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Turboelica e droni per il rilancio di Piaggio Aerospace

Mercato executive e produzione militare. E’ la doppia strategia portata avanti dal commissario Vincenzo Nicastro per ridare ossigeno aell’azienda in amministrazione straordinaria. Il P180 Avanti Evo in passerella al salone Lima 19, mentre si studia la produzione di aerei a pilotaggio remoto

In attesa di capire gli sviluppi del vertice tra governo e sindacati, Piaggio Aerospace deve tornare a concentrarsi sul suo core business: la produzione di aerei. Un futuro tutto da costruire mentre nei cantieri si lavora alla realizzazione degli ultimi quattro aerei a turboelica, i P180 Avanti Evo, che verranno consegnati in Svizzera, Giappone, Giordania e Uganda. Serve però agire in fretta, per evitare la cassa integrazione dei 1.100 dipendenti dei due poli di Villanova d’Albenga e Genova. La salvezza potrebbe arrivare dalla strategia “doppia” portata avanti dal commissario Vincenzo Nicastro: da una parte spingere sulla diffusione commerciale del P180 Avanti, che viene venduto a 7,8 milioni di dollari, dall’altra tentare di avviare una produzione militare di aerei a pilotaggio remoto, ovvero i droni.

Dal 2012 a oggi, Piaggio Aerospace ha dimezzato il proprio fatturato e la necessità di ridare ossigeno alle casse del gruppo si fa sempre più impellente. Il turboelica è impiegato anche dall’Aeronautica, dalla Marina e dai Vigili del Fuoco. Per questo Nicastro ha sollecitato il governo a intervenire per il rinnovo della flotta, che conta tra i propri mezzi alcuni velivoli del 1994. Da qui la decisione di partecipare a Lima 19, il più importante salone dell’aerospazio nell’area Asia-Pacifico, che si svolgerà in Malesia alla fine del mese di marzo. «La partecipazione a Lima 19 – ha spiegato Nicastro – rappresenta un’irrinunciabile opportunità per promuovere il nostro prodotto di punta e rafforzare le relazioni commerciali con i clienti istituzionali e privati dell’area. Ed è anche la prima occasione per riproporre l’azienda sul mercato mondiale dopo l’ingresso in amministrazione straordinaria».

Il precedente governo aveva approvato una maxi-commessa da 766 milioni di euro dal 2018 al 2032 per la consegna di dieci sistemi a pilotaggio remoto che l’Aeronautica Militare avrebbe poi destinato ad altre forze nazionali. Ogni sistema è formato da due velivoli e una stazione terrestre, quindi un totale di 30 mezzi. Ma l’attuale esecutivo ha annunciato la scorsa settimana di aver ridotto la cifra a 250 milioni di euro. Si tratta di ordini che comunque potrebbero dare linfa al gruppo, in attesa di aumentare il portafoglio clienti. «L’Aeronautica – ha spiegato il segretario ligure della Fim, Alessandro Vella, alla vigilia dell’incontro con i vertici dell’azienda – ha aerei vecchi, che vanno rinnovati, quindi l’azienda non è alla ricerca di sussidi. Ma Piaggio ha bisogno di lavoro, subito».

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