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Springworth SGR: con FEI un fondo da mezzo miliardo per prestare denaro alle PMI italiane

in Finanza reale/Inside

di Nicola Penna ♦ Obbiettivo  del Fondo di Credito Diversificato per le Imprese lanciato da Springrowth SGR  la raccolta  di 500 milioni per 100 investimenti da destinare alle piccole e medie imprese. 50 milioni già sottoscritti dal Fondo Europeo per gli Investimenti

Il contesto economico attuale continua a essere caratterizzato da una riduzione dell’erogazione del credito alle PMI da parte delle banche; un grosso problema per la crescita delle imprese le cui dimensioni specifiche, anche quando sono attive  in un contesto economicamente favorevole, non permettono di alimentarsi adeguatamente alle tradizionali fonti erogatrici di risorse necessarie per finanziare lo sviluppo. E’ un trend, questo, destinato a prolungarsi nell’ immediato futuro: si stima infatti che nei prossimi 10 anni la percentuale di impieghi verso le imprese erogata direttamente dal sistema bancario nell’area Euro possa essere inferiore al 50% del fabbisogno reale. Ma qualcosa si muove.

500 milioni per 100 imprese

Un progetto dedicato all’ economia reale: credito a medio-lungo termine e obbligazioni da indirizzare alle imprese, con focus sulle PMI italiane. E’  l’iniziativa di Springrowth, una nuova SGR, che ha lanciato un fondo chiuso di private debt, il Fondo di Credito Diversificato per le Imprese, di cui 50 milioni sono stati sottoscritti dal Fondo Europeo per gli investimenti (FEI). Si tratta di uno dei più grandi investimenti del FEI in Europa. L’obiettivo di questo fondo d’investimento alternativo (chiuso e riservato) di diritto italiano, è quello di una di raccolta totale di 500 milioni di euro, da cui si potranno originare almeno 100 investimenti . Il tutto perseguendo una strategia incentrata sul contenimento del rischio, basata su una rilevante diversificazione del portafoglio.

 

Massimo di Carlo SGR
Massimo di Carlo, AD Springrowth

Il modello Springrowth

La SGR Springrowth è stata fondata l’anno scorso da professionisti che arrivano dal mondo delle banche: tra loro l’AD Massimo Di Carlo (ex Mediobanca) e i partner fondatori Gianluca Oricchio (ex Capitalia e Unicredit) e Alessandro Ravogli (ex Banca Imi). Il suo modello si basa su un approccio di condivisione con il sistema bancario e con gli intermediari finanziari in una logica di cooperazione nel rispetto della reciproca indipendenza e separatezza dei ruoli.

L’idea di un fondo di credito chiuso diversificato alle imprese è stata concepita dai soci fondatori in risposta al progressivo affermarsi di nuove criticità nel settore finanziario e di un difficile contesto macroeconomico nell’ Eurozona, che i politici e le autorita’ monetarie stanno cercando di gestire con politiche economiche innovative (ad es. la Direttiva Europea sulla Capital Markets Union) e nuovi interventi di politica monetaria (ad es. TLTRO).

I nuovi “trends” in atto nel settore finanziario sono originati sia dall’“Asset side” (crescenti difficolta’ per le Banche di erogare credito alle imprese) sia dal “Liability side” (esigenza da parte delle assicurazioni di sostenere i rendimenti garantiti e ricerca di rendimenti risk adjusted interessanti da parte di investitori istituzionali) dei tradizionali attori del settore finanziario, che stanno sperimentando una situazione senza precedenti, caratterizzata da alta liquidita’, bassi tassi di interesse e riluttanza ad erogare nuovi finanziamenti.

Gli interlocutori sul mercato finanziario e le imprese target

Come si diceva, in un contesto di inflazione e tassi a minimi storici ed elevata incertezza, l’iniziativa di Springrowth  si presenta come  una nuova asset class in grado di migliorare il profilo di rischio/rendimento degli investitori, fornendo un portafoglio di credito senior sulle PMI molto diversificato e con bassa correlazione interna. In questo modo si vogliono avvicinare gli investitori all’economia reale, aumentando l’apporto di finanziamenti alle PMI e rendendo così il sistema economico più stabile e sostenibile.

