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Il packaging 4.0 di Easysnap e Siemens

in Industria 4.0/Inside

di Marco de’ Francesco ♦ Un’innovazione importante nasce dalla collaborazione fra il gigante tedesco delle tecnologie manifatturiere e una media impresa. In un settore strategico per l’industria italiana.

Il dato di partenza è noto: l’Italia è un Paese manifatturiero di piccole imprese, che scontano problemi di competitività legati ai costi della produzione. Le potenzialità intrinseche dell’Industria 4.0 per le Pmi, come ad esempio la differenziazione sul mercato e la personalizzazione di massa, emergono a seguito di un cambio di paradigma che implica un certo grado di integrazione verticale. La Pmi che intenda innovare i processi e i prodotti non può, in genere, raggiungere tutti gli obiettivi se non affidandosi alle competenze di gruppi con le spalle larghe e attivi da tempo sul fronte che separa presente e futuro.
I vantaggi sono reciproci. La Pmi digitalizzata può compiere quel salto di qualità che le consente, ad esempio, l’avanzamento tecnologico necessario per prosperare anche in contesti di nicchia. La grande azienda può invece guidare e sviluppare il mercato di riferimento, promuovere la digitalizzazione della filiera e realizzare progetti di frontiera.

Un esempio di collaborazione Pmi/grande azienda

In effetti è ciò che è accaduto con la macchina Pulsar 351 di Easysnap Technology, realtà emiliana titolare di una nuova tecnologia di packaging: una confezione per liquidi e semiliquidi che si apre con una sola mano e consente di erogare il contenuto in modo preciso, pulito e senza sprechi, con vantaggi in termini di usabilità e accessibilità. La macchina che produce le confezioni, assai avanzata (ad esempio quanto ad analisi predittiva), è stata realizzata anche grazie alle competenze di Siemens, colosso globale dell’automazione, dell’elettrificazione e della digitalizzazione. Nel caso in esame, è stato realizzato un percorso che rappresenta un modello di applicazione completa nei dettami del 4.0, già pronto e operativo oggi, e in grado di rispettare i requisiti indicati dal Piano Calenda.

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Il meccanismo di Easysnap

L’innovazione di Easysnap

«Se pensiamo a come siamo abituati ad aprire bottiglie e bustine, capiamo quanto sia radicale il cambiamento con Easysnap. In genere, si stappano le bottiglie, e si sollevano i lembi delle vaschette, strappando le estremità. Con Easysnap la confezione si piega a metà impiegando le dita di una sola mano. È un nuovo modo di aprire le cose, con una gestualità che sorprende e sbalordisce, anche a causa della naturalezza e della semplicità del gesto. In un certo senso, si scopre quanto questa pratica sia istintiva, come l’apertura del guscio dell’uovo» – afferma Alessio Bonizzato, Mkt & Communication Manager di Easysnap Technology.

Come funziona?

Il brevetto principale consiste in una pre-incisione longitudinale interna ed esterna in un materiale multistrato semi-rigido che costituisce il fondo della confezione: in questo modo si può “rompere” solo se piegato oltre i novanta gradi, permettendo così un’erogazione dosata e controllata del prodotto. «Grazie a queste caratteristiche tecniche, un Easysnap si apre facilmente con una mano e allo stesso tempo non si può aprire accidentalmente perché la sua conformazione lo rende resistente a urti e pressioni. Lo si può trasportare senza rischi in tasca, nella borsa o nello zaino» continua Bonizzato. La tecnologia Easysnap è adatta ad essere impiegata nel packaging di tutti i settori merceologici: alimentare, cosmetico, chimico, medico e farmaceutico.

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Andrea Taglini, CEO e co-fondatore di Easysnap Technology

A caratterizzare ulteriormente le potenzialità di questo prodotto, la possibilità di personalizzare le dimensioni delle confezioni rispetto a formati basi standard, e quella naturalmente di personalizzare il layout anche in termini grafici. «Peraltro – afferma Andrea Taglini, CEO e co-fondatore di Easysnap Technology – è possibile variare le dimensioni della confezione: da 40 mm per 50 a 40 mm per 80, nel caso di piccole confezioni (da 0,1 a 4 ml); da 55 mm per 70 a 55 mm per 100 nel caso di involucri medi (da 2 a 10 ml); da 66 mm per 100 a 84 mm per 100 in quello di prodotti grandi (da 10 a 30 ml.)

