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Solidworks disegna il futuro della manifattura

di Marco de’ Francesco ♦ Il software di progettazione tridimensionale di Dassault Systèmes è sempre più diffuso nelle aziende di ogni dimensione e conta per quasi un quarto delle entrate della multinazionale francese. Semplicità, modularità e flessibilità nella gestione delle licenze di utilizzo le caratteristiche che ne fanno quasi una  commodity. Ce le spiega il ceo Gian Paolo Bassi

C’è un software con cui sono state disegnate parti del rover marziano Opportunity e l’Xb-1, il modello di prova per l’aereo supersonico di Boom Technology, il Concorde del 21esimo secolo. E’ il software di progettazione tridimensionale Solidworks, brand della multinazionale francese Dassault Systèmes. Il prodotto realizza il 23% delle entrate del colosso transalpino, ed è diffuso in una miriade di aziende nonché nell’83% degli atenei di ingegneria. È il software-commodity. «Nonostante un decennio di crescita impetuosa, anche per i prossimi anni prevediamo incrementi a due cifre quanto a nuove licenze» – afferma Gian Paolo Bassi.

Per il Ceo di Solidworks il modello di business per il software garantisce attualmente un certo vantaggio sulla concorrenza. È una questione di strategia, che si declina in tre leve: la semplicità di utilizzo e l’agilità nell’integrazione con i sistemi esistenti nell’azienda cliente; la modularità, dal momento che alle funzioni di Solidworks si possono aggiungere tutte quelle ricomprese nella piattaforma 3Dexperience (cuore dell’offerta di Dassault Systèmes nonché strumento collaborativo, che può essere utilizzato per l’intero ecosistema dell’azienda: fornitori, partner e clienti); infine, la flessibilità nell’ottenimento delle licenze che possono essere perpetue e trimestrali, e che si affiancano al modello a consumo del cloud. L’offerta, secondo Bassi, si adatta cioè a qualsiasi tipo di azienda, dalla realtà molecolare al colosso Bosch, la multinazionale tedesca della componentistica per l’automotive.

 

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Gian Paolo Bassi, Ceo Solidworks

 

Cos’è Solidworks e quali sono i suoi obiettivi di business

Solidworks è un anzitutto un software di disegno e progettazione tridimensionale. Inizialmente sviluppato dalla Solidworks Corporation – fondata nel 1993 a Waltham (nel Massachusetts) da uno studente del Mit, Jon Hirschtick – era esclusivamente dedicato all’ingegneria meccanica. Si trattava, al tempo, di realizzare un Cad 3d facile ed economico, che utilizzasse Windows come sistema operativo. Quattro anni dopo la fondazione, la società fu acquistata al 100% da Dassault Systèmes, che dal 1977 aveva imposto sul mercato Catia, un software tridimensionale per la gestione di vita del prodotto. Ora Solidworks, che è in costante evoluzione, si occupa di Cad 2d, Cad 3d (dove Cad sta per progettazione assistita dall’elaboratore), Cam (produzione assistita da computer), collaborazione, progettazione elettrica, nonché soluzioni di simulazione, di produzione additiva, di meccatronica e IoT, e di tanto altro.

In pratica, c’è un po’ tutto per disegnare oggetti anche molto complessi, anche grazie ad una gamma di strumenti di analisi in grado di prevedere il comportamento fisico di un prodotto nel mondo reale, collaudando i modelli Cad in ambiente virtuale. Ogni anno vengono vendute circa 80mila nuove licenze Solidworks, una cifra davvero considerevole. Si pensi, d’altra parte, che il 23% delle entrate di Dassault Systèmes (che fattura 3,2 miliardi di euro) derivano da questo software. «L’obiettivo – afferma Bassi – è continuare a crescere a doppia cifra, cosa che abbiamo fatto per diversi anni di seguito. Una crescita organica, senza ulteriori acquisizioni: al momento il panorama competitivo non è troppo sfidante, perché la nostra offerta scalabile (lo si vedrà tra poco; ndr) ci garantisce un vantaggio considerevole sulla concorrenza».

