direttore Filippo Astone

Tim: cala il debito ma anche l’utile

Ricavi a 4,5 miliardi per la società guidata da Gubitosi. Ma dall’accordo con Vodafone si prevedono sinergie per 100-150 milioni annui

Negativi i conti di Tim, nonostante il nuovo management capitanato dall’ad Luigi Gubitosi sia riuscito a contenere i danni. Il primo trimestre 2019 si chiude con un fatturato a 4,47 miliardi di euro, in calo del 2,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; in discesa anche il margine lordo, che fa registrare però un -2,1% molto più incoraggiante rispetto al -6% atteso dagli analisti. L’utile si attesta a 165 milioni di euro, ma secondo la società il dato comparabile (ovvero calcolato escludendo l’effetto derivante dall’adozione dei nuovi principi contabili Ifrs 16) è pari a 193 milioni di euro, sostanzialmente in linea con i 199 milioni di euro del 2018.

Per quanto riguarda i ricavi da servizi, pari a 4,1 miliardi di euro (-3%), la società dichiara che risentono della decisione di Sparkle di eliminare i contratti relativi a servizi di “wholesale” internazionale a marginalità bassa o nulla.

«I risultati – precisa Tim – fanno emergere i primi effetti dell’accelerazione impressa dal nuovo management nella riduzione dei costi e nella revisione e miglioramento dei processi interni con impatto sulla generazione di cassa».

Il debito netto, durante questo primo trimestre, si è ridotto di 190 milioni di euro rispetto alla fine dello scorso anno, a quota 25,08 miliardi di euro. E questo per merito anche «di un’efficace gestione del circolante, che ha visto una riduzione di assorbimento di 600 milioni di euro anno su anno – sottolinea il Gruppo di tlc – La rinnovata attenzione all’ottimizzazione del capitale circolante, che continuerà in maniera pro-attiva nel corso del 2019, ha contribuito al miglioramento dell’indebitamento finanziario netto, che al 31 marzo risulta essere di 25,08 miliardi di euro».

L’Italia, mercato principale di Tim, ha fatto registrare nel fisso un aumento sia dell’Arpu (cioè i ricavi medi per utente) che è salito del 9,4%, sia del numero di clienti fibra, retail e wholesale (circa 6 milioni), con una crescita del 58% anno su anno e del 10% rispetto al quarto trimestre 2018. Prosegue inoltre lo sviluppo dei servizi b2b, con ricavi che migliorano del 16%. Conseguentemente i ricavi da servizi retail nel fisso sono cresciuti dell’1,5%, e i ricavi complessivi, sempre nel fisso, sono sostanzialmente stabili nonostante Sparkle. Nel mobile la strategia di focalizzarsi sulla qualità dei prodotti offerti piuttosto che sui prezzi sta dando i primi risultati: a fine marzo, il numero delle linee mobili è cresciuto del 2,3% a 31,7 milioni.

E rispetto alla partnership con Vodafone per la condivisione della rete mobile, secondo le stime genererà 100-150 milioni di sinergie su base annua.

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