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ANRA

Un minibond da 15 milioni di euro per l’acciaio innovativo di Officine Tecnosider

di Laura Magna ♦ L’ azienda siderurgica friulana per la ricerca di risorse per finanziare la sua produzione – collocata per lo più all’ estero – si affida a Banca Finint. Uno stabilimento ad elevato grado di automazione situato in una zona industriale attrezzata e strategica per l’accesso ai mercati

Il viadotto di Mazara del Vallo, il nuovo parcheggio sopra i binari della stazione Termini di Roma, la nuova sede della Nato a Bruxelles. In tutte queste opere c’è la mano di Officine Tecnosider, azienda siderurgica friulana – produttrice di lamiere in acciaio – con una presenza sui mercati internazionali che vale oltre il 70 % dei 200 milioni del proprio fatturato. Una siderurgia innovativa: nelle fabbriche, costruite alla fondazione nel 2011 e nelle strategie, come dimostrano anche le scelte in tema di finanza: per tenere fede al proprio piano di investimenti che prevede di consolidare ulteriormente la propria leadership nei mercati di riferimento, Officine Tecnosider ha emesso il suo primo minibond del valore di 15 milioni di euro, con arranger Banca Finint e Adb Corporate advisor.

 

Brugnera
Simone Brugnera, responsabile area Minibond di Banca Finint

 

Finanza per la crescita

Nello specifico, il bond da 15 milioni lanciato il 20 dicembre scorso sul mercato «ha riguardato un programma di investimenti per ampliare il magazzino esistente e la gamma di prodotto mediante installazione di un nuovo forno di normalizzazione. Questo è anche, in estrema sintesi, ciò che prevede il piano industriale nell’immediato (2018 e 2019)», dice a Industria Italiana Simone Brugnera, responsabile area Minibond di Banca Finint, che precisa che l’operazione, «riservata unicamente ad investitori professionali, ha una durata di 6 anni (fino a dicembre 2024) con rimborso amortising a partire da giugno 2021». Il minibond è stato sottoscritto da una platea di investitori di matrice sia bancaria che istituzionale.

 

Officine Tecnosider: forno di riscaldo ( courtesy Officine Tecnosider )

 

Acciaio hi-tech

Nel core business di questa azienda udinese ci sono lamiere in acciaio per usi industriali: vengono realizzate a partire da semilavorati di acciaio che in gergo tecnico sono definite “bramme”. Le bramme vengono laminate a caldo, con un processo produttivo ergonomico che le trasforma in lamiere di vari spessori in grado di soddisare esigenze di mercato su un vasto spettro di applicazioni industriali: dalla carpenteria pesante al settore navale, alle grandi opere archiettoniche e infrastrutturali. Particolari lavorazioni sul prodotto vengono eseguite per il settore oil & gas, per le infrastrutture e l’off-shore. Dal punto di vista geografico, i maggiori mercati internazionali di Officine Tecnosider sono Europa e Usa: in totale dall’estero dipende il 70% del fatturato.

 

 

Una fase del processo produttivo (courtesy Officine Tecnosider)

 

Obiettivo crescita

Nel piano di business dell’azienda siderurgica gli obiettivi di crescita sono ambiziosi. D’altronde per un’impresa  nata solo nel 2011 e cresciuta fino a fatturare 200 milioni di euro nel 2018 (17% anno su anno) e con una marginalità di 15/18 milioni, grazie a una presenza consolidata nel mercato europeo e a nuova e continua ricerca di mercati di sbocco e arricchimento della gamma, è quasi una scelta obbligata quella che le impone di non fermarsi. Uno dei maggiori atout che la società vanta è il nucleo di esperienze intorno a cui è stata fondata: fa capo e racchiude in sé le volontà e l’esperienza ventennale di 4 manager (Gianpiero Gori, Ivo Conti, Giorgio Pinto e Ivo Sant) che meno di dieci anni fa hanno deciso di unire le forze per fondare questa realtà nuova.

«La società è versatile, all’avanguardia per impianti e con caratteristiche di snellezza che garantiscono una capacità produttiva importante, di oltre 350mila tonnellate di acciaio lavorate ogni anno», spiega Brugnera. «Avere un impianto produttivo che consente di cambiare tipo di produzione senza colli di bottiglie e sprechi di tempo, con la possibilità di personalizzare le dimensioni in base alla domanda di mercato è senza dubbio un elemento cruciale del modello di business. Ulteriore vantaggio competitivo è la platea di clienti composta da primari gruppi internazionali di elevato standing. La società ha ovviamente i bilanci revisionati ed ha conseguito tutte le certificazioni necessarie per operare nei diversi ambiti di sua competenza. Ultimo, ma altrettanto importante la collocazione geografica ».

