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direttore Filippo Astone

Ubi Banca e Confindustria rinnovano l’accordo per l’innovazione e la digitalizzazione delle imprese

L’Associazione degli industriali e l’istituto di credito confermano il plafond da 1 miliardo di euro per finanziare gli investimenti delle aziende in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale “Industria 4.0”. Nel protocollo d’intesa vengono inseriti nuovi elementi strategici: sviluppo delle filiere 4.0, responsabilità sociale d’impresa, diffusione del welfare aziendale.

A poco più di un anno dalla sottoscrizione dell’accordo tra Confindustria e UBI Banca per sostenere le imprese impegnate nei processi di innovazione e trasformazione digitale, l’Associazione degli industriali e la Banca hanno firmato oggi un addendum integrando la collaborazione con nuove sinergie che contribuiscono a favorire crescita dimensionale e accesso ai mercati dei capitali. L’intesa, prorogata fino al 31 dicembre 2020, prevede un plafond da 1 miliardo di euro finalizzato a concedere finanziamenti a medio e lungo termine alle aziende che investono in ricerca, sviluppo e innovazione oltre a iniziative specifiche per offrire, anche attraverso i Digital Innovation Hub (DIH) costituiti presso il sistema confindustriale, un supporto finanziario e una consulenza alle aziende intenzionate a beneficiare delle opportunità del Piano Nazionale “Industria 4.0”.

Nel dettaglio l’evoluzione della collaborazione prevede:

· sviluppo delle “Filiere 4.0”: valorizzare le filiere produttive in modo da migliorare la capacità di portare credito alle aziende che ne fanno parte. Con questo obiettivo l’Associazione degli industriali e l’istituto di credito, con il supporto dei Digital Innovation Hub, approfondiranno i bisogni delle imprese appartenenti alle filiere industriali e definiranno progetti di investimento a cui adegueremo una specifica offerta di credito.

· responsabilità sociale come strategia di competitività: i progetti orientati alla sostenibilità sono target del plafond previsto dall’accordo. Confindustria e UBI Banca creeranno un gruppo di lavoro congiunto per analizzare le strategie e gli investimenti con un impatto sostenibile. Si tratta di investimenti volti a ridurre l’impatto ambientale, mantenere o creare nuova occupazione, realizzare partnership tra pubblico e privato, migliorare i livelli di welfare e contribuire, con progetti dedicati, al supporto di territori svantaggiati o colpiti da disastri naturali.

· evoluzione ELITE Lounge: lo scorso marzo, grazie alla collaborazione con Confindustria, 21 aziende sono entrate nella ELITE UBI Banca Lounge e sono state affiancate dalla banca nella fase di training sul confronto strategico con gli azionisti ed il management per identificare eventuali operazioni di finanza straordinaria. Alcune aziende hanno chiuso operazioni strategiche con l’aiuto di UBI Banca. Nella seconda fase l’istituto di credito affiancherà gli imprenditori nella definizione delle strategie e degli aspetti organizzativi e di governance.

· diffusione del welfare aziendale: UBI Banca e Confindustria, nell’ambito dell’intesa, sottoscrivono un accordo quadro a livello nazionale con l’obiettivo di collaborare per lo sviluppo della cultura del welfare nelle aziende. UBI Banca, primo istituto di credito a proporre sul mercato servizi di welfare indirizzati a rafforzare l’ecosistema territoriale ha siglato, nell’ultimo anno, singoli accordi quadro con alcune associazioni territoriali di Confindustria per promuovere sul territorio il welfare dedicato anche alle piccole e medie imprese.

UBI Banca e Confindustria proseguono l’attività congiunta nei Digital Innovation Hub. La Banca ha messo a disposizione delle imprese esperti dedicati al finanziamento di progetti di trasformazione digitale e ha offerto consulenza sull’accesso ai fondi europei e alle agevolazioni previste dal Piano Nazionale Industria 4.0. L’associazione degli industriali ha avviato un programma di formazione, con esperti dedicati, per sviluppare progetti in linea con innovazione e digitalizzazione. I DIH coinvolti sono quelli di Lombardia (comprese le associazioni territoriali di Bergamo e Brescia), Marche, Piemonte e Umbria.

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