direttore Filippo Astone

STAIN

Per Bosch fatturato 2018 record: 78,5 miliardi di euro

Il gruppo tedesco conferma la sua strategia operativa a  favore dell’ambiente, per contrastare il cambiamento climatico e migliorare la qualità dell’aria. Confermati gli investimenti  in settori come quelli della mobilità elettrica e guida autonoma. Per l’anno in corso previsioni di incremento del fatturato più contenute.

Nel 2018  il Gruppo Bosch  ha registrato un incremento del fatturato, raggiungendo la cifra record di 78,5 miliardi di euro. Il risultato ante oneri finanziari e imposte (EBIT) è pari a 5,5 miliardi di euro. Nonostante gli ingenti investimenti iniziali in settori come quelli della mobilità elettrica e guida autonoma, l’EBIT operativo è aumentato ulteriormente nel 2018, passando dal 6,8% nel 2017 al 7,0%. Il gruppo ha aumentato gli investimenti in ricerca e sviluppo a 7,3 miliardi di euro, pari al 9,3% del fatturato creando quasi 8.000 nuovi posti di lavoro in tutto il mondo, di cui più della metà nel settore ricerca e sviluppo.

Per l’anno in corso, Bosch prevede un andamento contenuto dello sviluppo economico. Secondo le previsioni dell’azienda, l’economia mondiale crescerà solo del 2,3%. Le controversie commerciali, gli elevati livelli di indebitamento dei Paesi europei e la riduzione della produzione nel settore automotive sono alcuni dei fattori che gravano sull’economia mondiale. Nonostante il contesto difficile l’azienda prevede un leggero aumento del fatturato anche nel 201, tenendo presente che primi tre mesi dell’anno le vendite si sono attestate quasi al livello di quello precedente.

Indipendentemente dalle previsioni a breve termine, l’azienda tedesca sta intensificando gli sforzi per contrastare il cambiamento climatico e migliorare la qualità dell’aria. «Il cambiamento climatico non è fantascienza, sta realmente accadendo. Se vogliamo veramente adempiere all’Accordo di Parigi, l’azione per il clima non deve essere vista solo come un impegno per il lungo termine, ma va intrapresa qui e ora. – ha dichiarato Volkmar Denner, presidente del Board of Management di Bosch. – Ci impegniamo per ottenere una buona qualità dell’aria nelle città. In qualità di leader nel campo dell’innovazione, desideriamo fornire soluzioni tecnologiche ai problemi ecologici». Inoltre, Denner ha sottolineato che«I divieti di circolazione, le proteste per il caro diesel, i gilet gialli e gli scioperi dei Fridays for Future dimostrano che le azioni per la protezione del clima e le nuove soluzioni per una migliore qualità dell’aria nelle città possono contribuire a portare stabilità sociale».

Bosch sarà la prima azienda industriale carbon neutral a partire dal 2020

Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), l’industria manifatturiera è responsabile di quasi un terzo delle emissioni mondiali di anidride carbonica. Ecco perché Bosch sta intensificando i suoi sforzi, che hanno già ottenuto risultati positivi, per ridurre le emissioni di CO2. «Saremo la prima grande azienda industriale a raggiungere l’obiettivo ambizioso della “carbon-neutrality” entro poco più di un anno. A partire dal 2020, Bosch avrà emissioni di carbonio pari a zero” ha annunciato Volkmar Denner.  Tutte le 400 sedi Bosch, nei diversi Paesi del mondo, saranno a impatto zero a partire dal 2020». Per raggiungere questo obiettivo, l’azienda adotterà quattro misure principali: miglioramento dell’efficienza energetica, aumento della percentuale di rinnovabili nell’approvvigionamento energetico, maggiore utilizzo di energia verde e strategia di compensazione delle emissioni inevitabili di carbonio. In questo modo, saranno neutralizzati 3,3 milioni di tonnellate di CO2 l’anno a partire dal 2020.

Migliore qualità dell’aria: inquinamento prossimo allo zero

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), circa il 90% della popolazione mondiale vive in luoghi con scarsa qualità dell’aria. Bosch persegue l’obiettivo ambizioso di porre rimedio a questa situazione: «Vogliamo limitare il più possibile l’inquinamento atmosferico dovuto ai trasporti. Per riuscirci, non ci concentreremo solo sui motori»ha dichiarato Denner. Il progetto dell’azienda per ridurre la concentrazione di inquinanti atmosferici prossima allo zero si basa su tre punti essenziali: lo sviluppo di tecnologie per sistemi powertrain a basse emissioni, la collaborazione con i governi locali su progetti volti a facilitare il flusso del traffico e il miglioramento del sistema di gestione della mobilità aziendale nelle proprie sedi.

