemi di intelligenza artificiale. Da allora, la società è cresciuta costantemente aprendo uffici in Europa, Nord America e Asia Pacifica e conta su oltre 300 dipendenti. Anche in Italia supporta i clienti di Bcg nella realizzazione delle trasformazioni digitali, anche se in un contesto storicamente più prudente nell’adozione di nuove tecnologie, ma non per questo meno ambizioso. Il piano di assunzioni, che mira a raddoppiare le risorse entro il 2020, risponde alla maturità del mercato in termini di apertura e preparazione al cambiamento.

 

Christoph Schweizer – Bcg Regional Chair CEMA (Central & Eastern Europe and Middle East)

 

«Stiamo riscontrando una certa vivacità in Italia. C’è interesse per l’innovazione e apertura al cambiamento, in particolare nelle aziende di beni di consumo, nell’alimentare e nell’energia, come dimostra la crescita del 2018», commenta Christoph Schweizer, Bcg Regional Chair Cema (Central &EasternEurope and Middle East), a Milano a dicembre per #DiscoverBCG2019, l’evento che ha riunito oltre 400 consulenti da Italia, Grecia e Turchia per analizzare i prossimi trend e guardare al 2019, anno in cui sarà sempre più forte la spinta delle practice funzionali.

 

La sede italiana di Bcg

Le practice funzionali di Bcg ne integrano l’offerta

Proprio nell’ottica di rispondere alle nuove esigenze del mercato globale, infatti, Bcg è sempre più orientata a sviluppare, accanto alla specializzazione per settori, practice funzionali trasversali alle diverse Industry (functional practice), in cui rientrano anche le società sopra citate. Tradizionalmente, il suo approccio al mercato si è declinato tramite forti competenze settoriali, fondamentali per intercettare e soddisfare i bisogni dei clienti. A queste si è aggiunta negli ultimi anni una sempre crescente focalizzazione sull’offerta dedicata a specifiche funzioni industriali e ai temi più rilevanti per le aziende.

Ciò significa che a un approccio più trasversale, o generalista, sono stati affiancati servizi ed expertise mirati, le functional practice, che coprono le aree della consulenza su temi HR, Customer, Corporate Marketing, Pricing, Globalizzazione, Digital, Operations, Risk, Turnaround, Private Equity e investitori finanziari, Sviluppo e Strategia.

The Boston Consulting Group

Nel 1963 Bruce D. Henderson fonda la divisione di consulenza gestionale della Boston Safe Deposit and Trust Company nel suo ufficio di Boston negli Stati Uniti. Con l’acquisizione di Tfm Adams tre anni dopo, Bcg è la prima società occidentale di consulenza strategica a sbarcare in Giappone. Nel 1968 Sandra Moose entra in Bcg, una delle prime donne della consulenza e affiancherà Henderson prima come Director e poi come Senior Partner. Nel 1970 Bcg si espande in Europa e apre uffici a Milano, Londra, Parigi e Monaco di Baviera. Nel 1973, a dieci anni dalla fondazione, ha già ricavi per oltre sette milioni di dollari. Negli anni Ottanta entra in Cina e realizza il primo progetto per la Shanghai Machine and Electric Company. Nel 1992 Henderson muore e viene ricordato dal Financial Times con le seguenti parole: «Poche persone hanno avuto tanto impatto sul business internazionale nella seconda metà del XX secolo come il fondatore di The Boston Consulting Group». Nel 2004 la società di consulenza strategica pubblica la sua prima relazione sul social impact “Fare la differenza” e da allora è in prima linea con associazioni non profit come Save the Children, Teach for All, World Food Program e Wwf. Nel 2007 Fortune la nomina come la migliore piccola impresa in America e la inserisce nella classifica delle cento migliori aziende per cui lavorare e da allora è sempre rimasta in classifica. Oggi Bcg ha 16mila dipendenti in 50 Paesi al mondo, con 90 uffici e 6,3 miliardi di dollari di fatturato nel 2017.

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