 

Il Mars Rover “Opportunity” della Nasa

Cosa si può fare con Solidworks

Tanto per fare alcuni esempi, con Solidworks è stato progettato il braccio meccanico del Mars Rover “Opportunity” della Nasa, che ha raggiunto Marte nel gennaio del 2004. Per intenderci, si tratta del robot mobile la cui missione, iniziata con l’atterraggio nel cratere Eagle, ha riscosso un tale successo operativo, che si è deciso di allungare il tempo di attività del mezzo da 90 giorni a quasi 15 anni.

Con Solidworks è stato creato “Firefly”, un dispositivo di fototerapia progettato specificamente per consentire agli ospedali rurali con risorse limitate e personale inesperto di trattare con successo neonati affetti da ittero infantile. «Si è capito – afferma Bassi – che la malattia può essere curata irradiando i bimbi appena nati con dosi calibrati di raggi ultravioletti. Solo che nel Terzo Mondo, lì dove mancano risorse e non c’è energia, realizzare uno strumento economico e “hard to use wrong”, e cioè utilizzabile da persone prive di competenze specifiche, era una questione tutt’altro che scontata. Ci si è riusciti con il nostro software».

E sempre con Solidworks è stato progettato «l’Xb-1, il modello di prova del nuovo aereo supersonico di linea della società Boom Technology. Siamo alla fase di convalida delle tecnologie. I dati raccolti saranno utilizzati per perfezionare la progettazione e l’ingegneria del mezzo e per garantire efficienza e sicurezza». L’aereo di linea dovrebbe entrare in attività nel 2023. Con una configurazione a delta come quella del Concorde, porterà 55 passeggeri da New York a Londra in 3 ore e un quarto, e da Sydney a Los Angeles in sole 6 ore e tre quarti, alla velocità di 2,2 Mach (2.300 km/h). Japan Airlines ha investito 10 milioni nel progetto, e insieme a Virgin sarà il futuro operatore di Boom. «Il fatto è che si è dimostrato che con l’utilizzo di materiali compositi, un disegno speciale e motori molto più efficienti di quelli del Concorde, si può ridurre i costi di volo in modo considerevole, tanto che il biglietto costerebbe come uno di business class. Solo che il passeggero impiegherebbe metà del tempo richiesto da un volo ordinario». In effetti, ciò che aveva affossato il Concorde, al di là del disastroso incidente del luglio Duemila, erano le spese per la manutenzione (20 ore per ogni ora di volo) e gli impressionanti consumi di combustibile, 17 litri a passeggero per ogni 100 km di volo. Costi che ricadevano sul prezzo del biglietto, corrispondente a circa 20mila dollari attuali per la tratta New York – Londra. Per Boom Technology, il prezzo target per la stessa tratta dovrebbe aggirarsi intorno ai 5mila dollari.

 

Il “nuovo Concorde” di Boom Technology

 

La prima leva della strategia di Solidworks: semplicità di utilizzo e agilità nell’integrazione con i sistemi esistenti in azienda

Eppure, nonostante l’enorme complessità dei prodotti realizzati, il punto forte della strategia di Solidworks è la semplicità di utilizzo. «È uno degli elementi che ha fatto del software quasi una commodity – afferma Bassi – Siamo presenti nell’83% delle facoltà di ingegneria del mondo. Solidworks è a portata di studente, e quando i ragazzi escono dall’università sanno già utilizzarlo. Ma soprattutto è “out of the box”». In pratica, il lavoro di customizzazione, di integrazione del software nei sistemi della azienda-cliente è ridotto al minimo. Dopo pochi giorni, è tutto operativo, quasi automaticamente. «Disponiamo – continua Bassi – di 350 reseller, ma la loro attività è ora indirizzata all’introduzione del prodotto in azienda, alla formazione del personale, alla manutenzione, a al rinnovo delle licenze. Questo attrae le Pmi, perché i costi, anche per il training, sono contenuti e perché il ritorno sull’investimento è molto rapido. Così, siamo presenti in 12 comparti industriali diversi, come l’industrial machinery, l’high tech, il consumer goods, l’oil & gas, l’aerospace, l’automotive e altri. »

