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E il 4.0? Le richieste di Confindustria al governo

di Marco de’ Francesco ♦ Dal palco del Forum Meccatronica di Torino, all’ indomani dell’ approvazione della manovra, le imprese impegnate nella digital transformation chiedono al governo continuità con i provvedimenti 4.0. Per  Scovenna (Anie Automazione e Rockwell Automation): uscire dal clima di incertezza, pena l’esclusione delle Pmi da cambiamenti decisivi per  la manifattura industriale. Tutti i prossimi appuntamenti by Messe Frankfurt

Che fine faranno i provvedimenti 4.0 in Italia? La notizia è che non lo sa nessuno. Neppure Confindustria, che ha inoltrato al governo ben cinque richieste specifiche, cercando per i propri iscritti una rassicurazione a proposito della continuazione, almeno a medio termine, del piano di incentivi che sostengono la trasformazione digitale delle aziende. Sono state chieste, in buona sostanza, garanzie sull’operatività della cabina di regia che fino a qualche mese fa ha coordinato ministeri e università, centri di ricerca e associazioni; conferme su iper e super ammortamento, nuova Sabatini, crediti su ricerca e sviluppo; assicurazioni sull’introduzione della figura del digital manager in filiere e reti di imprese; garanzie sui competence center e sugli investimenti in nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale.

E allora, cosa succede? Secondo il presidente di Anie Automazione (che associa un centinaio di imprese fornitrici di tecnologie per l’automazione di fabbrica, di processo e delle reti) Fabrizio Scovenna «il Ministero dello Sviluppo economico per ora ha posto l’accento solo sulla sburocratizzazione dell’accesso a misure per ottenere le quali le imprese utilizzatrici hanno segnalato difficoltà». E per tutto il resto? «C’è incertezza». Un’insicurezza che pesa: «Bisogna tener conto che le aziende investono solo quando il quadro è ben definito». Ebbene, secondo l’Istat, le aziende timorose o indifferenti al 4.0 rappresentano il 51% del totale e pertanto bisogna continuare sulla strada intrapresa, perché «se blocchiamo il percorso adesso e non conferiamo a tante Pmi le risorse e le competenze necessarie, non ce la faranno mai» – ha chiarito Scovenna.

 

L’intervento del presidente Anie Automazione, Fabrizio Scovenna (anche Country Director di Rockwell Automation Italia) al Forum Meccatronica

 

E poi c’ è da tener pesente che , dopo mesi di crescita, il mercato dell’automazione sta riscontrando nel secondo semestre dell’anno in corso una fase di frenata: dati certi non sono disponibili, ma lo segnalano gli operatori del settore. In fondo, anche per convincere le aziende “indifferenti” al 4.0 si è tenuta, il 26 settembre a Torino, la quinta edizione del “Forum Meccatronica”, dal titolo “L’esperienza manifatturiera italiana nel passaggio al 4.0: tecnologie e competenze”. L’evento, realizzato dalla Federazione Anie (“Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche”: conta 14 associazioni interne e oltre 1.300 aziende che fatturano, nel complesso 78 miliardi) in collaborazione con Messe Frankfurt Italia, parte del gigante tedesco ma globalizzato delle fiere Messe Frankfurt, è stato presentato dal Gruppo Meccatronica di Anie Automazione.

Le cinque richieste di Confindustria e di Anie al governo

L’obiettivo dell’associazione degli industriali in generale, di Anie Federazione e di Anie Automazione in particolare, è di garantire la continuità e lo sviluppo del processo di trasformazione digitale iniziato con il piano Calenda. Finalità che può essere garantita solo dal governo, visto che la strategia nazionale per il 4.0 non è a costo zero, ma si basa su un insieme di incentivi fiscali. Così, dopo fine dell’esecutivo Gentiloni, gli industriali hanno inoltrato al Ministero dello Sviluppo economico, ora guidato dal vicepremier Luigi Di Maio, 5 richieste particolari.

 

Il Ministro del lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio (foto di Mattia Luigi Nappi)
Consolidare la leadership politica e culturale dell’Italia per la trasformazione digitale

Anzitutto, quella di consolidare la leadership politica e culturale dell’Italia per la trasformazione digitale. «Significa – ha spiegato Scovenna – dare continuità alla cabina di regia operativa fino a poco tempo fa, quella che aveva coordinato ministeri e università, centri di ricerca e associazioni territoriali e sindacali. Il processo di trasformazione digitale delle imprese non può essere affrontato da un solo attore; occorrono una visione d’insieme e un’azione combinata. Altrimenti non funziona».

