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direttore Filippo Astone

Teamsystem punta su finanza digitale, supply chain e nuove acquisizioni

di Filippo Astone e Piero Macrì♦ La software house controllata dal fondo USA Hellman & Friedman  ha comprato quindici aziende negli ultimi anni. Ora si concentra sul software proprietario e allarga i suoi orizzonti con il nuovo servizio Digital Finance, dove il fintech si integra con il mondo delle soluzioni gestionali. Parla il ceo Federico Leproux

«Siamo profondamente convinti che il digitale sia un’occasione da non perdere per colmare il gap di produttività che ostacola la crescita del sistema Italia». Parola di Federico Leproux, ceo di Teamsystem, uno dei maggiori operatori italiani nel mondo dell’Ict, con 356 milioni di ricavi, una redditività estremamente interessante (140 milioni di euro di ebitda, pari a quasi il 40%) e una forte voglia di crescere, in modo organico e anche attraverso ulteriori acquisizioni, anche di start-up. Che cosa fa Teamsystem? Teamsystem è una software house, molto nota per il suo gestionale, e focalizzata su commercialisti, varie tipologie di professionisti, le piccole e medie imprese.

L’anno scorso alcune attività di system integration non core sono state cedute, per concentrarsi sul software proprietario e su progetti strategici per le aziende clienti, in cui l’Itc diventa abilitatore di nuovi business, o apre nuove frontiere, ad esempio la possibilità di avere anticipi e sconti fatture attraverso le fatture elettroniche, con il nuovo servizio Digital Finance, di cui abbiamo scritto qui, e sul quale ritorneremo fra poche righe.

 

Federico Leproux, ceo di Teamsystem

Crescita per acquisizioni

Quindici le società comprate negli ultimi anni. Una dinamica che, secondo quanto affermato dal manager, continuerà anche nei prossimi anni e che interesserà sia realtà locali che estere. E’ in quest’ottica che si associa anche l’impegno nel far confluire competenze startup all’interno dell’azienda. «L’innovazione interna non basta più», dice il Ceo. «Cerchiamo soluzioni innovative, skill e cultura da poter bordare a bordo della nostra piattaforma».

Le voci di bilancio confermano la capacità nel sostenere il nuovo business, nonostante l’indebitamento rilevante

Il gruppo ha chiuso il 2018 – al netto della cessione delle attività di system integration, ora affidate a terzi – con 356 milioni di euro di ricavi (+ 6,5%), un ebitda rettificato di 140 milioni e una posizione finanziaria netta negativa per 726,8 milioni. Il debito, insomma, è consistente, anche a causa delle operazioni di leverage by out condotte dai due fondi di private equity che, come vedremo, si sono alternati nel controllo societario. Ad aprile dello scorso anno la società ha rifinanziato il debito con l’emissione di due nuovi bond per un totale di 750 milioni di euro. «Certo, il debito non è piccolo. E’ una scelta strategica, che il nostro modello di business sostiene totalmente», dice Leproux a Industria Italiana, «L’ebitda ci permette di sostenere interessi sul debito pari a 28 milioni di euro e puntare ad investimenti in termini di acquisizioni e crescita».

La strada che porta a Impresa 4.0

L’idea è che l’Ict sia fondamentale per la competitività delle aziende, e che un operatore come Teamsystem abbia la missione di renderlo possibile. Non basta rendere più efficienti i processi, ma occorre ripensare il modo stesso in cui questi processi sono strutturati, reinterpretandoli fino poi a crearne di nuovi. «L’Italia deve fare ancora molta strada, colmando il differenziale competitivo accumulato con gli altri paesi europei», dice Leproux. Ma come rendere coerente l’accelerazione di dimensione d’impresa 4.0? «Le fondamenta su cui andare a creare digitalizzazione d’impresa sono già presenti nella nostra piattaforma. Abbiamo da tempo iniziato a ragionare secondo una logica open ovvero avere tutti i connettori che predispongano ad associare in modo logico e fisico risorse applicative e di servizio interne ed esterne al perimetro aziendale».

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Digital Finance, il fintech si integra con il mondo delle soluzioni gestionali

Teamsystem ha annunciato l’imminente rilascio di Digital Finance, un servizio che mette nelle mani delle imprese uno strumento per l’accesso al credito che contempla anticipo e sconto fattura. La novità, che dovrà ottenere il via libera dalle autorità competenti, solleva un precedente inedito ovvero la nascita di servizi fintech associati al mondo delle soluzioni gestionali d’impresa. Se dovesse incontrare l’apprezzamento da parte del mercato vorrebbe dire estendere il tradizionale ruolo del gestionale in una prospettiva del tutto diversa dal passato, creando vantaggi non trascurabili per le aziende, considerato che in Italia i tempi medi di pagamento sono di 82,67 giorni contro una media dell’Unione Europea di 37,08.

