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Repower, la multinazionale svizzera che punta alla mobilità elettrica italiana

di Luigi Dell’ Olio ♦ Il mercato è ancora difficile, ma molti investitori esteri ci credono. Come la società guidata in Italia da Fabio Bocchiola, che ci anticipa i suoi progetti

«I prossimi due anni saranno decisivi per il futuro della mobilità elettrica perché entreranno sul mercato i grandi produttori di auto, arriveranno a maturazione gli investimenti in ricerca e sviluppo compiuti negli ultimi anni e debutteranno soluzioni innovative, frutto della collaborazione tra pubblico e privato». È questo lo scenario disegnato da Fabio Bocchiola, country manager Italia di Repower, gruppo svizzero attivo nel settore energetico, che esprime l’auspicio che l’ Italia recuperi rapidamente il terreno perduto sul fronte dell’innovazione. Uno scenario che Bocchiola prevede s’inveri a breve, ma il cui sviluppo   nel Belpaese resta condizionato dalla mancanza di una organica volontà politica che indirizzi in maniera univoca  e meno frammentaria sforzi fatti finora perlopiù  localmente.

 

Fabio Bocchiola, country manager Italia di Repower

 

«A differenza di quanto sta accadendo in molti altri Paesi, in cui precise scelte politiche hanno iniziato a sostenere la mobilità elettrica, in Italia non sembra esserci un piano di azione condiviso: molto è lasciato alle iniziative di singole amministrazioni regionali o comunali. Per garantire una diffusione su larga scala della mobilità elettrica sono necessari incentivi a livello nazionale e investimenti nel rafforzamento dell’infrastruttura di ricarica». Il manager 54enne ha sviluppato fin qui buona parte della carriera nel settore energetico, arrivando a fondare nel 2002 la filiale italiana di Repower (allora ancora ReziaEnergia Italia). Oggi guida un gruppo di circa 180 dipendenti e 600 consulenti dell’energia, che nel 2017 ha generato un fatturato di 1,13 miliardi di euro. Ecco come Bocchiola vede il futuro delle fonti energetiche e lo sviluppo dell’azienda in Italia

D.Iniziamo spiegando cos’è Repower…

R.«Siamo un gruppo svizzero attivo nel settore energetico da oltre 100 anni, la sede si trova nel Cantone dei Grigioni. Un contesto noto per le bellezze naturati e paesaggistiche che ha orientato le scelte aziendali, ispirandole ai principi della sostenibilità. Sin dallo sbarco nella Penisola ci siamo sempre occupati di tutta la filiera dell’energia e siamo tra i principali player del mercato nella vendita di energia elettrica e gas naturale alle piccole e medie imprese».

D.Quali sono i numeri e il profilo del vostro gruppo?

R.«L’Italia è il mercato più importante, vale due terzi del totale, dato che complessivamente arriviamo a 1,65 miliardi. Tra gli azionisti vi sono l’azienda elettrica del Canton Zurigo Ekz che detiene circa il 28% del capitale, il Cantone dei Grigioni con circa il 22%, il fondo per le fonti rinnovabili Ubs-Ceis che detiene circa il 19% del capitale sociale e il gruppo Axpo con circa il 13%. Il rimanente 18% è detenuto dall’azionariato pubblico. Altri numeri che contraddistinguono i nostri progetti in Italia: soni oltre 800 gli strumenti di ricarica per veicoli elettrici installati su tutto il territorio nazionale, una infrastruttura che sta dando il proprio contributo alla diffusione della mobilità elettrica nel nostro paese».

 

 

D. Perché ora puntate in particolare sull’e-mobility?

R.«Rientra nell’orientamento alla sostenibilità al quale ho già accennato. Siamo presenti in questo settore dal 2010. Siamo partiti sviluppando prodotti per la ricarica, come Palina e Bitta. Comunque non ci siamo fermati all’hardware: nel corso del tempo abbiamo sviluppato una serie di soluzioni dedicate all’ecosistema all’interno del quale il driver si muove».

D. A cosa si riferisce?

R.«Ad esempio alla Ricarica dei 101, il primo circuito di ricarica costituito da privati, che oggi conta più di 250 eccellenze del settore hospitality. Se sommiamo questo numero alle altre 500 infrastrutture installate presso i nostri clienti, si comprende che abbiamo costituito una spina dorsale importante per la diffusione di questa tecnologia in Italia. Cito anche la piattaforma digitale, Recharge Around, tramite la quale poter avere sempre a portata di mano le stazioni di ricarica più vicine, anche non Repower. Crediamo molto anche nel contribuire a creare una cultura più attenta verso la mobilità elettrica, sempre per sostenerne la diffusione».

 

Videata dalla piattaforma Recharge Around, con evidenziata la localizzazione delle colonnine di ricarica

 

D. Insomma far cultura per allargare la torta…

«Si, puntiamo molto sul versante informativo. Con l’obiettivo di favorire il confronto tra appassionati e driver, abbiamo aperto dei canali dedicati, come Homo Mobilis by Repower, completamente dedicati a questo argomento. Nel caso specifico, si tratta di uno spazio dove confrontarsi e trovare risposte sulla mobilità sostenibile. Oggi interpretiamo questo concetto in maniera olistica: ne è una testimonianza la presentazione della prima barca elettrica di 10 metri durante l’ultimo salone nautico di Genova. Si tratta di un modello unico nel suo genere, un’imbarcazione il cui design è apertamente ispirato ai taxi boat veneziani, un modello cabinato che segue un primo modello open in funzione da due anni a Sirmione, sul lago di Garda.»

