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direttore Filippo Astone

Supply Chain management e Industria 4.0: come (e dove) imparare a gestirle

di Donatella Rampinelli♦ Come affrontare il cambiamento del mercato, guidato in modo evidente dal consumatore? La catena della fornitura deve essere in grado di indirizzare tutte le diverse aree verso un obiettivo comune, e le funzioni aziendali tradizionali  devono dialogare tra loro. Queste e tante altre le tematiche che verranno approfondite durante il Master Executive Industry 4.0 & Supply Chain Management di 24 ORE Business School, in partenza a Milano il 22 Novembre

L’autrice è Coordinatore Scientifico Master Industry 4.0 & Supply Chain Management e Senior Advisor Business Development Logistics DEKRA Italia

Edoardo Segantini lo scorso 18 Luglio scriveva per il Corriere della Sera queste parole: «La quarta rivoluzione industriale non sarà l’incubo distruttivo temuto da alcuni e neppure la panacea miracolosa sognata da altri. Se ben progettata, si baserà su tre pilastri: tecnologie digitali, modelli organizzativi, lavoro qualificato». L’articolo prosegue raccontando come una community di esperti sia già al lavoro per offrire idee e soluzioni al governo, ai sindacati e alle imprese: si tratta quindi di una attività progettuale su ampia scala, orientata a sviluppare proposte in un’ottica di macro sistema. Leggendo però l’incipit ho tratto il convincimento che quanto riportato possa ben adattarsi anche a situazioni riconducibili al nostro contesto industriale, composto principalmente da piccole e medie imprese.

In questi ambiti l’onda quasi mistica del concetto Industria 4.0 sta raggiungendo una popolazione entusiasta e desiderosa di adottare soluzioni tecnologiche evolute, identificate come le uniche vincenti e adatte a competere. Purtroppo però, molto spesso queste iniziative non sono accompagnate dai presupposti indispensabili per innalzare la profittabilità e dare i frutti sperati. Mi è difficile dirlo in modo così aperto ed è forse anche disarmante ammetterlo, ma ciò che veramente manca al comparto industriale cui mi sto riferendo è un progetto aziendale armonico, dove la visione del titolare dell’impresa, non frequentemente condivisa in maniera adeguata con il proprio team, possa essere calata in un programma di crescita e sviluppo organizzativo adeguato a supportare e valorizzare l’investimento in nuove tecnologie.

Parlare di processi in queste situazioni è veramente complicato

Spesso le funzioni aziendali si muovono in attività frenetiche, ma assolutamente disgiunte. La logica dei” silos” è mediata unicamente dal titolare dell’azienda o da chi ricopre il ruolo di direttore generale, che dispone in prima persona delle risorse economiche da utilizzare per tutti gli investimenti, sia legati all’acquisto di nuovi macchinari o tecnologie che all’assunzione di personale. Le funzioni aziendali tradizionali (vendite, marketing, finanza e produzione) non dialogano tra loro e sono impreparate di fronte all’arrivo di nuove tecnologie, le giudicano in modo critico, le utilizzano solo se finiscono per essere obbligatorie, ma spesso in modo parziale, e non ne traggono quindi i benefici sperati.

In questi ambiti, processi consolidati nelle grandi multinazionali come NPD e SO&P sono solo sigle, frequentemente ignorate anche dal punto di vista dell’interpretazione dell’acronimo. L’avvento dell’e-commerce, la necessità di capire come muoversi di fronte alla nuova situazione di un mercato sempre più “omnichannel”, di aprirsi a nuovi clienti esteri e la dinamica evolutiva esplosiva stanno aumentando l’entropia dei sistemi aziendali, rendendo ancor più complesso il quadro generale e, di conseguenza, la capacità di trovare spazi per capire come riorganizzare le attività. Proprio perché tutto si muove così velocemente, insieme agli investimenti tecnologici, va capito come affrontare il cambiamento del mercato, guidato in modo evidente dal consumatore.

 

Un ripensamento delle operazioni per gestire in efficacia ed efficienza la  Supply Chain

Questa rivoluzione impone un ripensamento delle operazioni per gestire in efficacia ed efficienza la catena della fornitura, dal momento della nascita del prodotto fino alla sua consegna nelle mani dell’acquirente. Tutte queste attività confluiscono in una funzione indispensabile per reggere e governare il cambiamento in essere: parliamo di Supply Chain Integrata. Con questa definizione s’identificano tutte quelle aree operative che permettono di interpretare la domanda di prodotti da parte del mercato, tradurla in piani produttivi, gestirne il corretto rifornimento a un network logistico (ridefinito e configurato in funzione delle specificità dei clienti nuovi, tradizionali ed emergenti in una logica di continuo utilizzo d’informazioni dal campo e di strumenti evoluti di simulazione), coordinare il ciclo dell’ordine, utilizzando un Customer Service proattivo e reattivo, fino al completo recupero del credito. Il tutto deve essere orchestrato in perfetta sincronizzazione con tutte le funzioni coinvolte nelle transazioni: vendite, marketing, produzione, finance e procurement, laddove quest’ultima non trovi spazio nella stessa organizzazione di Supply Chain.

La corretta interpretazione della domanda del mercato diviene condizione indispensabile per gestire correttamente lo stock, evitando mancanze o eccessi di prodotto finito, a tutto vantaggio della salute del conto economico, permettendo inoltre di costruire una previsione di budget basata su analisi ponderate e non velleitarie. Questo esercizio previsionale richiede, oltre a strumenti di supporto informatico per elaborare forecast statistici, il coordinamento di tutte le funzioni aziendali sopra citate, che devono essere rese partecipi di una soluzione comune condivisa. La Supply Chain deve essere in grado di indirizzare, enfatizzando le specifiche responsabilità, tutte le diverse aree verso un obiettivo comune.

Il ruolo delle nuove risorse tecnologiche

Se a questo impianto organizzativo vengono in soccorso nuove risorse tecnologiche in grado di ottimizzare il ciclo produttivo, eliminando rotture delle macchine grazie alla manutenzione predittiva e accelerando il momento produttivo, introducendo soluzioni innovative proprie del sistema Industria 4.0, tutto il processo di “time to market” troverà forti vantaggi andando a recuperare vendite a scapito di chi non ha lavorato coordinando lo sviluppo tecnologico con i processi di Supply Chain. È chiaro che per far ciò occorre capire quanto sia indispensabile poter contare su figure professionali adatte a interpretare un ruolo di così ampia conoscenza del sistema aziendale nel suo insieme. Non serve più solo il logistico confinato in magazzino e alle prese con operazioni di allestimento merce e chiamata dei trasportatori, servono professionisti che possano coordinare risorse “skillate” e continuamente aggiornate. Il tempo per la formazione va quindi cercato come pre-requisito per poter poi realizzare tutti quei processi d’innovazione tecnologica che oggi sono disponibili. II momento per agire è adesso!

Per ulteriori informazioni consultare il sito : http://24o.it/Pw2k7u.

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