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I segreti di Ised e del sistema B2X per il commercio elettronico

di Gianluca Zapponini ♦︎ La società romana nata nel 1974 e fiore all’occhiello della Tiburtina Valley ha cambiato l’e-commerce attraverso una piattaforma che consente di governare e analizzare l’intero processo di compravendita. E ce n’è anche per le farmacie. Ma Vittoria Carli, partner dell’azienda, avverte: i privati per innovare hanno bisogno dell’aiuto dello Stato

Chi l’ha detto che l’e-commerce è solo cosa americana o cinese? Niente di più sbagliato. A Roma la chiamano Tiburtina Valley, quasi a voler replicare in salsa capitolina, quella Silicon Valley culla della tecnologia che ha rivoluzionato la nostra esistenza. Lì, incastonata in un piccolo regno industriale, c’è la Ised, società romana da oltre 200 dipendenti nata nel 1974 e oggi leader nella fornitura di servizi Ict. Pane quotidiano per tutte quelle imprese, piccole o grandi che siano, desiderose di innovare il proprio business, per sopravvivere e vincere la concorrenza globale. Punta di diamante della gamma Ised è la piattaforma B2X. Si tratta di un sistema integrato di commercio elettronico e gestione dei clienti finali, che consente di governare l’intera filiera dei processi operativi, di marketing e di contatto con gli utenti. Tra le peculiarità della piattaforma, spicca la totale personalizzazione della navigazione consumer e la completa integrazione dei processi. In pratica, B2X crea, implementa e gestisce piattaforme omni-canale su misura per la vendita di prodotti nei settori Farma, Food & Beverage, Fashion & Luxury, Consumer Goods.

Non è tutto. La piattaforma messa a punto da Ised porta in dote un’altra peculiarità. E cioè un apposito sistema di business intelligence che consente al cliente un completo utilizzo e manipolazione dei dati disponibili, dall’analisi vendite a quella sulle campagne di marketing. Industria Italiana ne ha voluto sapere un po’ di più, ascoltando Vittoria Carli, responsabile general affairs&security, marketing& internationalization di Ised nonché presidente della sezione Information Technology di Unindustria, l’Unione degli industriali e delle imprese di Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo.

Acquisti e-commerce nel mondo nel 2018. Fonte Osservatorio Digital Innovation del Politecnico di Milano

«La piattaforma B2X, prima in Europa per la gestione dei servizi digitali di e-commerce, testata in occasione dell’Expo 2015 di Milano e poi continuamente evoluta per arrivare al cliente nazionale, europeo o mondiale, oggi eroga servizi con software italiano a molte multinazionali internazionali, o italiane – spiega Carli – Semplicemente mettendo in contatto i produttori con i consumatori, riuscendo così a creare un canale virtuale tutto italiano, anche per collegarsi con i grandi players internazionali. Uno strumento che in un mondo globalizzato rappresenta senza dubbio un valore aggiunto per l’impresa».

L’e-commerce però non è il solo pilastro del business Ised, che può contare su altre due gambe. «Abbiamo una vasta gamma di servizi cloud per accompagnare le farmacie italiane nella loro trasformazione da negozi professionali a vere catene di farmacie, per semplificarne la gestione, migliorare ed ampliare i servizi da loro erogati ai clienti, aumentarne la redditività e fidelizzando i clienti anche con prezzi sempre più competitivi – spiega la manager Ised – Si tratta di una trasformazione digitale di 20mila farmacie italiane, in aperta concorrenza per l’arrivo di grandi gruppi europei sia sul lato dell’offerta di servizi IT, che della crescita di gruppi sempre più grandi di farmacie».

Rimanendo nel campo del pharma, Ised ha lavorato molto negli ultimi mesi a sistemi di gestione dell’emergenza sanitaria, «capaci di operare in situazioni critiche 24 ore al giorno e 365 giorni l’anno: l’ultima versione è la più avanzata, sviluppata per la Regione Lazio e offre tempi di risposta sempre più competitivi e servizi al personale sanitario addetto sempre più evoluti a seguito della grande trasformazione digitale – chiarisce Carli – Dal tablet d’ambulanza, per controllare la situazione del paziente e connettersi con il pronto soccorso prima dell’arrivo della persona assistita con il fine di superare qualsiasi rallentamento amministrativo già prima dell’ingresso in ospedale, ai cluster di sistemi che reagiscono automaticamente per fronteggiare emergenze di ogni tipo ed assicurare la continuità dei servizi. I sistemi di ultima generazione gestiscono anche i trasporti per la trapiantologia, i posti letto, la continuità assistenziale, facilitano il superamento di ostacoli fino ad oggi insuperabili, quali le App per vari tipologie di inabilità della comunicazione».

Gli acquisti e-commerce degli italiani nel 2018. Fonte Osservatorio Digital Innovation del Politecnico di Milano

Fin qui il capitolo innovazioni targate Ised. Poi c’è da fare un discorso più ampio, che abbracci l’intero concetto di innovazione. L’Italia si sa, ha delle eccellenze eppure si ha spesso la netta sensazione che non basti a fare un sistema industriale a prova di Terzo Millennio. Anche in questo caso, Vittoria Carli ha un’idea precisa.

«L’innovazione deve essere favorita anche dallo Stato italiano, come fanno tutti gli altri Paesi europei, compresi gli Usa e la Cina. Lo Stato inteso come le amministrazioni locali dovrebbero, con la loro domanda d’innovazione, favorire la collaborazione pubblico – privato e la crescita di aziende nazionali competitive. Inoltre l’incentivo fiscale come quello del super ammortamento per Industria 4.0 dovrebbe essere attivato per lo sviluppo del software in Italia. L’ammortamento del software deve essere identico a quello delle macchine di cui è un componente e fondamentale. L’attuale governo sembra immobile su questi fronti. Bisogna rendere strutturale il Piano 4.0 definendo un’aliquota di maggiorazione pari al 100% del costo di acquisizione dei sistemi software necessari alla digitalizzazione».

D’altronde, è la sintesi, l’equazione è semplice. «Le imprese per crescere, per creare nuovi posti di lavoro, devono continuamente evolversi, devono proporre nuovi prodotti, devono capire le esigenze dei mercati ed assecondarli, devono saper migliorare i propri prodotti e se stesse, devono investire continuamente in R&S. Sulla R&S; essendo uno strumento strategico del sistema Paese è importante che sia riconosciuta, definendo una legge che sia chiara, certa e strutturale».

Vittoria Carli, responsabile general affairs&security, marketing& internationalization di Ised nonché presidente della sezione Information Technology di Unindustria

Sì, ma come? «Definendo le regole chiare a cui l’impresa deve attenersi per definire cosa rientra nella R&S e il valore del recupero fiscale. Questi anni sono stati molto duri ed il 2018 non ha fatto eccezione. Le nostre imprese hanno investito molti milioni di euro negli ultimi dieci anni, cosi concedendo alle nostre imprese opportunità di crescita, pur stringendo la cinghia, quindi siamo riusciti a mantenere gli obiettivi fissati sia in termini d’innovazione dei nostri prodotti e servizi, che di fatturato. Ma non può bastare; nei prossimi anni vogliamo trovare le condizioni nel nostro Paese affinché, in un clima nazionale d’investimenti crescenti pubblici e privati, anche le piccole e medie imprese innovative quali noi siamo, possano essere premiate per i propri investimenti innovativi ed aiutare il Paese a crescere».

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