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Meccatronica e automazione, la festa è finita? Colpa del Governo Conte?

di Marco Scotti ♦ Il comparto si interroga sul futuro, dopo la forte ripresa vissuta grazie provvedimenti di Industria 4.0. Una ricetta che finora non è stata riproposta dall’esecutivo e che Anie Automazione e i protagonisti degli incontri di Messe Frankfurt chiedono a gran voce, visti gli effetti positivi. Come dimostrano le case history di Bayer, Metropolitana Milanese, Stevanato, Bottero, Artsana. Quattro le rassegne specializzate previste nel 2019: Forum Software Industriale, Smart Vision Forum, Forum Meccatronica e Forum Telecontrollo

«Dalle ultime anticipazioni che abbiamo avuto del Def sembra che ci sia sempre meno interesse e attenzione verso industria 4.0, anche se fino al 31 dicembre tutto è suscettibile di modifiche. L’obiettivo è non mollare la presa e cercare di ottenere il massimo. Il nostro desiderio era che proseguisse l’esperienza della cabina di regia impostata dal ministro Calenda, una visione sistemica che teneva conto di tutte le componenti all’interno dello scenario economico». Fabrizio Scovenna, presidente di Anie Automazione, non riesce a nascondere la delusione del comparto che rappresenta per la direzione presa dal nuovo esecutivo per quanto riguarda il supporto all’innovazione e all’Industria 4.0. sembra che gli incentivi che hanno accompagnato il settore in questi due anni saranno progressivamente accantonati in favore di uno sgravio dell’Ires che però non andrà a compensare quanto perduto e, soprattutto, potrebbe aumentare il divario tra i grandi soggetti industriali – che continueranno a investire indipendentemente dal tax credit – e i piccoli, che hanno arrancato in questi anni e che potrebbero frenare definitivamente.

 

Fabrizio Scovenna Sps-ICP-1958
Fabrizio Scovenna, presidente di Anie Automazione

La meccatronica

Il comparto della meccatronica e dell’automazione è uno di quelli che ha vissuto una crescita più significativa negli ultimi due anni, dopo anni di crisi che hanno rischiato di metterne a repentaglio la sopravvivenza stessa. Dopo un calo del 65% dal 2009 al 2016 il comparto, grazie agli incentivi, aveva riguadagnato il 70%, facendo registrare numeri notevoli. Ora però si rischia di tornare indietro di anni, anche perché il mercato italiano dell’installato sta ancora scontando anni di modestissimi investimenti, con un parco macchine che era diventato tra i più anziani d’Europa, con un’età media doppia rispetto a quella tedesca.

«Il secondo punto che chiedevamo al governo – prosegue Scovenna – era quello di consolidare l’investimento in macchinari che era stato fatto nel 2017. La vetustà del parco macchine nostrano (nel 2014 era di 12 anni e 8 mesi) aveva permesso, insieme agli incentivi, di invertire la tendenza. Lo scorso anno, ad esempio, si è registrato un incremento del 35% rispetto al 2016 delle macchine vendute in Italia. La nostra richiesta, quindi, era che venissero confermati la Nuova Sabatini l’iperammortamento e il superammortamento. Invece, a quanto vediamo, pare che gli incentivi verranno ridotti in modo da venire incontro alle pmi: saranno inversamente proporzionali all’incremento dell’investimento fino a un tetto massimo di 20 milioni. A livello geografico, hanno investito molto di più le aziende del nord, specie se di grandi dimensioni.»

 

Il peresidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte: colpevole della frenata di meccatronica e automazione made in Italy?

«Altri spunti che non sono stati colti sono quelli relativi alla cybersecurity e al cloud, a proposito del quale permane una grande ignoranza. Va bene ampliare la platea e coinvolgere le Pmi, ma non si può non tenere conto che l’Istat ha certificato che la metà delle piccole aziende non ha intrapreso nessun percorso di digital transformation o non ha alcuna intenzione di farlo. E poi ci sono tanti altri temi su cui la digitalizzazione avrebbe potuto dare un grande contributo: penso ad esempio al dissesto idrogeologico e la sicurezza delle infrastrutture. Invece non siamo riusciti a dare una visione d’insieme facendo capire che le nuove tecnologie possono risolvere i problemi della collettività».