«Ma attenzione, dice Leproux, non vogliamo fare la banca ma offrire un servizio complementare rivolto agli utilizzatori del nostro gestionale. Fare in modo che chi fa contabilità sul gestionale e ha fattura elettronica possa avere accesso al credito per ottimizzare la gestione del circolante e della liquidità». Il servizio di fattura elettronica, cui sarà associato il nuovo servizio, ha intanto permesso a Teamsystem di acquisire oltre un milione di nuovi clienti che sono andati a sommarsi ai 300 mila preesistenti. Non solo Pmi, ma professionisti, consulenti fiscali e commercialisti, un universo di soggetti che hanno un’interazione diretta con il mondo aziendale delle piccole e microaziende.

Supply chain per una vera pianificazione e controllo di processo

La strategia di Teamsysem si estende alla supply chain dell’ambiente manifatturiero, settore a cui appartiene quasi il 50% degli attuali clienti. «Il dato è la nuova frontiera dei servizi che andiamo promuovendo, anche nella fabbrica. Per l’industria significa poter rafforzare la filiera produttiva fino ad arrivare al controllo della macchina utensile», spiega Fulvio Talucci, enterprise solution director della software house. Nell’ambito della supply-chain il digitale potrà essere esteso allo scambio di tutti i documenti del ciclo dell’ordine: offerte, preventivi, ordini, conferme, piani di consegna e documenti di trasporto si potranno trasformare in flussi di dati anziché di documenti e il loro scambio tra sistemi aziendali avverrà in modo quasi automatico.

La sfida è riorganizzare i processi attorno a questi elementi digitali in modo che si possa trarre valore da una vera pianificazione e controllo di processo. «In ambito manifatturiero il problema maggiore è acquisire il dato dalla macchina poiché non tutte sono tecnologicamente predisposte al digitale. La soluzione PowerMes consente di dialogare con macchine diverse che hanno modalità di connessione diverse permettendo con Shop Floor Analytics la raccolta e l’analisi dei dati fornendo così informazioni per prendere decisioni non tanto sull’operatività ma sul processo complessivo. Questi dati si possono poi trasferire all’Erp in modo tale da avere informazioni per ottimizzare la produttività in un’ottica business».

 

Daniele Lombardo, Marketing e Digital Director di TeamSystem

Ita.Next, l’iniziativa collaborativa per acquisizione di nuove competenze

Ita.Next è un’ iniziativa di Teamsystem che vede la collaborazione con Intesa Sanpaolo, Microsoft, Nexi e Tim, e knowledge partner come McKinsey & Company e Politecnico di Milano. «I grandi player del settore sono pronti a lavorare insieme per fornire strumenti concreti e utili agli imprenditori e ai professionisti e permettere loro di superare quelle barriere culturali e operative che oggi frenano la digitalizzazione», dice Daniele Lombardo, Marketing e Digital Director di TeamSystem. «Con il digitale, – prosegue – è possibile rendere i processi più semplici e controllati, ridurre errori, raccogliere molte più informazioni, lavorare in modo integrato, collaborando in modo più sinergico con tutta la filiera, dai clienti ai fornitori, passando per i partner. Ma bisogna accompagnare l’innovazione tecnologica, facendo evolvere le competenze e investendo sulle persone. Ita.Next serve anche a questo».

Teamsystem

La società pesarese fondata nel 1979 da Giovanni Ranocchi è stata protagonista delle prima ondata di informatizzazione delle piccole e medie aziende avvenuta negli anni ottanta e novanta. Regina del gestionale e del software per aziende e professionisti, nel 2001 è passata sotto il controllo di un fondo private equity per poi arrivare all’ultimo passaggio di proprietà, che ha visto il fondo inglese HGCapital cedere il controllo al fondo americano Hellman & Friedman per una cifra record di 1,2 miliardi di euro, il doppio di quella pagata nel 2010 da HGCapital ed equivalente a 5 volte il giro d’affari del 2015. Il fondo americano possiede oggi l’85% della società mentre le quote di minoranza sono diluite tra HGCapital, che ha conservato l’8,5%, e il management che ne detiene il 3,5%.

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