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Volkswagen, 70 nuovi modelli elettrici in 10 anni

Prende corpo il colossale piano di investimenti della casa automobilistica tedesca Volkswagen, pari a 45 miliardi di euro di cui 30 dedicati alla mobilità green. Entro il 2028 il carmaker di Wolfsburg lancerà 70 nuovi modelli elettrici. Il primo modello a marchio VW sarà la compatta full-electric ID, in concessionario già nel 2020 ; ma prima, saranno sul mercato quelli dell’Audi e-Tron, della Seat elBorn e della Porsche Taycan. L’azienda intende costruire 22 milioni di auto elettriche in dieci anni, puntando tutto su un mercato di cui non si conoscono ancora le dimensioni. L’operazione non sarà indolore, dal punto di vista dell’occupazione. Peraltro Volkswagen, per bocca del suo amministratore delegato Herbert Diess, ha reso noto che presto sarà necessario tagliare i posti di lavoro, perché la realizzazione di un’auto elettrica comporta un impegno del 30% minore rispetto a quello relativo al motore a combustione interna.

Il futuro di Volskwagen si scrive in Cina

Il gruppo tedesco, com’è noto, ha stretto partnership con due grandi aziende cinesi, JAV e FAW. In Cina il carmaker europeo dispone di un team di 4.200 ingegneri; grazie a loro e alle joint venture intende sviluppare guida autonoma, connettività, e competenze infrastrutturali intelligenti. L’investimento è pari, per il 2019, a 4 miliardi di euro. Nel frattempo, da Wolfsburg fanno sapere di avere ingaggiato ingegneri software di rilevo internazionale, per lanciare la sfida all’americana Tesla, che in materia, in quanto apripista, è in una posizione di netto vantaggio. Secondo VW, fattori di scala potrebbero portare il gruppo tedesco a recuperare terreno. Così, mentre finora gli sviluppatori di VW erano orientati all’hardware, entro una decina d’anni saranno convertiti al software.

Superare il Dieselgate

Con il piano di investimenti il carmaker tedesco intende mettersi alle spalle lo scandalo Dieselgate, che l’ha duramente colpito in Usa e che ha prodotto costi pari a 3,2 miliardi di euro anche nel 2018. La vicenda è iniziata nel 2015, con la scoperta da parte delle autorità statunitensi di un software per la manipolazione illegale dei dati relativi alle emissioni di ossido di azoto in vista dei test di omologazione. Volkswagen intende allinearsi agli accordi di Parigi sul clima, e quindi alla completa decarbonizzazione entro il 2050.

Il Wltp ha frenato le consegne, ma i gruppo ha chiuso il 2018 con ricavi record e vendite ai massimi storici

Da qualche mese è entrato in vigore di un nuovo test di omologazione delle auto, il Wltp (Worldwide harmonized Light vehicles Test Procedure), procedura assai rigorosa (soprattutto in fatto di emissioni), tanto che molte case automobilistiche hanno fermato le linee. Inutile produrre macchine che non passano i test. Ciò ha influito anche sui conti di Volkswagen, che fa una parte ha venduto 10,9 milioni di veicoli per un fatturato pari a 235,85 miliardi, dall’altra ha visto i margini calare del 6% al 5,9%. Resta buono, tuttavia, l’utile operativo che, a quota 13,9 miliardi, ha fatto segnare un lieve rialzo dello 0,4%. Audi e Porsche hanno contribuito in modo consistente all’utile operativo di gruppo – rispettivamente per 4,7 miliardi e 4,1 miliardi; il brand VW ha partecipato con 3,2 miliardi. Intanto l’amministratore delegato si è detto preoccupato per il costo del lavoro. È attualmente il principale elemento di discussione con i sindacati. Per questo motivo e per il generale cambio di paradigma produttivo, VW si prepara a ridurre l’organico di 7mila unità. L’ad ha tuttavia ammesso che per ora non è stato possibile raggiungere un accordo con i rappresentanti dei lavoratori. Infine, Diess ha fatto sapere che il gruppo sta valutando l’opportunità di cedere alcuni marchi non strategici. Ma sul punto non ha fatto precisazioni.

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