Consolidare il ciclo degli investimenti

La seconda richiesta è invece quella di consolidare il ciclo degli investimenti. «L’iper-ammortamento, il superammortamento, la nuova Sabatini, il credito sulla ricerca e sviluppo – ha continuato Scovenna – hanno dato vita ad una importante fase di rinnovo dell’apparato strumentale delle aziende. Si pensi che ancora nel 2014 le “macchine” avevano una vetustà media di 12 anni e otto mesi: erano le più vecchie nell’Unione Europea, e fra le più datate di tutto l’Occidente. Il problema che gli acquisti sono stati fatti più dalle grandi aziende che dalle piccole, e più al Nord che al Sud. Occorre più omogeneità, da questo punto di vista; uniformità che può essere raggiunta solo con la continuità, solo se il processo non si ferma».

Ampliare la base delle imprese che innovano

La terza è appunto quella di ampliare la base delle imprese che innovano. «Dobbiamo – ha chiarito Scovenna – aiutare le Pmi a disporre delle risorse e delle competenze necessarie per affrontare il percorso del 4.0. In particolare, al Mise (acronimo di Ministero dello Sviluppo economico; ndr) abbiamo chiesto l’estensione del credito formativo per un paio d’anni, e la possibilità di introdurre la figura del digital manager in filiere e reti di imprese (questo argomento sarà oggetto di un prossimo articolo su Industria Italiana; ndr)».

Rafforzare l’offerta di competenze

La quarta richiesta è poi quella di rafforzare l’offerta di competenze. «Il riferimento – ha affermato Scovenna – non è soltanto ai competence center, e cioè a centri di trasferimento tecnologico e servizi alle aziende altamente specializzati, ma agli istituti tecnici superiori. Il problema è questi ultimi in Italia un numero adeguato di diplomati. È un campo in cui la Germania ci surclassa di almeno un ordine di grandezza: da 100mila studenti ad un milione. Ma ci batte anche la Spagna, benché non sia una potenza del manifatturiero».

Avviare grandi progetti di innovazione

L’ultima richiesta è quella di avviare grandi progetti di innovazione. «Il mondo politico – termina Scovenna – dovrebbe sostenere con forza una strategia di investimenti per sviluppare le tecnologie più avanzate, come l’intelligenza artificiale, le blockchain, e la cyber security, anche favorendo la creazioni di soggetti pubblico-privati in grado di realizzare piani di rilievo, anche nel Pubblico. Ci sono ambiti, come quelli del dissesto idrogeologico o della sicurezza delle infrastrutture, dive queste tecnologie sarebbero molto utili».

Le risposte del Mise secondo Scovenna: non è certo che il 4.0 faccia ancora parte dell’agenda di governo

«Mettiamola così – ha affermato Scovenna, che è anche country director di Rockwell Automation Italia -: il contesto che si sta creando è caratterizzato da incertezze; e i dubbi rischiano di fermare l’abbrivio positivo che avevamo sperimentato negli ultimi tempi». L’impressione è che il governo sia impegnato su altri fronti, come il reddito e le pensioni di cittadinanza, la flat tax, la riforma delle legge Fornero e altre “promesse da mantenere”. È di oggi la notizia che il deficit supererà quota 2,4% sul Pil, e per tre anni di seguito, liberando 27 miliardi per la Manovra in corso. E’ la “Manovra del Popolo”. Di 4.0, da qualche mese, non si è più sentito parlare. Comunque sia, da un punto di vista formale, non è cambiato niente.

«In qualche contatto iniziale, il governo aveva manifestato l’intenzione di confermare l’iper e il super ammortamento, la nuova Sabatini, i contratti di sviluppo e il credito di imposta in ricerca e sviluppo; ma anche quella di sburocratizzare l’accesso a misure per ottenere le quali le imprese utilizzatrici hanno segnalato difficoltà; e pure quella di potenziare il sistema di formazione del personale e con nuove misure specifiche per gli imprenditori». Bene no? «No – ha continuato Scovenna – perché alla fine si è parlato solo di sburocratizzazione, di semplificazione. Il resto, non è certo che sia all’ordine del giorno. Lo scenario si è fatto nebuloso, a causa della mancanza di dialogo.»