«Ma poi, il prodotto è sempre più diffuso nelle grandi aziende. Tra i nostri clienti c’è ThyssenKrupp AG, un gruppo industriale tedesco da 41 miliardi di fatturato con focus sulla lavorazione dell’acciaio; una sua divisione progetta ascensori e montascale con il nostro software; ma anche Bosch, multinazionale tedesca della componentistica per autovetture che fattura 78 miliardi». E perché le grandi società si servono di Solidworks? «Uno dei motivi è che queste stanno diventando sempre più sensibili alla agilità, alla semplicità. Sanno che c’è bisogno di innovare, e che l’innovazione nasce in contesti poco strutturati, duttili, accessibili, essenziali e collaborativi; le caratteristiche dei contesti dove si utilizza il nostro software. Si produce come multinazionale, ma si innova come start-up. E poi perché Solidworks può essere acquisito come prodotto a sé o come brand inserito all’interno della piattaforma 3Dexperience».»

 

La seconda leva della strategia: la modularità

Della piattaforma 3DExperience Industria Italiana si è già occupata qui.  3DExperience consente alle imprese di svolgere più attività: progettazione e servizi di modellazione 3D, gestione dei dati, collaborazione sociale, simulazione e indicizzazione dei Big Data in tutte le discipline aziendali, dall’ingegneria alle vendite; ma anche di implementare sistemi per sperimentare virtualmente l’utilizzo di un prodotto nel mondo reale. Queste capacità digitali sono state, sviluppate negli anni con brand diversi, ad iniziare da Catia, il primo marchio. Altri brand si sono aggiunti; ma alla fine le loro specificità sono state integrate in soluzioni di processo basate sulla piattaforma. In pratica, tutte le funzionalità dei marchi sono “fuse” nello stesso ambiente digitale, tanto che l’utilizzatore non ha più percezione di avvalersi di quelle di un marchio o dell’altro, poiché “adopera” una soluzione di processo. Sono applicazioni che si completano nello stesso sistema. Questi brand sono 3DExcite, 3DVia, Biovia, Catia, Delmia, Enovia, Exalead, Geovia, Netvibes, Simulia, Solidworks.

Grazie alla piattaforma è possibile realizzare la continuità digitale attraverso tutte le fasi del processo: dall’ideazione alla progettazione, alla ingegnerizzazione, alla produzione fino al marketing – abbattendo i silos tra le diverse funzioni aziendali. E poi è uno strumento collaborativo, che può essere utilizzato per l’intero ecosistema dell’azienda: fornitori, partner e clienti. Insomma, l’intera 3DExperience offre funzionalità più vaste di quelle offerte dal solo brand Solidworks. «La modularità è un altro punto forte della strategia di Dassault Systèmes, ed è uno dei motivi per cui Solidworks è così diffuso – spiega Bassi -. Una piccola azienda può partire con il nostro software, se non ha l’esigenza di management avanzato della supply chain o se non deve automatizzare la fabbrica; qualora questi bisogni emergessero, può agganciare a Solidworks il resto della piattaforma».

La terza leva della strategia di Solidworks: la flessibilità nell’ottenimento delle licenze

«Solidworks – afferma Bassi – si può acquistare con una licenza “perpetua”, che conferisce diritti per tutta la vita del prodotto. Parallelamente, offriamo un contratto di manutenzione per l’upgrade annuale; ma non è obbligatorio sottoscriverlo. Poi, ci sono licenze trimestrali, altre che prevedono un numero di utenti superiori al numero di licenze. C’è grande flessibilità, che è un valore sia per noi che per il cliente. E poi, con il Cloud, c’è la possibilità di un utilizzo al consumo». Insomma, secondo Bassi «il business model è elastico, e si adatta alle esigenze della grande azienda come a quelle della realtà molecolare».

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