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Bonomi, Gallina, Mondini: Tav e Terzo Valico opere fondamentali per il Paese

Per il mondo delle imprese lo stop a queste grandi opere costituirebbe un colpo mortale alle possibilità di sviluppo del Nordovest. Un appello a nome di 545.000 aziende

All’indomani della contestata votazione in Consiglio Comunale a Torino, con la quale con 23 voti favorevoli e 2 contrari è stata approvata la mozione del Movimento Cinquestelle che chiede di fermare i lavori per l’alta velocità Torino-Lione in attesa dei risultati dell’analisi costi-benefici, Carlo Bonomi, Presidente di Assolombarda; Dario Gallina, Presidente dell’unione Industriale di Torino, e Giovanni Mondini, Presidente di Confindustria Genova hanno lanciato un appello congiunto per la salvaguardia del progetto Tav e per la realizzazione del Terzo Valico. Secondo i rappresentanti del mondo imprenditoriale di una parte del Paese determinante per la salute economica dello stesso, rimettere in discussione queste opere sarebbe un colpo mortale allo sviluppo del nordovest.

« Se da una parte comprendiamo le esigenze di rispettare le promesse elettorali, d’altra parte c’è il diritto di tutti i cittadini italiani di vivere in un Paese che non venga penalizzato dal punto di vista sociale ed economico – scrivono Bonomi, Gallina e Mondini -. Rimettere in discussione TAV e Terzo Valico è un colpo mortale alle possibilità di sviluppo del Nordovest, delle sue imprese, dei suoi occupati, della possibilità di realizzare una migliore coesione sociale. In queste ore decisive per le scelte del nuovo governo e dei territori, lanciamo insieme a nome di oltre 545mila imprese un grande appello alla responsabilità sul futuro del nostro Paese.»

Per i rappresentanti confindustriali le due opere infrastrutturali sono fondamentali e interconnesse. « La prima supporta, sulla direttrice est-ovest, il surplus commerciale italiano di circa 10 miliardi di euro sui 70 complessivi di interscambio con la Francia, per oltre il 90% realizzato oggi via gomma, e consente anche – fatto importantissimo – la connessione alla Via della Seta, il grande asse che collegherà Oriente ed Occidente del mondo. La seconda sull’asse verso il Centro Europa abbatte il vantaggio finora conseguito dai porti nordeuropei sul primo porto commerciale container d’Italia». L’appello si conclude con la richiesta alla politica locale e nazionale di «smettere veti ideologici, buoni forse in campagna elettorale, ma da cui deriva solo un aggravarsi del ritardo e dei costi logistici che frenano le imprese del Nordovest», rivendicando al mondo dell’ impresa delle tre regioni la possibilità di far crescere l’intero Paese .

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