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Prysmian sperimenta un nuovo modello di business per l’industria dei cavi elettrici: Pry-Cam

di Marco Scotti♦ Come la digital transformation cambia le strategie aziendali. La multinazionale guidata da Valerio Battista prima ha fondato un nucleo operativo dedicato ai prodotti elettronici (monitoraggio remoto e in continuo) e poi ne ha supportato il connubio con la raccolta e gestione dei dati. Il risultato è la promettente attività della start-up guidata da Roberto Candela.  Ecco come la connettività Iot, attraverso il cloud, genera i dati preziosi per la gestione e manutenzione

«Con Pry-Cam vogliamo rivoluzionare il mondo della diagnostica e del monitoraggio dei sistemi elettrici, partendo dalla misurazione delle scariche parziali – uno dei principali indicatori dell’affidabilità di un sistema elettrico di alta o di media tensione – fino ad arrivare ad una serie di altri dispositivi che consentono di misurare la temperatura e altri parametri che ad oggi non era ancora stato possibile tenere sotto controllo. Con le nostre soluzioni è possibile misurare in tempo reale e senza interruzioni di servizio le condizioni di funzionamento di impianti e sistemi elettrici. In questo modo è possibile una drastica riduzione del rischio di guasti, abbattere i costi e rendere la manutenzione meno gravosa per le aziende». Roberto Candela, ad di Prysmian Electronics, racconta in un’intervista esclusiva a Industria Italiana le strategie messe a punto dalla società da lui guidata per il monitoraggio di cavi e sistemi elettrici, e spiega perché l’IoT è un affare enorme soprattutto per l’industria, più che per il settore consumer.

Come nasce Prysmian Electronics

Prysmian Electronics nasce dalla volontà di Prysmian Group di costruire un nucleo operativo in grado di realizzare prodotti basati sull’elettronica e destinati, almeno inizialmente, al monitoraggio dei sistemi in cavo per la trasmissione di energia elettrica. «L’idea di Prysmian – ci spiega Candela – nasce da un brevetto, realizzato insieme ad altri ricercatori nel 2006, quando ero professore all’Università di Palermo, per un dispositivo di rilevamento delle scariche parziali nei sistemi elettrici. Nel 2009, Prysmian ha acquisito la proprietà intellettuale del brevetto e nel 2012 ha dato vita a Prysmian Electronics, una società totalmente integrata all’interno di Prysmian Group – che ne detiene il 100% – che è andata a break-even già nel primo anno di attività e che con 20 dipendenti oggi fattura 15 milioni di euro. Il motivo per cui una realtà ancora così piccola desta così tanto interesse è perché oggi tutte le attività “core” del Gruppo possono beneficiare delle potenzialità di applicazione delle soluzioni sviluppate da Prysmian Electronics. Il Gruppo, quindi, vede nelle nostre attività un potenziale impiegabile in tutti i business dell’azienda. Dell’attuale organico di Prysmian Electronics, due terzi sono impiegati nella ricerca e sviluppo, mentre la restante parte costituisce la forza commerciale distribuita in USA, Asia Pacific, Middle East, Central Europe, East Europe e nell’ headquarter di Milano».

 

Valerio Battista, ceo di Prysmian
Valerio Battista, ad di Prysmian

L’IoT applicato all’industria

Nonostante stiano aumentando progressivamente gli impieghi dell’IoT in ambito consumer (dalla domotica alla sensoristica per auto), è nell’industria che si ottengono i vantaggi più dirompenti. L’IoT, infatti, oltre a beneficiare degli sgravi di Industria 4.0, è uno degli investimenti che si ripaga nel più breve tempo possibile. «Mentre nel caso consumer – aggiunge Candela – l’IoT è un investimento che deve essere fatto dal cliente domestico, perché le misure delle grandezze di consumo, il telecontrollo dei carichi e tutte le altre specifiche richieste vanno a gravare sul bilancio familiare, quando invece ci si sposta in ambiente industriale è l’infrastruttura stessa che ne va a ripagare i costi. L’IoT nell’industria, quindi, porta sempre una riduzione dei costi, mentre nella domotica o nell’uso consumer in senso lato questo non avviene. Si ha una semplificazione di uso, a fronte di un costo che deve comunque essere sostenuto. Per questo è molto più facile il deployment dell’IoT nell’industria».