«Per noi si tratta di un tassello importante del mosaico che stiamo costruendo in Italia: RepowerE, questo il nome della barca, non solo permette una navigazione nel silenzio più assoluto, senza alcuna vibrazione, con spese di gestione trascurabili e senza – ovviamente – alcuna emissione. Il valore aggiunto che abbiamo saputo mettere dentro questo progetto ha fatto leva sulla nostra esperienza nella mobilità elettrica stradale, riuscendo a sviluppare una barca completamente compatibile con i nostri strumenti di ricarica, a cominciare da Palina».

D.Torniamo alla mobilità elettrica. Quando, a suo avviso, sarà superata la dimensione di nicchia?

R.«I prossimi due anni saranno decisivi per il futuro della mobilità elettrica: la svolta sarà resa possibile dall’ingresso deciso dei principali gruppi produttori di auto, con investimenti importanti (pari a 90 miliardi complessivi per ricerca & sviluppo), da un approccio di rottura e da soluzioni innovative che metteranno insieme soggetti pubblici e privati, necessari in particolar modo in Italia dove l’elettrico non è sostenuto dal sistema Paese nel suo complesso».

D.Cosa manca in Italia per una diffusione su larga scala di questo mercato?

R.« A differenza di quanto sta accadendo in molti Paesi come la Norvegia, in cui sono state messe in campo precise scelte politiche per sostenere la mobilità elettrica, non sembra esserci un piano di azione condiviso e molto è lasciato alle iniziative di singole amministrazioni regionali o comunali. Per garantire una diffusione su larga scala della mobilità elettrica sono necessari incentivi a livello nazionale e investimenti nel rafforzamento dell’infrastruttura di ricarica. Da questo punto di vista, Repower propone un approccio misto, in cui soggetti pubblici e privati collaborino a un piano per il potenziamento della mobilità elettrica. Il coinvolgimento dei privati non riguarda soltanto il caso dei car sharing aziendali ma anche hotel e ristoranti, che, uniti da Repower nel circuito Ricarica 101, mettono a disposizione dei possessori di auto elettriche o ibride un servizio di ricarica, spesso gratuito».

D.Non ha fin qui toccato il tema delle batterie…

R.«Anche su questo fronte l’evoluzione è continua. La nuova generazione di batterie dovrà infatti essere più capace e performante per cui serviranno sistemi di ricarica sempre più potenti e distribuiti. Servirà inoltre un cambio di mentalità che porti il driver elettrico a ricaricare mentre si è impegnati in altre attività, come la spesa al supermercato o la pausa pranzo, superando quell’approccio “da motore termico” che richiedeva di andare a fare rifornimento in maniera scollegata da altri servizi».

D.Quali sono i vostri progetti in questo campo?

R.«Oltre al filone di cui abbiamo parlato prima, della mobilità elettrica su acqua, ci stiamo concentrando sul mondo della pedalata assistita, a cominciare da una soluzione di grande design e praticità per la logistica di ultimo miglio e non solo. Sempre in questo ambito abbiamo esposto da poco al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano la nostra E-Lounge la panchina di design che si trasforma in un’isola smart e permette di ricarica bicilette a pedalata assistita e device».

 

Una delle centrali idroelettriche gestite da Repower nel Canton Grigioni

D.E i piani di carattere più industriale?

R.«Abbiamo messo a punto un piano strategico al 2025, che punta a raggiungere il 100% di produzione elettrica da fonti rinnovabili. Vogliamo inoltre sviluppare il nostro parco idroelettrico. Nel cantone dei Grigioni, Repower gestisce diverse centrali idroelettriche proprie, collocate in Valposchiavo, in Prettigovia, in Surselva e in Engadina. La generazione idroelettrica di Repower può contare su una potenza installata di circa 430 megawatt, per una produzione media annua di 1.300 gigawattora».

D.E in Italia?

R. «Abbiamo un parco eolico con una potenza installata di nove megawatt a Corleto Perticara (Basilicata) e uno con potenza di 26 megawatt a Lucera (Puglia). Il Gruppo detiene inoltre una partecipazione del 39% nel parco eolico di Giunchetto (Sicilia). Sempre in Italia Repower controlla una centrale a ciclo combinato a gas a Teverola (Campania) da 400 meagawatt. Attraverso l’affiliata Repartner Produktions AG, Repower può contare anche su due parchi eolici in Germania: l’impianto di Prettin (Sachsen-Anhalt) con una potenza installata di 10 megawatt e quello di Lübbenau (Brandenburg) di 16 megawatt. La produzione complessiva annuale di tutta la generazione eolica di Repower si attesta attorno ai 90 gigawattora».

 

 

Repower

 Repower segue tutta la filiera energetica, a partire dalla generazione, come detto, con tre parchi eolici e una centrale a ciclo combinato da 400MW a Teverola (Caserta). Per quanto riguarda il trading della commodity, dal 2002 il desk che di Milano si occupa dell’ottimizzazione degli asset produttivi e dell’approvvigionamento per i clienti, partecipando anche alla messa a mercato dei volumi importati dall’estero. Dal 2008 il desk è attivo anche nel mercato del gas naturale e ha di recente esteso la propria presenza nei principali hub dell’Europa continental.

 

Repower, la società è attiva da oltre 100 anni nel settore energetico

Per quanto riguarda la vendita, Repower fornisce energia elettrica, gas e servizi alle aziende italiane con un’attenzione particolare alle soluzioni di fornitura a misura dei reali consumi e assistenza personalizzata per la durata contrattuale. Dal 2010 la società elvetica è anche attiva nella mobilità elettrica e opera anche nella trasmissione transfrontaliera lungo la San Fiorano-Robbia, che è la più importante linea di interconnessione tra Italia e Svizzera, e la Tirano-Campocologno, la prima merchant-line in Europa a corrente alternata gestita da privati, in esercizio dal 2009.

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