Simest (gruppo Cdp): nel 2021 alle pmi 9,3 mld (+115%), risorse per 4,3 mld (+277%)

I settori maggiormente interessati sono stati quelli dell’industria meccanica, dei servizi non finanziari, dell’industria metallurgica e dell’agroalimentare

Anche per Simest è arrivato il momento dei bilanci: il cda presieduto da Pasquale Salzano ha approvato quello d’esercizio relativo al 31 dicembre 2021. La società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti – guidata da Mauro Alfonso – ha segnato il record storico di risorse mobilitate e gestite in favore delle imprese italiane: oltre 9,3 miliardi di euro, +115% rispetto al 2020. Grazie alla sinergia con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci), e all’importante lavoro svolto attraverso il patto per l’Export, Simest si è confermata strumento rilevante di supporto al sistema produttivo italiano in un periodo cruciale di ripresa economica post pandemia, fornendo la liquidità necessaria alla ripresa degli investimenti per la crescita del made in Italy nel mondo.

Nel corso del 2021 infatti Simest ha supportato complessivamente circa 11.300 imprese nazionali (+253%), di cui il 96% Pmi vera e propria ossatura del nostro tessuto imprenditoriale. Dal 2019 Simest ha raggiunto oltre 10.500 nuove imprese (+1.347%).







Attraverso gli strumenti per l’internazionalizzazione – Finanziamenti agevolati, risorse Pnrr e partecipazioni nel capitale – sono state mobilitate risorse complessive per 4,3 miliardi di euro, + 277% rispetto al 2020. Particolarmente rilevante il contributo dei Finanziamenti agevolati a valere sul Fondo 394 (inclusa la quota del Fondo Promozione Integrata), gestito in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale: nel corso del 2021 Simest ha deliberato operazioni per oltre 3,4 miliardi di euro, + 224% rispetto all’esercizio precedente. La percentuale di crescita sale al 1.075% se si confrontano i risultati con quelli del 2019, ossia del periodo pre-pandemia.

I settori maggiormente interessati dall’intervento sono stati quelli dell’industria meccanica, dei servizi non finanziari, dell’industria metallurgica e dell’agroalimentare. I principali paesi esteri di destinazione sono stati gli Stati Uniti, la Germania e la Francia. Le Pmi sono risultate destinatarie dell’80% dei volumi deliberati. L’operatività in partecipazioni nel capitale ha generato investimenti per complessivi 143 milioni di euro (+64%). Di questi, 64 milioni di euro (+ 159%) sono investimenti diretti Simest, 36 milioni riguardano lo strumento Contributo su Equity loan (in linea con il 2020), mentre 43 milioni di euro (+84%) provengono dal Fondo di Venture Capital, strumento gestito in convenzione con il Maeci. Quest’ultimo è stato oggetto di una revisione normativa che da quest’anno gli consentirà di finanziare anche le start-up, allargandone quindi il campo di azione all’imprenditoria giovanile.

Circa l’86% degli investimenti delle imprese italiane supportate direttamente da Simest e attraverso il Fvc è relativo a paesi extra-Ue. I principali settori di intervento sono quelli dell’industria metallurgica, dell’automotive e dell’agroalimentare. Nel 2021, Simest – attraverso il Fondo 295/73, gestito in Convenzione con il Maeci – ha realizzato 147 operazioni di supporto all’export, per oltre 5 miliardi di euro di risorse mobilitate, + 58% rispetto al 2020.

In netta ripresa rispetto al 2020 le risorse mobilitate attraverso il Contributo Export su Credito Acquirente, 4,6 miliardi di euro; +57%, mentre particolare vivacità ha evidenziato a partire dallo scorso anno il prodotto “Contributo Export su Credito Fornitore”, strumento a supporto della competitività delle Pmi e delle imprese di media dimensione che esportano beni strumentali: sono state realizzate 115 operazioni per 406 milioni di euro, +63% rispetto al 2020.

Nel 2021 il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ha assegnato al Fondo 394, che Simest gestisce in convenzione col Maeci, 1,2 miliardi di euro di risorse europee NextGenerationEu a sostegno dell’aumento della competitività delle Pmi italiane attraverso la transizione digitale ed ecologica, ponendo le 4mila imprese gestite entro l’anno come uno dei target per l’erogazione dei fondi all’Italia. L’operatività è partita a fine ottobre e sono stati deliberati finanziamenti per 751 milioni di euro in favore di 5.212 imprese, ben oltre l’obiettivo. Da quest’anno sono partite le erogazioni – oltre 1.000 le Pmi che hanno già ricevuto i fondi – processo che è previsto concludersi entro il mese di maggio.

Lo strumento – che presenta vantaggi per le aziende con sede operativa al Meridione in termini di risorse dedicate e percentuale massima di fondo perduto (40% contro il 25% di quanto riconosciuto a quelle del Centro e del Nord) – è stato assegnato per il 26% alle Pmi del Sud: una percentuale storicamente elevata rispetto a quanto registrato dall’operatività ordinaria di Simest (dove il Sud si attesta intorno al 10%), a dimostrazione della capacità del Fondo Pnrr di perseguire l’obiettivo della riduzione del divario territoriale.

Passando infine ai risultati economico-patrimoniali 2021: il patrimonio netto è salito a 309 milioni di euro dai 305,1 del 2020. La società ha chiuso l’anno con un utile di circa 4 milioni euro, evidenziando un margine di intermediazione in decisa crescita a 43,4 milioni di euro dai 34,6 milioni del 2020 e dai 16,4 milioni del 2019.














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