 

Giambattista Gruosso, Politecnico di Milano,Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria

 

Le aziende e la meccatronica

In un recente dibattito nella sede milanese di Anie, il professor Giambattista Gruosso, del Politecnico di Milano, ha presentato una mappatura delle competenze meccatroniche in Italia nel 2018, partendo dall’analisi di un campione equamente distribuito di aziende operanti nel comparto, per un totale di oltre 6.000 soggetti intervistati. È emerso, in primo luogo, che gli investimenti in attrezzature sono tornati ai livelli del 2009 soltanto nel 2017, dopo una flessione che, per i grandi colossi è stata superiore al 50%. Le microimprese, invece, non sono più riuscite a rialzare la testa dopo la crisi finanziaria ed economica, e ancora oggi, nonostante gli incentivi, non riescono a riprendersi. Un altro dato significativo è che solo il 61,3% del campione ha un dipartimento di ricerca e sviluppo e che il 15,3% delle aziende che abbiano R&D interna spende meno del 2% del fatturato. Il 28,8% tra il 2 e il 5%, il 20,3% tra il 5 e il 10% e solo il 6,8% oltre il 10% del fatturato complessivo.

 

Lavoro nel digital plant di Bayer a Garbagnate: occhialini per realtà aumentata
Bayer

Durante il dibattito, è stato presentato il caso di Bayer, il cui stabilimento di Garbagnate Milanese è stato nominato dal World Economic Forum tra i migliori stabilimenti produttivi del mondo (vedi Industria Italiana qui). «Siamo l’unico stabilimento in Europa nelle prime nove posizioni – ci dice Marco Cesana, Head of Engineering at Bayer HealthCare Manufacturing -. Questo è stato possibile grazie a un progetto digital che abbiamo avviato ma che ancora non sappiamo dove ci porterà. Abbiamo creato un percorso innovativo che segue due direttrici. La prima è quella di un software che suggerisce il piano di analisi di laboratorio. Insieme al software stiamo portando avanti progetti di realtà aumentata che, tramite i canonici “occhialini”, consente ai nostri tecnici specializzati di effettuare operazioni molto delicate riducendo il margine di errore grazie all’invio da parte del sistema di dettagliate istruzioni. Abbiamo un team che sta sviluppando le necessità di sviluppo e che cerca di tradurre in app tutto quello che può servirci. L’altra direttrice su cui ci stiamo muovendo è quello dell’advanced analytics. Raccogliendo dati dagli impianti stiamo iniziando a capire come prevenire una serie di problemi, dalle rotture ai blocchi macchina, che prima non eravamo in grado di evitare. Devo dire che questa trasformazione sta coinvolgendo tutti gli stakeholder, dall’azienda ai sindacati, senza che il timore che la tecnologia possa togliere posti di lavoro freni il dialogo».

Artsana

Un altro esempio di come la trasformazione digitale stia migliorando la vita in azienda è quello di Artsana, che sta cercando di sviluppare un meccanismo trasversale di scambio di competenze tra le diverse anime dell’azienda stessa. Non progetti verticali, dunque, destinati esclusivamente a determinati comparti, ma un’unica trasformazione tecnologica. «Abbiamo quattro stabilimenti in Europa – racconta il project manager Marco Gagni – in cui lavorano circa 1.500 addetti. Abbiamo tante produzioni diverse, dalle linee di assemblaggio manuali a linee di riempimento da 120 pezzi al minuto. Per questo motivo, le logiche che stiamo cercando di sposare seguono un’idea precisa: non esiste un “progetto gigante” che risolve tutti i problemi, ma servono tanti piccoli progetti integrati, ognuno con le proprie peculiarità. Nel nostro stabilimento stiamo lavorando molto con sensori evoluti che monitorano tutto quello che succede nella macchina e nello stampo. Per quello che ci riguarda direttamente, il piano Calenda ha funzionato molto bene».

Bottero

Un’altra azienda che ha sfruttato il Piano Calenda per implementare processi di trasformazione digitale è Bottero, impresa specializzata nelle produzioni in vetro. Le problematiche principali riguardavano l’impossibilità di un controllo durante la realizzazione dei barattoli perché la temperatura elevata rendeva pressoché impossibile un monitoraggio costante. «Oggi nel mondo vetrario – racconta Fabio Galliano, R&D Manager dell’azienda – stiamo vivendo un cambio generazionale senza precedenti, perché una gran parte del processo gestito manualmente sta perdendo efficacia. Noi abbiamo una linea di produzione in vetro da 6700 contenitori al minuto. Per vincoli tecnologici, fino ad ora si potevano esaminare questi contenitori solo un’ora e mezza dopo la loro realizzazione.»