 

PryCam

Pry-Cam e la diagnostica

Inizialmente Pry-Cam identificava solo uno strumento portatile a forma di fotocamera per la rilevazione di dati relativi alle scariche parziali: Pry-Cam Portable. In un secondo momento, poi, Pry-Cam ha iniziato ad evolversi andando a identificare una tecnologia e una più ampia famiglia di prodotti e oggi Cam non sta più a indicare solo la fotocamera, ma è anche l’acronimo di Condition assessment and Asset Management. «Pry-Cam – ci spiega Candela – deriva dalla crasi di Prysmian e Camera e infatti il primo prodotto realizzato assomiglia a una fotocamera. Tutto è nato dall’idea, anche di marketing, che le fotocamere sono portatili, sono oggetti ad elevato valore aggiunto, mantengono il loro valore nel tempo, e consentono di preservare l’informazione catturata per poterla rianalizzare nel futuro ogni volta che lo si desidera. Nel tempo, poi, abbiamo realizzato una serie di altri dispositivi e oggi, quindi, non misuriamo più soltanto le scariche parziali, ma anche tutti i parametri elettrici, la temperatura, i rumori generati intorno ai cavi e molti altri. Proprio parametri come la temperatura e i rumori generati intorno ai cavi trovano applicazione anche nel mondo dei cavi sottomarini. Attraverso il DTS (Distributed Temperature Sensor), infatti, è possibile misurare la temperatura lungo tutta l’estensione di un sistema in cavo per monitorarne le performance, mentre con il DAS (Distributed Acoustic Sensor) si riesce a rilevare, tramite un sensore acustico, la presenza nelle vicinanze di un cavo, ad esempio, di un’ancora che potrebbe danneggiarlo e, in caso di guasto, consente di localizzarlo con precisione».

 

Misurazione con Pry-Cam
I big data

La tecnologia Pry-Cam fa leva su tre peculiarità che le consentono di aggredire il mercato. In primo luogo può contare su ottime performance in termini di sensibilità e precisione, così come di affidabilità e velocità. Inoltre, la totale integrazione della produzione nel Gruppo, rende i prodotti economicamente competitivi. Ma la cosa più importante è la connettività, infatti è stato costruito un intero sistema cloud intorno a questa tecnologia. «In questo modo – ci spiega ancora l’amministratore delegato di Prysmian Electronics – tutti gli strumenti connessi permettono di trasferire al cloud, direttamente di Prysmian o del cliente privato che decide di acquistare da noi gli strumenti, tutta una serie di informazioni che diventano accessibili in tempo reale sia ai nostri tecnici, sia a quelli del cliente. Oggi il database che abbiamo a disposizione consta di oltre un milione di misure che non erano mai state catalogate e archiviate prima della nascita di Prysmian Electronics. »

«Noi, d’altronde, abbiamo puntato proprio su questo: la nostra mission è raccogliere i dati e organizzarli in modo che vengano analizzati dai sistemi di diagnostica automatica. Inoltre, possiamo individuare noi stessi quali miglioramenti apportare, sia per noi, sia per i nostri clienti. I dati che si possono ottenere sono molteplici: condizioni di utilizzo, malfunzionamenti, surriscaldamenti. E tutti in tempo reale, oltretutto senza neanche avere bisogno di un expertise precisa. Fino a qualche tempo fa, per analizzare una misura di scariche parziali serviva un esperto, oggi invece diamo un sistema che è utilizzabile da chiunque perché la facilità di interpretazione dei dati è tale da non richiedere una particolare esperienza nel settore».

 

Sviluppi futuri

Prysmian Electronics si sta concentrando su una serie di nuove applicazioni delle proprie tecnologie in modo da ampliare l’offerta. «Per quanto riguarda i prodotti in cantiere – ci racconta Candela – il nostro focus sarà rappresentato dalle misure di scariche parziali in corrente continua (DC), dal momento che, in termini di mercato potenziale, si tratta del comparto in cui Prysmian Group è più attivo e leader assoluto. In termini di capacità diagnostica, infatti, siamo gli unici in grado di offrire un servizio di questo tipo. Inoltre ci concentreremo anche su un ulteriore step di integrazione dei nostri sistemi di monitoraggio con i sistemi in cavo, come ad esempio la nuova Smart Linkbox, che prevede l’integrazione – all’interno delle scatole di derivazione installate sui sistemi in cavo per la trasmissione e la distribuzione di energia elettrica – di un sistema di monitoraggio in grado di fornire all’esterno tutti i parametri di funzionamento, senza dover intervenire in maniera invasiva. Vogliamo continuare a camminare in questa direzione, integrando sempre di più l’elettronica che prima era esterna al cavo. Stiamo facendo in modo che il sistema in cavo abbia un sempre maggior numero di accessori integrati al suo interno».