 

Lo stabilimento di Aussa Corno (courtesy Officine Tecnosider)

 

Al centro della rete

Officine Tecnosider si colloca nella zona industriale Aussa Corno di San Giorgio di Nogaro, nella provincia di Udine, su di un area di 90.000 mq di cui 20.000 coperti. Questa zona, ubicata nella bassa pianura friulana nel cuore del Nord-Est, è un’ampia area ottimamente infrastrutturata, di fatto al centro di una rete di comunicazione complessa e completa: a pochi metri di distanza è presente un rapido collegamento all’Autostrada Venezia-Trieste-Tarvisio, e di prossimo accesso al porto commerciale e ai raccordi ferroviari. La vicinanza a ogni mezzo di trasporto possibile pone Tecnosider in una condizione di assoluto privilegio e si traduce in un ulteriore vantaggio competitivo.

Non è un caso che la scorsa estate sia stata protagonista insieme a Evraz Palini e Bertoli, Marcegaglia, Metinvest Trametal – quattro operatori dei distretto che insieme trasformano 1,5 milioni di tonnellate di acciaio – di un progetto sperimentale per il trasporto ferroviario delle bramme dal Porto di Monfalcone ai laminatoi. Il servizio, voluto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, mira a favorire il trasferimento di parte delle bramme su rotaia. Un impegno verso la sostenibilità che impegna Tecnosider su vari fronti: nella fabbrica a elevato grado di automazione, vengono impiegate di tecnologie all’avanguardia anche per quanto riguarda il ricircolo e la filtrazione delle acque a circuito chiuso, il recupero dei gas di combustione e il loro riutilizzo, lo studio dell’impiego di fonti di energia rinnovabile, l’ottimizzazione e il riciclo degli scarti prodotti rafforzano la politica aziendale di miglioramento continuo.

 

Una fase del processo produttivo (courtesy Officine Tecnosider)

 

In generale Officine Tecnosider ha analizzato e posizionato i propri prodotti e forniture nella cornice della sostenibilità garanzia dal sistema internazionale LEED. Un impegno ambientale che è funzionale a una produzione più efficiente: l’acciaio è un materiali strutturali che consente di riutilizzare gli scarto senza abbattere la qualità nelle lavorazioni: ed è ovvio che limitare l’impiego di materie vergini ha un impatto sul conto economico oltre che sull’ambiente. Per l’acciaio il sistema LEED riconosce di default una percentuale del 25% di riciclato post consumo. I prodotti di Officine Tecnosider possono andare oltre questa percentuale, in alcuni casi arrivando fino al 100% di contenuto di riciclato.

 

Il distretto

L’area dove insiste Officine Tecnosider è un sito industriale con una tradizione importante dove sorgono diversi laminatoi. Secondo Confindustria Udine, l’industria metalmeccanica della Provincia conta oltre 23 mila addetti e più di 1.900 imprese. E dal 2017 ha rialzato la testa dopo un 2016 caratterizzato da «un calo dei volumi produttivi nel comparto meccanico (-1,4%) e segnato un andamento stazionario per quello siderurgico». Nel 2017 l’Ufficio Studi di Confindustria Udine ha rilevato invece un incremento, rispetto all’anno precedente, del 3,1% per il comparto meccanico e del 2,3% per quello siderurgico. Un trend positivo destinato a durare per un ulteriore biennio, secondo la stessa Confindustria Udine.

E in effetti «la ripresa dell’industria meccanica, cresciuta del +2,7% nel primo semestre del 2018, è proseguita, anche se in misura leggermente inferiore, anche nel terzo trimestre segnando un aumento del +2,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno», scrive l’Ufficio Studi dell’Associazione di categoria, che rileva un rallentamento anche per siderurgia nel terzo trimestre ma ancora un segno positivo a +1,2%, «contro il +3,6% del primo trimestre e il +1,7% del secondo». Officine Tecnosider è al centro di questa scacchiera e da quel fulcro vuole emergere per crescere ancora con i ritmi sostenuti che ha sperimentato finora.

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