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direttore Filippo Astone

Cogenerazione: asset fondamentale per la competitività delle aziende

Intergen, società attiva nel settore dell’energia, con le sue soluzioni aiuta le imprese produttive e di servizi a ridurre la “carbon footprint” anche a livello paese, contribuendo in modo decisivo alla sostenibilità

La “carbon footprint” (impronta di carbonio) è una misura che esprime in CO2 equivalente il totale delle emissioni di gas ad effetto serra generate nel ciclo di vita di un prodotto/servizio: più basso è questo numero e più l’azienda può essere definita sostenibile. Intergen, con importanti referenze presso aziende alimentari italiane, può testimoniare quanto la riduzione di emissioni di gas serra conseguente all’adozione della cogenerazione possa aiutare nella riduzione della “carbon footprint”, quindi nella sostenibilità ambientale dell’azienda.

Gli elementi che concorrono a calcolare questa “impronta di carbonio” sono diversi, dalla scelta della materia prima fino alla distribuzione del prodotto e, eventualmente, al processo di  smaltimento. Fra questi rientrano le emissioni di CO2 prodotte durante la produzione: l’utilizzo della cogenerazione per produrre energia elettrica e calore permette di ridurre le emissioni di CO2, quindi ridurre la “carbon footprint” legata al processo produttivo.

«I messaggi chiave associati alla cogenerazione sono abbassamento delle emissioni gassose e riduzione dei costi, elementi che contribuisco in modo significativo a migliorare competitività delle aziende – afferma Lorenzo Ronchi, marketing director Intergen – fra i nostri clienti rientrano importanti aziende, particolarmente attente alla qualità del prodotto e del processo produttivo e soprattutto alla riduzione delle emissioni gassose in atmosfera».

L’importanza della cogenerazione per produrre energia elettrica e calore ad uso di processo e per alimentare le utenze in ambito industriale è ampiamente confermata da un recente studio del Politecnico di Milano: dei 2,4 miliardi di euro di investimenti in efficienza energetica nel 2018, la cogenerazione è al secondo posto, con 443 milioni. In particolare le aziende alimentari, con una ripartizione dei consumi al 56% legati a servizi ausiliari e generali e 44% al processo produttivo, con forti esigenze di refrigerazione e con processi ad elevata intensità di calore, hanno significativi risparmi economici dall’utilizzo di sistemi di cogenerazione. A questi si sommano i benefici ambientali per la riduzione di emissioni CO2.

«Esempi di eccellenza italiana – conclude Ronchi – sono Igor Gorgonzola, che grazie alla cogenerazione ha ridotto la spesa energetica del 48,4% e le emissioni di CO2 del 30% ogni anno, e Rovagnati, che ha scelto noi per ben due impianti riducendo la spesa energetica del 45,3% e le emissioni del 29%; tutto ciò a vantaggio del sistema Paese sia dal punto di vista ambientale ma anche come asset per rilanciare le aziende italiane».

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