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Easysnap nella confezione dei cosmetici
Un mercato potenzialmente vastissimo

Di fatto, Easysnap può sostituire qualsiasi busta tradizionale e dose singola attualmente esistente sul mercato mondiale. Una confezione Easysnap è semplice da utilizzare, è resistente, è economica ed ecologica (nei termini di riduzione degli sprechi ed esatto dosaggio); ha un disegno ergonomico e stylish, ed è infine igienica e pulita, senza rischi di contaminazione. È molto pratica: un bambino non si sporca, come invece normalmente accade con la maionese in un fast food; anzi, ad aprire Easysnap ci si diverte». Easysnap è una applicazione adatta a soddisfare più mercati.

Secondo la società, può rappresentare una soluzione per prodotti come ketchup, maionese, salsa da insalata, marmellata, formaggio fuso, senape, liquori, sciroppi, miele, farmaci liquidi, prodotti per la cura del bambino, pomate, dentifricio, shampoo, creme, schiuma da bagno, idratanti, creme solari, detergenti liquidi, dispenser promozionali e tanti altri “contenuti”. «E grazie a questa tecnologia – continua Taglini – si può praticare una erogazione del fluido più calibrata. Inoltre, il sistema di apertura ad una sola mano è funzionale e accessibile ad anziani e disabili, garantisce che tutti siano in grado di utilizzarla».

L’azienda Easysnap Technology

Easysnap Technology ha sede a Modena, dove si trovano l’Headquarters amministrativo e commerciale e l’impianto di machinery manufacturing. A San Giovanni in Persiceto (Bologna) sono dislocati il centro di ricerca e sviluppo e lo stabilimento dedicato al co-packing. La società ha una cinquantina di dipendenti; per l’anno in corso è previsto un fatturato in crescita, a quota 10 milioni di euro. Il gruppo è diviso in due unità: da una parte Easysnap Technology, che detiene «l’esclusiva mondiale del brevetto Easysnap ed è specializzata nella progettazione e realizzazione delle macchine automatiche per la produzione di Easysnap e nella vendita dei materiali plastici correlati»; dall’altra Easysnap Co-packing, che «offre invece un servizio di confezionamento conto terzi per qualsiasi tipologia di prodotto utilizzando le macchine Easysnap Technology, sia per il settore gastronomico sia cosmetico e farmaceutico».

L’azienda è nata nel 2003 e i primi brevetti sono stati depositati nel 2006. «L’idea – dichiara Taglini – è maturata quando un imprenditore sudafricano decise di fornire ai propri dipendenti un detergente monodose in grado di ridurre il rischio di infezioni per micosi. Serviva dunque una confezione che si potesse aprire con una sola mano. Da allora la nostra presenza si è diffusa a livello globale, e ora le nostre macchine sono presenti in tutti i continenti, così come la nostra rete di agenti e distributori. ».

Busetto
Giuliano Busetto, Country Division Lead Digital Factory e Process Industries and Drives di Siemens Italia ( photo by Paola Meloni )

Siemens e il suo ruolo

Siemens non ha bisogno di troppe presentazioni. Il fatturato della società è passato da 75.636 milioni di euro nel 2015 a 79.644 nel 2016 (+ 5%). Fondata nel 1847 come Telegraphenbauanstalt Siemens & Halske da Werner von Siemens, oggi la società di Monaco di Baviera (circa 351mila collaboratori) è attiva in più di 200 Paesi. Siemens AG investe molto in ricerca e sviluppo. «Con un trend crescente – ha di recente affermato Giuliano Busetto, Country Division Lead Digital Factory e Process Industries and Drives di Siemens Italia: dal 2014 gli investimenti in R&S della società sono cresciuti del 25%. Siemens prevede di aumentare, a livello mondiale, gli investimenti in ricerca e sviluppo, nell’anno fiscale 2017 di circa 300 milioni raggiungendo così un totale di circa 5 miliardi di euro». Il colosso tedesco è al primo posto nel mondo per l’automazione, è leader nell’elettrificazione e una delle aziende che ha inventato l’Industria 4.0 e ne guida lo sviluppo a livello globale.

