direttore Filippo Astone

Fusione Fca-Renault, Elkann ritira la proposta

Il merger tra le due case automobilistiche non si fa più. Il presidente del Lingotto John Elkann, a seguito dell’atteggiamento attendista di Renault e dell’opposizione di Nissan nel Cda del carmaker transalpino, ha deciso di staccare la spina alle trattative.

 

Il colpo di scena nella notte

Già fallite le nozze tra i due carmaker Fca e Renault. A quanto riportano sia il Wall Street Journal che Bloomberg, e di conseguenza la stampa di mezzo mondo, il presidente del Lingotto John Elkann ha ritirato la proposta di fusione. Ciò ha comportato il crollo in borsa a New York del titolo Fca, che nelle contrattazioni after hours ha perso il 3,71%. La notizia è emersa questa notte. Il fatto è che il cda della casa automobilistica di Boulogne-Billancourt, dopo recenti rinvii e dopo sei ore di discussione, aveva deciso di posticipare ulteriormente la decisione sul merger. Dall’altra parte della Manica, a Londra, il presidente di Fca decretava una volta per tutte e con effetto immediato la fine della trattativa. Il colosso da 8,6 milioni di veicoli non si fa più.

Potrebbe essere stata Nissan a seppellire la fusione

Secondo indiscrezioni, sulla decisione di Fca avrebbe pesato non solo l’atteggiamento attendista di Renault, ma soprattutto il “no” dei due consiglieri della Nissan, che siedono nel Cda di Renault a seguito del gioco di partecipazioni incrociate che ha dato vita al gruppo industriale Renault-Nissan-Mitsubishi Alliance. Fino a poco tempo fa l’Alleanza era guidata dal presidente e Ceo Carlos Ghosn, il supermanager dell’auto di origini libanesi arrestato in Giappone nel novembre 2018 per evasione fiscale. Già con la caduta dell’uomo forte dell’Alleanza, descritto con un accentratore, sarebbe emersa la volontà di Nissan di ridiscutere i rapporti interni al Gruppo. Poi, la possibile fusione tra Fca e Renault aveva accelerare questa tendenza. Secondo quanto riporta il Financial Times, il Ceo di Nissan Hiroto Saikawa avrebbe infatti affermato qualche giorno fa che «la proposta attualmente in discussione è una fusione completa che, se realizzata, altererebbe in maniera significativa la struttura del nostro partner Renault». Per Saikawa «ciò richiederebbe una revisione profonda della relazione esistente tra la Nissan e la Renault». Pertanto Nissan avrebbe preso «in considerazione i suoi rapporti contrattuali esistenti e il modo in cui dovrà operare in futuro».

 

Il progetto affossato

L’idea era quella di dar vita ad una società di diritto olandese, con quote paritarie del 50% e 50% ai due gruppi, il Lingotto e Renault. La società sarebbe stata quotata nei listini di Parigi, Milano e New York. La famiglia Agnelli, che attualmente controlla il 29% di Fca, sarebbe rimasta primo azionista con una quota del 14,5%; lo Stato francese avrebbe avuto in mano il 7,5% della nuova entità, metà dell’attuale 15% in Renault. Il presidente sarebbe stato John Elkann, mentre la figura del Ceo sarebbe stata ricoperta dall’attuale presidente di Renault, Jean-Dominique Senard. Tecnicamente, una unione di uguali. Se la fusione fosse avvenuta, si sarebbe trattato di appianare la differenza di valore di mercato – Fca vale circa 18 miliardi, Renault 16 –: agli azionisti del Lingotto sarebbe spettato un dividendo straordinario pari a circa 2,5 miliardi.

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