direttore Filippo Astone

STAIN

Piaggio Aerospace, Leonardo partner industriale o bluff?

Mentre il commissario Nicastro dichiara di essere alla ricerca di un compratore unico per la società, l’ex Finmeccanica pronta a rilevare la manutenzione. Ma…

Ennesimo capitolo nella telenovela su Piaggio Aerospace (vedi qui). Se il rischio “spezzatino” sembrava essere il più temuto da lavoratori e sindacati, il commissario Vincenzo Nicastro sembrava voler scongiurare questa eventualità. «La partecipazione a Ebace (European Business Aviation Convention and Exhibition, in programma a Ginevra, in Svizzera, dal 21 al 23 maggio, ndr) rappresenta per Piaggio Aerospace una irrinunciabile opportunità per promuovere il suo prodotto di punta e cercare nuove opportunità commerciali attraverso le quali rilanciare un segmento importante del proprio business velivoli − ha dichiarato Nicastro − Stiamo mettendo in atto tutte le azioni affinché l’azienda torni alla piena operatività, e la nostra presenza a Ginevra è una di queste. Il mio intento è rendere la società nuovamente appetibile e individuare il migliore acquirente che sia disposto a rilevare l’azienda nella sua interezza. Ma siamo solo all’inizio del processo».

Una buona notizia, quindi, a pochi giorni dalla chiusura del bando lanciato lo scorso 30 aprile per la presentazione di manifestazioni d’interesse. Nel bando, a onor del vero, si legge che le aziende che abbiano intenzione di rilevare Piaggio o alcuni rami d’azienda, potranno farlo solo o inglobando la totalità dell’azienda o assorbendo uno dei due asset principali, ovvero aviation (progettazione, costruzione e manutenzione)  e la manutenzione (negli stessi perimetri). Una precisazione doverosa viste le dichiarazioni di Alessandro Profumo, ceo di Leonardo, che nei giorni scorsi ha lanciato più di un’indicazione sulle sue intenzioni.

Alessandro Profumo
Alessandro Profumo,AD Leonardo

«Pensiamo di manifestare interesse, entro il 15 maggio, per la parte manutenzione motori e la parte manutenzione velivoli, i P180 – ha detto Profumo in commissione Difesa del Senato – Mentre la produzione dei velivoli non è il nostro mestiere e non abbiamo una visibilità connessa a quali sono i prodotti che possono avere successo. Per il momento ci focalizziamo su componenti che riteniamo più vicine anche al nostro piano strategico».

Dunque un interesse destinato a crollare prima ancora di palesarsi? Non esattamente, perché secondo le ultime indiscrezioni, Alessandro Profumo vorrebbe cercare di forzare la mano sia con Nicastro sia con il governo per ottenere una possibilità di scendere a trattative “private” che esulino dal bando, magari riuscendo in questo modo a ottenere solo gli asset che più ingolosiscono Leonardo.

Proprio il governo, d’altronde, si trova a dover fronteggiare l’irritazione crescente dei francesi di Safran, che in joint venture con Piaggio Aerospace stanno realizzando dei motori per elicotteri che, oltre a essere stati acquistati da Agusta Westland – divisione di Leonardo – dovrebbero far parte delle commesse del governo che sono state promesse lo scorso 24 aprile ma che non sono state tramutate in fatti. Un problema enorme per l’azienda ligure, che potrebbe entrare in crisi di liquidità senza i nuovi acquisti e che vedrebbe crollare un’ulteriore colonna su cui poggiano le poche speranze di riuscire a salvare l’azienda.

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