 

 

Ottimizzazione dei motori a combustione interna: l’uso dell’intelligenza artificiale

L’azienda prevede che nel 2030 circa il 75% di tutte le auto nuove e dei veicoli commerciali leggeri sarà ancora dotato di motori a combustione interna. Per tale motivo, Bosch continua a investire considerevolmente nell’ottimizzazione dei motori benzina e diesel. Inoltre, l’azienda utilizza l’intelligenza artificiale per sviluppare ulteriormente questi sistemi di propulsione. Per esempio, utilizza l’IA per il controllo predittivo del trattamento dei gas di scarico secondo modelli basati sul differente comportamento di guida degli individui, allo scopo di ridurre ulteriormente le emissioni dei veicoli. Nel 2018, circa 3.500 collaboratori dedicati al trattamento dei gas e sensori di scarico hanno generato un fatturato di 2,3 miliardi di euro e si prevede che, entro il 2025, tale cifra raggiungerà i 3 miliardi di euro.

Gestione della mobilità aziendale: migliore qualità dell’aria negli agglomerati urbani

Un altro punto essenziale del progetto è la gestione della mobilità aziendale. L’obiettivo è quello di ridurre il traffico e quindi le emissioni prodotte dai collaboratori Bosch, specialmente negli agglomerati urbani. Le misure adottate vanno dai bus navetta nelle grandi città in Brasile, Cina e Turchia, alle modalità di smartworking e al leasing di biciclette tradizionali e a pedalata assistita.

Elettromobilità: entro il 2025  l’azienda punta a un fatturato di 5 miliardi di euro

Bosch ritiene che anche le auto elettriche svolgeranno un ruolo importante nel miglioramento della qualità dell’aria nelle città e si impegna per diventare leader nell’elettromobilità di massa. Entro il 2025, l’azienda punta a un fatturato di 5 miliardi di euro nell’elettromobilità, pari a cinque volte quello generato nel 2018. I componenti per i sistemi powertrain di Bosch sono già presenti in oltre un milione di veicoli in tutto il mondo. Tale cifra è destinata ad aumentare a 14 milioni entro la fine del 2022. Finora, l’azienda ha realizzato progetti di sistemi di propulsione per 50 piattaforme di veicoli (solo lo scorso anno sono stati registrati 30 progetti).

Guida autonoma , consumi ed emissioni ridotti: investimenti per 4 miliardi di euro

Anche la guida autonoma svolgerà un ruolo importante nel miglioramento della qualità dell’aria. Secondo la società di ricerca KE Consult, la guida autonoma può ridurre il consumo di carburante di oltre il 30% (del 15% sulle autostrade tedesche). Oggi, oltre 5.000 ingegneri Bosch sono impegnati nella guida autonoma, quasi il doppio rispetto a due anni fa. «Prevediamo di investire circa 4 miliardi di euro da qui al 2022 nell’automazione e nella mobilità sostenibile. – ha evidenziato Denner. – I sistemi di assistenza alla guida contribuiscono alla crescita nel cammino verso la guida autonoma. Per quest’anno, si stima un aumento del fatturato, attualmente intorno ai 2 miliardi di euro, di circa il 15%. Per i sensori radar è prevista una crescita del 20%, e del 30% per i sensori video.

Risultato aziendale 2018 per settore di business

Tutti i settori di business di Bosch svolgono un ruolo importante nei risultati economici positivi del 2018. Il settore di business Mobility Solutions ha registrato un incremento del fatturato del 3,5% (5,8% al netto dei tassi di cambio) per una cifra pari a 47,6 miliardi di euro ottendo ancora una volta un risultato migliore rispetto al comparto automotive su scala mondiale. Il margine operativo, al 7,1%, ha quasi raggiunto il livello dell’anno precedente. Il settore di business Consumer Goods ha registrato un fatturato pari a 17,8 miliardi di euro. Il calo del 3,1% corrisponde a una crescita dello 0,7% al netto degli effetti valutari. Una delle ragioni alla base di questi risultati è stata la crescente pressione concorrenziale, specialmente in Cina. Il margine operativo del 7,8% è leggermente inferiore a quello dell’anno precedente. Il fatturato del settore di business Industrial Technology è salito a 7,4 miliardi di euro, registrando quindi un aumento dell’8,8% (11,7% al netto degli effetti valutari). Il margine operativo è aumentato di oltre cinque punti percentuali ed è pari all’8,4%. Nel settore di business Energy and Building Technology, il fatturato è aumentato del 2,4% ed è pari a 5,6 miliardi di euro; questo aumento equivale, al netto degli effetti valutari, al 5,1% di crescita. Al 4,2%, il margine operativo è rimasto essenzialmente invariato.

Sviluppo del business per regione

In Europa il fatturato è aumentato del 3,3% (4,8% al netto degli effetti valutari), per un totale di 41,4 miliardi di euro. Nel Nord America le vendite hanno raggiunto i 12,3 miliardi di euro, con un aumento del 2,7% (7,4% al netto degli effetti valutari). Nel Sud America l’attività si è ripresa con una crescita del fatturato al netto degli effetti valutari dell’11,6% pari a 1,4 miliardi di euro. Ad oggi, Bosch genera quasi il 30% del suo fatturato totale nella regione Asia-Pacifico (compresa l’Africa), dove il fatturato è cresciuto del 3,7%, raggiungendo i 23,4 miliardi di euro al netto degli effetti valutari (la crescita nominale registrata è pari allo 0,7%).

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