Miroglio, il Covid ha inaugurato una nuova era nel rapporto fornitore-azienda?

Uno sconto in cambio della certezza della fornitura e della sicurezza dei pagamenti tempestivi. Sembrerebbe il “favore” chiesto dal big del tessile, in una lettera, alle aziende della propria filiera. Pubblichiamo il testo integrale della missiva

Castagnole delle Lanze, polo logistico Gruppo Miroglio

«In questo contesto, riteniamo opportuno avviare un discorso di filiera, dove tutta la filiera della moda (dal commerciante al produttore del filo del tessuto) concorre a sostenersi vicendevolmente. Per questo, così come noi stiamo accordando ai nostri clienti ogni tipo di supporto economico per aiutarli, ci aspettiamo che la nostra filiera possa fare altrettanto con noi», scrive l’amministratore delegato del gruppo Miroglio Alberto Racca nella lettera inviata ad alcuni fornitori (le segnalazioni e le polemiche sono partite soprattutto dall’area di Prato, da parte del blog targettopoli.com, poi ripreso dal Fatto Quotidiano e dalle pagine di Cuneo della Stampa) con la quale sostanzialmente chiede di condividere i costi della crisi da Covid-19.

E poi aggiunge: «Non saremo insensibili di fronte alla vostra disponibilità, in un momento in cui tanti clienti non sono in grado di pagare i propri fornitori o lo fanno con estrema difficoltà, noi vogliamo confermarvi che la vostra adesione a questa iniziativa rappresenterà per noi un impegno a saldarvi in modo affidabile quanto vi dobbiamo ora e per i mesi a venire. Non solo, alla luce della nostra storia di positiva collaborazione, concordemente all’adesione della richiesta ci sentiamo di potervi confermare la nostra partnership ed il vostro ruolo strategico nel nostro panel fornitori anche per il prossimo futuro». Va precisato che nel mondo del tessile i margini sono abbastanza contenuti. Per alcuni, uno sconto del 3% o del 5% sul fatturato rischia di erodere gran parte del guadagno. D’altro canto, il rapporto di forza tra un grande cliente come Miroglio e alcuni piccoli soggetti è pressoché totale: perdere i suoi ordini può comportare, per alcuni, chiudere l’attività. E non venire pagati regolarmente significa andare incontro a problemi molto importanti.







Contattati dalla Stampa di Cuneo, i vertici dello storico gruppo della moda hanno dichiarato:

Alberto Racca, ceo Miroglio

«La lettera è stata inviata a una serie di fornitori strategici di Prato, con i quali negli ultimi anni abbiamo in alcuni casi anche raddoppiato il fatturato. Abbiamo chiesto di accordarci uno sconto dal 3 al 5%, perché è ciò che stanno chiedendo a noi stessi i nostri clienti. Anzi, è molto meno: tutta la filiera della moda si sta muovendo in questa direzione con forme ben più aggressive. Alcuni hanno capito lo spirito della richiesta, tant’è che abbiamo raggiunto accordi anche con percentuali di sconto dell’1%, altri no. Ci rendiamo conto dello sforzo che chiediamo, ma vorremmo anche ricordare che mentre altri operatori hanno scelto di rifornirsi all’estero, noi abbiamo incrementato le forniture in Italia e in particolare proprio a Prato»

 

 

 

Ma ecco il testo integrale della lettera:

 

Gentilissimi Partners,

come sapete stiamo attraversando uno dei momenti più difficili della nostra storia recente.

La difficoltà si palesa a tutti i livelli, dal timore per la propria salute all’impossibilità di vedere i nostri cari, dalle difficoltà psicologiche per aver perso buona parte delle proprie libertà, ai timori per un futuro che non sappiamo se potrà mai essere come prima. In questo contesto, anche l’economia sta subendo grandissimi danni, l’Italia è stata tra i primi Paesi colpiti, poi tutto il mondo è stato coinvolto. Come sappiamo, tra i settori economicamente più colpiti c’è naturalmente anche il nostro, non essendo giustamente la moda uno dei servizi di prima necessità in un periodo come questo.