La Linkbox è uno strumento che esiste da oltre mezzo secolo, ma che fino ad ora è sempre stato passivo. Si tratta di scatole di acciaio posizionate in corrispondenza di ogni giunzione fra le varie lunghezze di cavo che compongono il sistema, all’interno delle quali vengono collegati gli schermi dei cavi in oggetto e dove vengono installati degli scaricatori di sovra-tensioni che svolgono un ruolo essenziale nel caso di fulmini o di cortocircuiti. Fino a non molto tempo fa, in caso di guasto era necessario aprire fisicamente la scatola, effettuare i controlli del caso e poi richiuderla. Questa attività di manutenzione dovrebbe essere fatta ogni sei mesi «ma si tratta di un’operazione complicata – aggiunge Candela – e spesso non viene svolta fino al manifestarsi di un malfunzionamento. Introdurre l’elettronica su questi oggetti può rivelarsi molto vantaggioso, perché consente di ottenere informazioni in tempo reale, sempre. E permette di intervenire solo quando c’è una effettiva condizione di malfunzionamento. È questo il motivo per cui questo oggetto è così importante. Il piano di manutenzione un tempo era “a pioggia” e veniva fatto in maniera indiscriminata. Ora invece si applica un meccanismo di qualità che consente di migliorare l’intero processo».

 

Misurazione con Pry-Cam
Costi e servizi

Come detto, il servizio di Pry-Cam è economicamente competitivo e i prodotti ben si prestano per la fornitura di soluzioni integrate e “chiavi in mano”. «Mi piace sempre fare un esempio – racconta Candela. Una trentina d’anni fa quando si acquistava un’automobile si andava poi comprare l’autoradio presso un elettrauto o un altro un fornitore terzo. Oggi invece non succede più così: il sito del produttore di auto propone già tre o quattro tipologie di sistemi audio differenti in funzione delle tasche. Anche se con brand di terze parti, alla fine questi sistemi sono sempre totalmente integrati nel cruscotto e vengono comandati dal sistema di entertainment dell’auto. Allo stesso modo succede con la nostra offerta: il nostro sistema non è solo è integrato, ma è anche economicamente competitivo. Inoltre, il nostro utente finale ha un interlocutore unico con cui interfacciarsi e non ha problemi di garanzia. Oltre ai sistemi di monitoraggio, forniamo anche un servizio di analisi e reportistica scadenzata, in alcuni casi con un prezzo “chiavi in mano”, in altri con un contratto separato. Questo rappresenta un trend evidente; anni fa sarebbe stato impensabile, mentre oggi è sempre più frequente che i grossi Transmission System Operator si affidino a noi proprio per questo motivo».

Il rapporto con le TLC

La rivoluzione del 5G, che prevede fra le varie innovazioni cavi in cui la fibra ottica e il rame coesistono per garantire connettività ed alimentazione elettrica delle antenne, vede tra i protagonisti Prysmian. Il Gruppo sta studiando soluzioni integrate per garantire velocità di trasmissione, stabilità di corrente e sicurezza. Anche Prysmian Electronics è in qualche modo coinvolta dal 5G. «È un trend – conclude Candela – sempre più palese. È evidente che la distribuzione dei servizi in maniera più capillare o il monitoraggio di grandi collegamenti per la trasmissione di energia elettrica impone sempre di più di alimentare oggetti elettronici con due flussi distinti, uno di dati e uno di energia. Ma questo può essere fatto solo attraverso cavi ibridi, che oggi vengono prodotti da Prysmian, il player ideale per lo sviluppo di questa tecnologia. Prysmian ha sviluppato Pry-Cam Cable, un cavo con quattro sezioni – una in rame per l’alimentazione elettrica, una in fibra ottica per la trasmissione dati e altre due in fibra ottica speciale per il sensing – che consentono di impiegare il cavo stesso come sensore di temperatura o acustico. Questo è il tipico esempio di come un produttore di cavi può costruire soluzioni di monitoraggio o di asset management destinate ad applicazioni telco».

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