 

Massimiliano Galli
Massimiliano Galli, Responsabile Business Segment General Motion Control di Siemens Italia

Ma qual è il ruolo di Siemens nella vicenda di Easysnap? «È intervenuta nella realizzazione dell’ultima macchina – afferma Massimiliano Galli, Responsabile Business Segment General Motion Control di Siemens Italia -: Pulsar 351, che (proposta in quattro configurazioni standard) produce 320 unità Easysnap al minuto (40 cicli, 8 linee). La versione attuale della macchina è frutto di un percorso 4.0 completo, iniziato con la realizzazione di un gemello virtuale che ha consentito sia la prototipazione che la simulazione virtuale prima dell’inizio della produzione reale, con benefici in termini di costi».

 

Sinamics S210+Simotics 1FK2+Simatic S7-1500TF
Una macchina frutto di un percorso 4.0 completo

«La macchina è dotata delle più recenti e performanti dotazioni tecnologiche Siemens sia per la parte automazione che per la parte elettromeccanica , il condition monitoring, fino all’analisi e valorizzazione di tutti i dati e le informazioni di produzione all’interno di MindSphere». Tra gli elementi che qualificano la macchina, i nuovi drive Sinamics S210 «progettati per l’uso in combinazione con i motori Simotics 1FK2, al fine di garantire elevata dinamica, compattezza e funzioni di sicurezza integrate»; ma anche il controllore S7-1517TF (Technology Failsafe) «ultimo nato della famiglia Simatic con il parco di funzionalità più completo del mercato grazie all’integrazione in un unico dispositivo delle funzioni di motion control ,delle funzionalità safety e la possibilità di connessione diretta al cloud; le soluzioni di periferia decentrata ET200SP e il pannello Comfort Simatic HMI TP1500. «Inoltre – prosegue Galli –le soluzioni di automazione Siemens sono connesse e comunicano tra loro grazie a Profinet, il bus di campo su base Ethernet flessibile e dalle elevate performance. Anche la pulsanteria Sirius ACT è completamente integrabile all’interno della rete Profinet».

Manutenzione predittiva

La macchina si avvale di sistemi di manutenzione predittiva. In pratica, è possibile monitorare lo stato della macchina e intervenire in maniera mirata non appena si verifichino i primi sintomi di usura che possono portare a rotture,fermi macchina con le ovvie conseguenze produttive. Pertanto Pulsar 351 è dotata del condition monitoring system CMS1200 Siplus, il sistema di monitoraggio di Siemens che è in grado di controllare continuamente lo stato dei componenti meccanici, permettendo agli utenti di rispondere prontamente al danno imminente ed evitando così le costose conseguenze di una rottura meccanica totale.

Mindsphere
Mindsphere

E poi c’è MindSphere, il sistema operativo aperto per l’IoT basato su cloud. «Siemens offre la possibilità di mettere in connessione, aggregare e analizzare le informazioni raccolte dalla macchina in modo efficiente e veloce, al fine di migliorare la manutenzione e la produzione. MindSphere – aggiunge Galli – è inoltre pensata per essere fruita in modalità platform-as-a-service, cioè come servizio, su cui è possibile sviluppare, eseguire e fornire applicazioni e servizi digitali. L’acquisizione, la trasmissione e lo storage dei dati nel cloud è soggetto a severe misure di sicurezza».

Le possibilità aperte da Mindsphere

Per Taglini «C’è   questo progetto di collegare MindSphere al carrello elettronico: chi compra la macchina, acquista i materiali. Perché è la macchina che compra direttamente ciò che le serve per produrre. È senza dubbio un piano ambizioso, in cloud; l’intervento della tecnologia Siemens è molto rilevante, in vista della sua realizzazione». Sempre secondo Taglini «anche grazie a Siemens abbiamo adeguato il nostro modello industriale. Siamo al passo con i tempi; anzi, siamo anche un po’ più avanti. Il livello culturale dell’azienda è cresciuto molto. È pertanto possibile una crescita a doppia cifra per Easysnap». Secondo Galli, infine, «la verità è che se tutte le aziende fossero attente all’innovazione, così come lo è Easysnap, il manifatturiero avrebbe senz’altro più chance nel mercato europeo e globale. Inoltre, se le Pmi avanzassero al passo serrato nella direzione della digitalizzazione, si verificherebbe senz’altro una crescita generale di queste aziende».

 

 

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