«Se ne è parlato in una riunione dei gruppi di Confindustria che si è tenuta il 24 settembre. Si è fatto il punto della situazione». E cos’è emerso? «C’è preoccupazione – ha terminato Scovenna – perché bisogna tener conto che le aziende investono solo quando il quadro è ben definito. Quando c’è incertezza, la prima cosa che si fa è che si fermano gli investimenti. Invece occorre continuare sulla strada intrapresa, e dare alle Pmi la possibilità di accedervi, perché se blocchiamo il percorso adesso e non conferiamo loro le risorse e le competenze necessarie, non ce la faranno mai».

Eppure le aziende timorose o indifferenti al 4.0 rappresentano il 51% del totale. Di qui, secondo Scovenna, l’importanza del forum. Si tratta di sostenere queste imprese nella strada della trasformazione digitale.

 

La parte espositiva del quinto Forum sulla meccatronica

L’appuntamento di Torino

Secondo Scovenna, il quinto Forum sulla meccatronica ha un rilievo particolare, appunto a causa della situazione particolare che riguarda le aziende in rapporto alla trasformazione digitale. «L’evento – spiega Scovenna – serve a mettere in contatto i produttori e gli utilizzatori di una delle tecnologie abilitanti secondo il piano Calenda, la meccatronica. Ma come stano procedendo le aziende quanto a 4.0? Secondo un’indagine Istat, le quelle timorose o indifferenti, e cioè quelle caratterizzate da un basso interesse per il 4.0 e da scadenti competenza in materia, a prescindere dal potenziale, rappresentano il 51% di un campione di 32.309 unità analizzate; quelle che mostrano interesse e conoscenze nella media sono il 39%; mentre ci sono solo un 8% di imprese coraggiose e un 2% di digital champion

«È necessario sostenere quel 51% di aziende che ancora sono ai blocchi di partenza perché intraprendano il percorso di digitalizzazione. Si deve fare perché il contesto produttivo è sempre più complesso e dinamico, e la digital transfomation sembra attualmente la soluzione più adeguata per affrontarlo. In realtà la trasformazione digitale non riguarderà solo l’industria, ma anche altri contesti, come la pubblica amministrazione e la vita stessa dei cittadini: le imprese sono tuttavia chiamate a fare da perno in questi mutamenti, data la loro naturale capacità di diffondere l’innovazione».

Per questo, secondo Scovenna, il forum è importante. «Una delle missioni dell’Anie è fare formazione – ha affermato – e qui si tratta di spiegare a quel 51% di imprese perché devono lasciare da parte timori e diffidenze e quali vantaggi potranno ottenere intraprendendo il percorso per attuare il 4.0. Tenendo presente che si tratta di un processo continuo, che non si realizza dunque in un colpo solo e che non riguarda solo l’implementazione di tecnologie abilitanti ma anche quella dei processi organizzativi relativi alla catena del valore e quella delle competenze del personale».

 

Fabrizio Scovenna Sps-ICP-1958
Fabrizio Scovenna, presidente Anie Automazione

 

La frenata del mercato dell’automazione industriale nel secondo semestre del 2018

Come sta andando il mercato dell’automazione industriale? Secondo Anie Automazione, i principali segmenti merceologici dell’industria italiana dell’automazione di fabbrica «hanno evidenziato nel 2017 un andamento positivo con una crescita media complessiva pari al 13,5%. E i dati di preconsuntivo elaborati da Anie Automazione mostrano per i primi sei mesi del 2018 una crescita tendenziale del 10%». Ma per il secondo semestre è previsto un rallentamento. «La frenata segnalata dagli operatori del settore nell’ultima parte dell’anno – rende noto Anie Automazione – porta a stimare una chiusura d’anno in linea con la crescita registrata nel primo semestre». Scovenna tuttavia è ottimista. «I dati del 2018 si riferiscono solo al primo semestre e non sono ufficiali: per normative interne non possiamo divulgarli se non dopo il primo di ottobre. Comunque quest’anno il trend è positivo, e sarà vicino alle due cifre. C’è un po’ di incertezza all’orizzonte che potrebbe creare rallentamenti».