«E in caso di guasti o imperfezioni, diventa impossibile porre rimedio rapidamente e si sono buttati via 90 minuti di lavorazione. Inoltre, le bottiglie di vetro oggi hanno un peso superiore del 10-15% in più rispetto al necessario proprio per assicurare determinate caratteristiche. Ma se riuscissimo, come stiamo iniziando a fare, a controllare l’intero processo produttivo, avremmo un risparmio notevole in termini di materiali impiegati e una minore possibilità di errore e di spreco di tempo e macchinari. C’è poi un grande tema che riguarda la formazione: i giovani oggi hanno meno voglia di passare la giornata su una macchina calda, sporca e pericolosa, ma grazie a Industria 4.0 si può avere una notevole innovazione e minimizzare la presenza umana nelle fasi di lavorazione che offrono maggiori disagi».

 

Un momento della produzione negli stabilimenti Stevanato Group
Stevanato Group

Anche Stevanato Group lavora nella produzione di vetro, ma applicato esclusivamente al settore farmaceutico. Un comparto in cui le nuove tecnologie stanno giocando un ruolo fondamentale, e in particolar modo l’intelligenza artificiale. «In Stevanato Group – ci spiega Luca Vallati, chief computer vision engineer dell’azienda – abbiamo un ambizioso progetto: introdurre l’Ai in tutti i sistemi di visione del gruppo. L’idea è di creare una piattaforma comune che utilizzerà le capacità dell’intelligenza artificiale per risolvere problemi tipici. Ci sarà una piattaforma per allenare la rete neurale, dal momento che le case farmaceutiche hanno bisogno di alternare momenti in cui la produzione è a pieno regime ad altri di maggiore “riposo”. Nel primo caso, è fondamentale incrementare il delivery time in modo da minimizzare le perdite di tempo.»

«Grazie all’intelligenza artificiale che stiamo implementando possiamo minimizzare gli scarti. I visori tradizionali, infatti, scarterebbero a priori alcuni prodotti che, pur essendo perfettamente funzionanti e sicuri, presentano al loro interno delle piccolo “bolle”. Con gli algoritmi complessi che stiamo sviluppando, invece, è possibile riuscire ad abbattere il numero di prodotti che vengono ritenuti non idonei. L’intelligenza artificiale darà un contributo fondamentale alla nostra produzione. Infine, stiamo sviluppando un secondo progetto, che è quello della “Factory of the future”, in cui verranno realizzati piccoli lotti personalizzati in modo da rispondere alle esigenze precise di una nicchia di clienti».

Metropolitana Milanese

La rivoluzione di Industria 4.0 non riguarda soltanto le aziende private, ma anche le municipalizzate. Come Metropolitana Milanese, la società di ingegneria nata nel 1995 che, nel 2003, ha integrato il servizio idrico e nel 2014 anche l’edilizia popolare. Una parte fondamentale del business dell’azienda viene svolta tramite macchinari che possono essere monitorati attraverso meccanismi di telecontrollo. «Abbiamo in gestione – spiega Fabio Marelli, direttore dell’acquedotto della società meneghina – oltre 600 pozzi idropotabili. Per migliorarne il controllo, abbiamo iniziato a posizionare delle fibre ottiche negli acquedotti non tanto per visionarli, ma perché le fibre sono in grado di registrare rumori “sospetti”, come nel caso delle perdite idriche. Analogo lavoro stiamo facendo con le fogne, dove monitoriamo da remoto i cedimenti strutturali, e con i suoli stradali, analizzati tramite satellite.»

«Il problema è che l’afflusso di dati si è moltiplicato in maniera esponenziale: pochi anni fa effettuavamo tre letture all’anno, oggi riceviamo 600.000 dati giornalieri. Per gestire al meglio la mole di dati abbiamo scelto un modello matematico che ci permettesse di trovare l’algoritmo migliore, che conosce la fisica della rete e che consente di capire le migliori combinazioni per le diverse macchine. Anche perché abbiamo una rete estremamente sviluppata, fatta di 2.200 km di infrastruttura con oltre 50mila valvole che devono essere monitorate».