Come azienda avevamo disposto la chiusura dei nostri 600 e oltre negozi prima che il Governo Italiano rendesse tale chiusura obbligatoria, a tutela della sicurezza e della salute delle nostre clienti e delle nostre commesse. Ciò ha avuto e sta avendo un impatto economicamente molto pesante. In parallelo a questo, abbiamo tra i nostri clienti una lunga lista di negozianti che stanno vivendo un momento di difficoltà e quindi ci stanno chiedendo di annullare ordini, piuttosto che posticipare a data da destinarsi la riscossione dei nostri crediti o applicare percentuali di sconto sulla merce che abbiamo consegnato e che consegneremo. Stiamo cercando di accordare questo aiuto.

Non esiste filiera che possa dirsi in salute se lo stato di salute non riguarda tutti gli elementi della filiera stessa. Come ha deciso Miroglio di approcciare questo momento critico? Miroglio ha deciso di non fermarsi, l’azienda è chiusa ma tutti i dipendenti sono ingaggiati nello studiare la Miroglio del futuro, ripensare le modalità di lavoro e di vendita, concepire le future collezioni. Una parte della nostra azienda e della nostra filiera sono state anche coinvolte nella lodevole iniziativa di produzione di mascherine facciali. Pur nelle difficoltà, non vogliamo fermarci e provare a guardare al futuro con ottimismo, consapevoli che sarà difficile ma anche che abbiamo forza e mezzi per affrontare questa situazione. In questo contesto, però, riteniamo opportuno avviare un discorso di filiera, dove tutta la filiera della moda (dal commerciante al produttore del filo del tessuto) concorre a sostenersi vicendevolmente.

Per questo, così come noi stiamo accordando ai nostri clienti ogni tipo di supporto economico per aiutarli, ci aspettiamo che la nostra filiera possa fare altrettanto con noi; vi contattiamo quindi, da un lato per chiedervi una piccola contribuzione economica legata alla situazione contingente, (contribution della quale troverete i dettagli nel seconda allegato di questa mail), dall’altro per confermarvi che non abbiamo alcuna intenzione di fermarci di fronte a queste difficoltà, la nostra lunga storia è destinata a proseguire anche in futuro e stiamo lavorando dure per questo. Non saremo insensibili di fronte alla vostra disponibilità, in un momento in cui tanti clienti non sono in grado di pagare i propri fornitori o lo fanno con estrema difficoltà, noi vogliamo confermarvi che la vostra adesione a questa iniziativa rappresenterà per noi un impegno a saldarvi in modo affidabile quanto vi dobbiamo ora e per i mesi a venire. Non solo, alla luce della nostra storia di positiva collaborazione, concordemente all’adesione della richiesta ci sentiamo di potervi confermare la nostra partnership ed il vostro ruolo strategico nel nostro panel fornitori per il prossimo futuro.

Vi ringrazio personalmente per la vostra disponibilità

Alberto Rocca

Ceo Miroglio SpA

Il Gruppo Miroglio in numeri. Fonte mirogliogroup.com/

 

Questo invece è il testo dell’allegato:

Fornitore: ***

Gent.mo sig. ***,

come anticipato, riteniamo in questo momento necessario coinvolgere la nostra filiera produttiva nel sostentamento dell’intera catena del valore; tale operazione ci vede fortemente coinvolti, sia nel supporto ai nostri clienti terze parti, sia per la pesante riduzione dei ricavi legata alla chiusura dei nostri negozi diretti.

Ci rendiamo conto che si tratta di un ulteriore sforzo in un periodo non facile, ma è importante maturare tutti la consapevolezza che il nostro futuro passa dalla sopravvivenza dei nostri clienti e dei nostri fornitori. Per tale ragione, diviene di interesse comune fare quanto è in nostro potere per garantire supporto a chi viene a monte e a valle della catena del valore. Dopo un’attenta analisi, abbiamo pertanto valutato che la ragionevole contribuzione che vi chiediamo, in queste circostanze del tutto eccezionali, è pari a *** euro.

Certi della vostra comprensione, nel ribadire gli impegni già spiegati in termini di rafforzamento della nostra collaborazione che l’accettazione potrà comportare, vi chiediamo di ritornarci il presente modulo firmato. La compensazione verrà gestita attraverso nota di credito con modalità da concordarsi con il nostro ufficio amministrativo.

Ringraziandovi per la comprensione e collaborazione, porgiamo cari saluti

 

(Ripubblicazione dell’articolo pubblicato il 25/04/2020)














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