 

La parte espositiva al Forum Meccatronica di Torino

 

Il Forum Meccatronica e altri appuntamenti

Ma cos’è esattamente il “Forum meccatronica”? è una mostra-convegno ideata dalla Federazione Anie e realizzata in collaborazione con Messe Frankfurt Italia. Il Gruppo Meccatronica di Anie Automazione, associazione che nel contesto di Federazione Anie rappresenta le imprese fornitrici di tecnologie per l’automazione di fabbrica, di processo e delle reti, ha presentato il 26 ottobre a Torino la quinta edizione, dal titolo “L’esperienza manifatturiera italiana nel passaggio al 4.0: tecnologie e competenze”.

Da una parte si intendeva mostrare tutte le innovazioni di settore, dall’altra porre costruttori e utilizzatori l’uno di fronte all’altro. Sono stati illustrati casi applicativi e approfondimenti tecnologici sul motion control, sulla robotica, sul software industriale sull’impiantistica e altro. Quanto al format, l’area espositiva ha illustrato l’attività di 35 aziende, mentre la giornata convegnistica, dopo la sessione plenaria, ha proseguito con tre sessioni parallele: progettazione, produzione e prestazioni; con testimonianze dirette.

 

Francesca Selva, vice presidente Marketing&Events Messe Frankfurt Italia ANSA / MATTEO BAZZI

 

Francesca Selva, vice presidente Marketing&Events Messe Frankfurt Italia, ha ricordato gli eventi di avvicinamento alla nona edizione della fiera Sps Ipc Drives 2019 “Automazione e Digitale per l’Industria”, che si terrà a Parma tra il 28 e il 30 maggio: “Automazione & tessile”, a fine gennaio a Cernobbio; “Packaging & food”, a febbraio in Emilia Romagna; “Pharma”, a marzo a Firenze; “Robotica & auto motive”, ad aprile a Torino. Il 6 febbraio a Milano si terrà anche un Forum Software Industriale, “L’evoluzione delle tecnologie del software nell’industria 4.0”. È la prima edizione. Secondo Messe Frankfurt «approfondirà la tematica dei benefici derivanti dalle infrastrutture IT nel percorso di digitalizzazione delle imprese».

Tornando a Parma, va ricordato che l’organizzatore, Messe Frankfurt, è la Fiera globalizzata tedesca che offre un menù di eventi taylor made in giro per il mondo. Manifestazioni tecniche per operatori di settore, che consentono alle aziende di farsi conoscere, di illustrare prodotti e competenze e di mettersi al passo con le tendenze e le tecnologie dei big di filiere ormai mondializzate. La piattaforma tedesca, dispone di un portafoglio di 148 fiere, organizza anche Sps Ipc Drives, fiera dell’automazione che si tiene, nel 2018, a Norimberga, Mumbai, Guangzhou, Dubai, e a Parma dove l’evento è secondo per importanza solo a quello tedesco. La società tedesca è guidata dal presidente e Ceo Wolfgang Marzin; in Italia dall’ad Donald Wich; sono stati entrambi intervistati da Industria Italiana, e il pezzo è reperibile qui.

Federazione Anie, Anie automazione e Gruppo Meccatronica

La “Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche” conta 14 associazioni interne e oltre 1.300 aziende che fatturano, nel complesso 78 miliardi. È membro permanente di Confindustria. Anie Automazione rappresenta i fornitori di componenti e sistemi di automazione industriale manifatturiera, di processo e delle reti. I Gruppi operanti in Anie Automazione lavorano su due aree principali: prodotto e sistema. Quanto al primo, si lavora sull’automazione di processo, sugli azionamenti elettronici, sulle componenti e tecnologie per la misura e il controllo, su Hmi-Ipc-Scada, e su Ups. Quanto al secondo, su meccatronica, software industriale, telecontrollo supervisione e automazione delle reti e infine su telematica applicata a traffico e trasporti. Il presidente del Gruppo Meccatronica è Sabina Cristini. Del Gruppo fanno parte alcuni giganti e diverse medie aziende: Abb, Siemens, Festo, Panasonic, Schneider, Bonfiglioli, Omron e altri.

 

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