direttore Filippo Astone

Airbus 340

Airbus produrrà 890 aerei nel 2019

Per il gruppo franco-tedesco si tratta di una crescita del 10% rispetto allo scorso anno. Grazie anche alla crisi di Boeing

Nuova sfida per Airbus: produrre tra gli 880 e gli 890 aerei passeggeri nel 2019, il 10% in più rispetto agli 800 dello scorso anno.

La possibilità di incrementare la produzione è sicuramente dovuta anche al momento negativo che sta vivendo Boeing, diretto concorrente del costruttore europeo, in seguito ai due gravissimi incidenti che hanno visto coinvolti i loro velivoli in meno di sei mesi, in Africa e in Asia. Infatti, dopo la tragedia del Boeing 737 Max 8 di Ethiopian Airlines del 10 marzo scorso e quella di Lion Air in Indonesia del 29 ottobre, 300 vettori della società statunitense sono stati messi a terra dalle principali compagnie aeree mondiali, e non è ancora chiaro fino a quando durerà lo stop. Di più: sembra che le aziende cinesi dell’aviazione, su tutte Air China, siano pronte a citare per danni la stessa Boeing per i disservizi causati dalla messa a terra degli aerei.

Ma il Gruppo Airbus, guidato da Guillaume Faury, ha precisato che i due incidenti di Boeing non hanno avuto un’incidenza sul mercato, né hanno modificato il comportamento commerciale dell’azienda franco-tedesca. E ha preso distanza dal periodo negativo che sta vivendo la società americana anche Michael Schoellhorn, nuovo direttore operazioni di Airbus, che ha recentemente dichiarato di aver pianificato una produzione di 63 aerei al mese, che potrebbe aumentare nel secondo semestre 2019, arrivando (secondo fonti industriali) a 71.

Schoellhorn, dunque, conferma l’obiettivo del colosso europeo di voler produrre da 880 a 890 aerei quest’anno; cifra che costituirebbe un nuovo record, dopo gli 800 velivoli del 2018 (contro gli 806 consegnati da Boeing). I dati tengono conto anche dei jet più piccoli (tra 100 e 130 posti) delle ex “C Series” della canadese Bombardier, programma di cui Airbus ha acquisito la maggioranza da luglio 2018, rinominato A220.

E a proposito dei velivoli A220, Remi Maillard, capo dei servizi del Gruppo, ha sottolineato che deve essere migliorata la base di costi.

L’andamento di questi programmi industriali coinvolge anche l’industria italiana: Leonardo-Finmeccanica, infatti, collabora alla produzione dell’A321 (ma non dell’A320 e versioni più piccole) e dell’A380, mentre con Boeing ha una parte importante nella produzione di sezioni di fusoliera del 787, l’aereo a lungo raggio che ha riscosso un buon successo commerciale, oltre che del 767.

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