Gli interlocutori del Fondo vengono individuati in quelli investitori istituzionali che vogliono valutare l’opportunità di finanziare imprese, e l’intenzione è che queste siano principalmente italiane. Le imprese target sono imprese in bonis e con sede legale non solo in Italia, per la quale ma l’intento è quello di assegnare almeno l’80% delle risorse, ma anche in Austria, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna e Portogallo. Il Fondo, inoltre, investirà almeno il 50% dell’ammontare sottoscritto (con l’obiettivo di raggiungere anche l’80%) in imprese con meno di 500 dipendenti, offrendo, attraverso la diversificazione, una soluzione innovativa di esposizione al credito.

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Carlo Bonomi. Il presidente di Assolombarda siede nel Cda di Springrowth

Oltre a FEI già altri investitori

Secondo Massimo Di Carlo, Amministratore Delegato di Springrowth SGR, il Fondo Diversificato «offre alcune peculiarità uniche, che unite all’  elevata diversificazione e al rigore del processo di investimento determinano un profilo di rischio-rendimento particolarmente adatto ad investitori istituzionali di medio e lungo termine che ricercano una sana esposizione creditizia verso aziende che rappresentano il meglio dell‘ imprenditoria italiana. Questa iniziativa,- sottolinea Di Carlo- è complementare alla finanza fornita dal sistema bancario, e si prefigge di rafforzare la capital structure delle migliori PMI per renderle più competitive sui rispettivi mercati di riferimento. Contiamo di completare entro i prossimi mesi l’apertura della raccolta grazie all’interesse di una dozzina di altri investitori». Nel Cda di Springrowth SGR,  fondata nel 2016 da cinque soci di provenienza bancaria e con un solido background di credito industriale oltre ai già citati Massimo Di Carlo, Gianluca Oricchio ed Alessandro Ravogli, siedono anche Alfonso Querejeta, già Segretario Generale della BEI, in qualità di Presidente e Carlo Bonomi, Presidente di Assolombarda.

 

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Pier Luigi Gilibert, Chief Executive del Fondo Europeo per gli Investimenti

  Uno dei più grandi investimenti del FEI in Europa

Pier Luigi Gilibert, Chief Executive del Fondo Europeo per gli Investimenti, che dopo un approfondito processo di due diligence ha deciso di essere parte determinante dell’ iniziativa ha precisato che : «L’impegno del FEI come cornerstone investor nel Fondo di Credito Diversificato per le Imprese, e più in generale nel private debt Europeo, è mirato a facilitare l’allocazione di capitali privati a beneficio delle PMI e in ultima istanza dell’economia reale. Questa iniziativa, nell’ambito del programma EREM del Fondo Europeo per gli Investimenti, è in linea con la missione e la strategia del FEI di migliorare l’accesso al credito a medio e lungo termine delle PMI e facilitare la disponibilità di finanziamenti non bancari in Europa».

L’attività del FEI a favore delle PMI

Intanto a febbraio di quest’anno è stato rinnovato l’accordo tra FEI e Fondo di Garanzia per le PMI con uno stanziamento pari a 3,5 miliardi a vantaggio di 55mila piccole e medie imprese italiane. Questo accordo porterà alle piccole e medie imprese italiane 3,5 miliardi di euro di finanziamenti nell’arco di due anni, nell’ambito del programma UE COSME e avvalendosi del sostegno del Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (FEIS), fulcro del Piano Juncker. A beneficiare del nuovo accordo, secondo le stime,come si è detto,  saranno 55.000 PMI italiane. L’obiettivo è quello di rilanciare la crescita economica e gli investimenti senza ricorrere a nuovo debito pubblico, dando sostegno alle imprese che puntano su innovazione, ricerca e sviluppo, imprenditorialità e occupazione. Il FEI concede: capitale di rischio e microfinanziamenti per PMI, in particolare nuove e innovative;garanzie per istituti finanziari, a copertura dei prestiti concessi a PMI;sostegno ai Paesi UE e in via di adesione per sviluppare mercati di capitale di rischio. Il Fondo di Garanzia per le PMI offre invece alle piccole e medie imprese una parziale assicurazione ai finanziamenti concessi loro dagli istituti di credito.

 

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