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Ecco come l’intelligenza artificiale governera’ il mondo dei robot

di Filippo Astone e Marco Scotti ♦ Bazmi Husain, Cto di Abb, racconta le nuove frontiere dell’automazione e le strategie della sua azienda per proporsi come player per la digital transformation dei grandi stabilimenti manifatturieri. Transizione da operazioni automatizzate ad autonome, da manutenzione predittiva a prescrittiva. Collaborazioni con Microsoft, Ibm, Hpe, Amazon

«Abb Ability è una startup nel settore industriale. Una startup che sta crescendo a ritmi vertiginosi e che offre soluzioni sempre più all’avanguardia ai propri clienti». Parola di Bazmi Husain, CTO della multinazionale svizzero-svedese guidata da Ulrich Spiesshofer che opera nel campo delle utilities, dell’industria, dei trasporti e delle infrastrutture. Bazmi Husain ha un ruolo molto articolato all’interno di Abb. Perché oltre ad avere una grande expertise tecnologica presiede anche a quei servizi, software, brevetti  e tecnologie che vengono venduti ai clienti esterni. E in particolare di ABB Ability, la suite di tecnologie e soluzioni per l’automazione che la società vende all’esterno e che comprende anche applicazioni di Intelligenza Artificiale (AI).

 

Bazmi R. Husain, CTO Abb (photo courtesy Abb)

 

D. Husain, dal suo punto di vista, qual è il contributo dell’intelligenza artificiale all’evoluzione contemporanea dell’automazione?

R. L’automazione si sta muovendo verso operazioni più autonome e questa profonda trasformazione fa perno proprio sull’intelligenza artificiale. AI sta aiutando la transizione da operazioni automatizzate ad autonome. I sistemi autonomi sono in grado di gestire situazioni impreviste e inattese, oltre a sapersi raffrontare con oggetti per cui non erano specificatamente programmati. Con l’automazione permane la necessità di dire agli oggetti che cosa debbano fare, e se succede qualcosa che non è stato previsto o per cui le strumentazioni non sono state programmate, qui si palesa il limite intrinseco dell’automazione. L’intelligenza artificiale permette di colmare questo gap, permettendo di confrontarsi con situazioni che non erano state inizialmente previste.

D. La relazione tra i robot e l’intelligenza artificiale?

R. I robot industriali sono diventati veramente importanti, perché hanno accresciuto la produttività. Ma al tempo stesso,  richiedono grandi capacità di programmazione e necessitano di istruzioni precise per funzionare al meglio. Bisogna dire loro esattamente ciò che va fatto in maniera puntuale. Ma ciò che l‘AI porta nella robotica è fondamentalmente di rendere più facile la programmazione dei robot. Oggi questi sono impiegati esclusivamente da aziende di grandi dimensioni, perché richiedono competenze  di altissimo livello. Con l’avvento dell’AI, invece, i robot diventeranno disponibili anche per le imprese piccole e medie. L’intelligenza artificiale porterà una democratizzazione della robotica, ovvero diventerà disponibile per tutti e non solo per le elite.

 

 

 

D. Questo significa che tutta la robotica migrerà sul cloud?

R. No, qualcosa effettivamente migrerà, ma il resto continuerà ad essere fatto in edge. Perché è vero che in potenza tutto può essere portato sul cloud, ma è altrettanto vero che ciò che deve essere fatto quanto più rapidamente possibile può essere svolto in maniera migliore localmente. Ma se parliamo di machine learning o di grandi moli di dati, allora meglio fare tutto a livello cloud. C’è bisogno di avere grande elasticità della memoria, in modo che i calcoli possano essere fatti sulla “nuvola” mentre le iniziative relative alla sicurezza vengano svolte a livello locale. I big data dovranno passare sempre dal cloud. Il riconoscimento per immagini avverrà localmente, ma i dati passeranno dal cloud insieme ai training per il machine learning.