 

Donald Wich, ad Messe Frankfurt Italia

 

I forum di Messe Frankfurt nel 2019

Per il 2019 Messe Frankfurt propone quattro appuntamenti, con quattro focus distinti: software industriale, smart vision, meccatronica e telecontrollo.

 

Forum Software Industriale

La 1° edizione del Forum Software IndustrialeL’evoluzione delle  tecnologie software nell’Industria 4.0” si terrà a Milano al Museo della Scienza e della Tecnologia il 6 febbraio 2019

Smart Manufacturing, Virtual Manufacturing e Augmented Reality, Intelligent and Connected Product e Industrial Cyber Security saranno i quattro focus al centro del Forum dedicato  specificamente all’evoluzione delle tecnologie software nell’Industria 4.0.  L’area espositiva, che riunirà aziende specializzate in software e in IT sarà il luogo di confronto tra operatori del settore, rappresentativo delle più innovative soluzioni. Verrà inoltre presentato un modello concreto di stima del ROI per un investimento in software industriale, realizzato sullo studio condotto da Anie Automazione in collaborazione con l’Università di Pisa, l’Università degli Studi di Firenze e con la Scuola Superiore  Universitaria Sant’Anna di Pisa. Tra le aziende aderenti, Abb, Dassault e Hpe.

 

Smart Vision Forum Bologna, 25 giugno 2019

L’iniziativa nasce dalla collaborazione di due associazioni di settore AIdAM (Associazione italiana di automazione meccatronica) e ANIE Automazione che prevede di dare spazio alle attività di divulgazione dei sistemi di visione, tra le tecnologie ritenute abilitanti per lo smart manufacturing. Partendo dal Forum si pone il focus sul futuro della machine vision e sull’impatto in questo comparto tecnologico dell’intelligenza artificiale. Non solo manifatturiero, quindi, ma anche applicazioni in altri settori in cui il ruolo dei sistemi di visione è destinato a divenire sempre più strategico. Momenti di confronto e nuove sinergie sono passi importanti per garantire uniformità e forza a un comparto in  crescita e in continua evoluzione.

 

Forum Meccatronica Toscana, settembre 2019

Nato nel 2014 dalla collaborazione di Messe Frankfurt Italia con il Gruppo Meccatronica di Anie Automazione, il Forum è un momento di confronto tra gli attori della filiera dell’automazione industriale: fornitori di soluzioni e prodotti incontrano i costruttori di macchine, integratori di sistemi e utilizzatori finali per discutere delle più innovative soluzioni tecnologiche presenti sul mercato. Un evento itinerante in costante crescita (l’ultima edizione si è conclusa con 35 espositori e 708 visitatori), che si rivolge e coinvolge il territorio in cui prende forma. Ne è testimonianza la ricerca promossa dal Forum e svolta dal Politecnico di Milano, che indaga sulle competenze Meccatroniche territoriali. Una “mappatura” che si focalizza annualmente sul tessuto imprenditoriale di riferimentocon l’obiettivo di investigare la capacità di innovazione nel comparto dell’industria meccatronica e dell’automazione.

 

Forum Telecontrollo -Firenze, 23 e 24 ottobre 2019

Mostra-convegno itinerante, con cadenza biennale, promossa dal Gruppo Telecontrollo, Automazione e Supervisione delle Reti di Anie Automazione e organizzata dal 2013 da Messe Frankfurt Italia. Un appuntamento da sempre caratterizzato da sessioni convegnistiche, incontri e contributi di elevata qualità, che coinvolge i protagonisti dell’industria, dei servizi, delle utenze e delle istituzioni. La prossima edizione -“Telecontrollo Made in Italy. Trasformazione digitale: modelli di business e competenze” – si svolgerà a Firenze nella Fortezza da Basso. Si parlerà di cloud, intelligenza artificiale, realtà aumentata e virtuale, 5G e protocolli di comunicazione, sicurezza informatica, ma anche di efficienza delle reti, di mobilità sostenibile e di città intelligenti. Saranno portate le eccellenze in termini di applicazionieesperienze realizzate dai principali fornitori di tecnologia del telecontrollo; le sessioni plenarie consentiranno di creare le condizioni per instaurare dialogo e collaborazione tra gli stakeholder. In contemporanea, un ampio spazio espositivo consentirà un confronto diretto con i principali operatori, per visionare soluzioni e incontrare esperti di tecnologie e applicazioni.

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