D. Come si inserisce ABB Ability in questo processo?

R. In maniera centrale, perché Ability è il punto nodale dell’offerta digitale complessiva di ABB. Contiene software, hardware e processori, rappresenta al contempo la piattaforma e le applicazioni. Perché l’AI funzioni correttamente c’è bisogno di un mix tra la capacità computazionale a livello locale e la capacità di archiviazione tipica del cloud. Serve un’intelligenza distribuita e Ability consente questa possibilità.

 

ABB-apertura
Husein: con l’avvento dell’AI i robot diventeranno disponibili anche per le imprese piccole e medie (photo courtesy Abb)

 

D. Ability è anche un marketplace?

R. Sì, lo è e questo consente ad altri partner e player di utilizzarlo per le loro applicazioni. Ability è costruito proprio per rispondere a questa esigenza. D’altronde, collaboriamo con i più importanti produttori a livello cloud come Microsoft in modo che possano utilizzare la nostra piattaforma in maniera integrale, non soltanto per vendere dei prodotti, ma anche per collocare i loro layer che magari non sono disegnati in maniera esclusiva per il mondo IT ma, piuttosto, per il settore industriale. Per esempio, possono servire moduli di sicurezza end to end: si tratta di layer che noi abbiamo messo a disposizione su Ability. La nostra piattaforma è stata concepita anche per supportare comunicazioni inter-cloud con altri partner come per esempio Amazon o Ibm  perché venisse integrata con i loro moduli di intelligenza artificiale come Watson o Cortana. Più in generale, qualsiasi sistema che utilizza l’AI di Microsoft può funzionare su Ability.

D. Come descriverebbe Ability?

R. È un’offerta digitale di ABB che combina la parte hardware in edge con quella software, cloud, di connettività, cybersecurity e applicazioni, in particolare nel segmento industriale. Ability può potrebbe essere definito come una startup del settore industriale. Una delle più veloci startup nell’industria, essendo scalabile, espandibile e focalizzata in maniera principale sulle soluzioni.

 

 

D. Come stanno andando le vendite?

R. Un vero successo! Nella prima metà dello scorso anno avevamo lanciato circa 180 soluzioni digitali, mentre oggi abbiamo un’offerta che si compone di 210 prodotti che funzionano di concerto con Ability. Se si guarda ai risultati del primo trimestre di ABB si può notare che il peso di Ability si sta progressivamente spostando verso l’area dei servizi, come asset management, health management e altri servizi. I servizi valgono circa il 10% del totale complessivo delle vendite. Ability sta crescendo in modo significativo e strutturato.

D. Ci può dare qualche numero?

R. Qualcuno gliel’ho già dato prima, ma possiamo aggiungere che ormai ogni robot fornito è connesso. Disponiamo di servizi per monitorare costantemente questi dispositivi in modo da prevenire eventuali malfunzionamenti. Siamo in grado di chiamare il nostro cliente e informarlo che c’è necessità di controllare lo stato del robot. Inoltre, forniamo servizi per quello che potremmo chiamare applicazioni collegate al controllo. Quello in tempo reale, ovviamente, funziona meglio se avviene in modalità locale. Ma se si guarda alla manutenzione predittiva, con Ability stiamo facendo un ulteriore passo verso la manutenzione prescrittiva.

 

La manutenzione prescrittiva di Abb Ability potrà essere determinante per le navi a propulsione elettrica. Nella foto la nave da crociera della flotta Virgin Voyages, motorizzata Abb

D. Manutenzione prescrittiva? Di che cosa si tratta?

R. Se la manutenzione predittiva consente di sapere in anticipo se ci sarà un guasto, la seconda permette di indirizzare in maniera efficace il manutentore in modo da raggiungere il problema al momento giusto. Se si dovesse programmare uno shut-down, posso prevedere in quali condizioni sarebbe più facile che funzionasse al meglio. ABB offre molteplici soluzioni alle navi di grandi dimensioni a propulsione elettrica. Ma che cosa succederebbe se improvvisamente il sistema che fornisce energia all’imbarcazione dovesse fermarsi in mezzo all’oceano? Grazie a sistemi di intelligenza artificiale e di machine learning noi siamo in grado di sapere quale potrebbe essere la situazione in cui questa evenienza potrebbe verificarsi e, al tempo stesso,  suggerire le corrette condizioni operative, magari immaginando in quali condizioni la nave potrebbe percorrere il tragitto che la separa dal primo porto in tutta sicurezza.

D. Come cambierà Ability nel futuro?

R. Ability è costruita su  standard industriali, quindi continueremo a crescere basandosi su questi principi che evolveranno nei prossimi anni. In futuro ci saranno più soluzioni, e noi siamo costruendo sempre nuove offerte per i nostri clienti.

D. Quanta intelligenza artificiale si trova all’interno della vostra piattaforma?

R. L’AI è presente in molte delle soluzioni disponibili, come le dicevo prima parlando delle navi. Un altro settore in cui l’intelligenza artificiale è di particolare importanza è quello dell’energia. Qui le utility impiegano i moduli che mettiamo a disposizione per controllare il ciclo vitale degli asset connessi, un tema importante soprattutto per l’introduzione sempre più massiccia delle energie rinnovabili. Dal momento che ci sono sempre più dispositivi connessi alla rete elettrica, bisogna garantire una maggiore stabilità: ci sono i condizionatori, ci sono i robot da cucina. Ma ora abbiamo anche le auto elettriche, che hanno un dispendio energetico e che necessitano di essere caricate. Sta cambiando il modo di generare l’energia – visto che oggi è possibile farlo perfino dal tetto di una casa – e sta cambiando anche il modo di impiegare l’energia stessa. Le faccio un esempio: immagini una bella giornata di sole che è però anche molto ventosa. Improvvisamente si ritroverà con una quantità di energia superiore alle sue reali necessità. Se ha la possibilità di utilizzare i dati in maniera efficace, può aumentare la load capacity e impedire che il surplus vada perduto. Ma lo può fare solo se ha dati in tempo reale.

D. In che modo ABB sta lavorando sull’intelligenza artificiale?

R. Per noi l’AI è un elemento chiave per le nostre soluzioni future, soprattutto dal momento che stiamo vivendo la quarta rivoluzione industriale. Ma la parte più nuova dell’Industry 4.0 riguarda il fatto che si sta sviluppando anche al di fuori delle fabbriche, connettendole con il resto del mondo, diversamente da quanto avvenuto per le prime tre. Tutto è connesso in un grande sistema. Il secondo aspetto fondamentale è che l’intelligenza artificiale giocherà un ruolo di rilievo nella trasformazione digitale e nella produttività che abilita. Per noi l’AI è il fattore abilitante per antonomasia.

 

Una colonnina di ricarica Abb (courtesy Abb)

D. Qual è la correlazione tra intelligenza artificiale e smart grid?

R. Le reti smart sono il sistema elettrico del futuro…

D. Lo pensa davvero? In Italia sono praticamente assenti…

R. Ha ragione, ma varia molto da paese a paese la diffusione delle smart grid. Comunque sono sicuro che sia una soluzione a cui tutti arriveranno, magari in tempi diversi, ma non è una partita da cui ci si può chiamare fuori. Piuttosto, ci saranno profonde trasformazioni dovute ad alcuni fattori chiave: in primo luogo, la generazione elettrica non sarà più prevedibile. Senza contare che le macchine elettriche stanno richiedendo nuovi standard alla rete elettrica per poter funzionare correttamente.

D. Torniamo al rapporto tra smart grid e intelligenza artificiale

R. Perché le reti funzionino correttamente serve che l’intelligenza artificiale venga impiegata in maniera predittiva per conoscere al meglio la situazione dei flussi energetici e per vedere come comportarsi, in modo da mantenere il sistema stabile. AI giocherà un ruolo fondamentale nel raggiungimento di un equilibrio tra le necessità dei momenti di picco e di quelli con maggiore calma.

D. Quindi si aspetta delle smart grid che evolvano e diventino più “intelligenti”?

R. Per forza. E oltretutto dovranno per forza imparare ad autoripararsi, in modo da potersi isolare dal sistema in caso di malfunzionamento.

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