Advertisement

direttore Filippo Astone

Leonardo utilizza il CoPilot e parla e risponde! Come se fosse Alexa o Siri

di Marco de Francesco ♦︎ Grazie a intelligenza artificiale e deep learning, lassistente virtuale di Sap traduce il linguaggio comune in quello del proprio software, e risponde Come? Ce lo spiega Salvatore De Caro, Leonardo Architect at Sap, che abbiamo incontrato a Sps

Sap porta l’interazione e il linguaggio naturali per utilizzare le applicazioni della sua business suite. Quest’ultima include l’Erp, e cioè la pianificazione delle risorse di impresa, il Crm, e cioè il manager dei rapporti con il cliente, il Plm, e cioè l’amministrazione del ciclo di vita del prodotto e tanto altro. In pratica, per utilizzare le app che orchestrano i processi aziendali non è più necessario conoscere uno specifico linguaggio informatico; basta rivolgere una domanda al sistema per messo di Sap CoPilot, che grazie all’intelligenza artificiale è in grado di comprendere l’intento del richiedente.

È l’Alexa del software gestionale. E poi c’è Irpa. È un software che semplifica il lavoro degli impiegati, perché si occupa di risolvere senza l’intervento umano molti step burocratici e formali che normalmente avrebbero richiesto una attività manuale. Alla fine, le due soluzioni sono declinazioni di Sap Leonardo, piattaforma integrata, aperta e flessibile, che collega i dati di fabbrica a quelli del business, e al contempo che infonde intelligenza alle applicazioni dei gestionali. Sap è un colosso da 24,7 miliardi di euro.

La filiale italiana era peraltro presente alla nona edizione di Sps Italia, la fiera dell’automazione che si è tenuta qualche giorno fa a Parma. Qui ha peraltro presentato, in partnership con la divisione di automazione industriale di Mitsubischi Electric, una soluzione di Sap Leonardo IoT in grado di realizzare la customizzazione real time di prodotti cosmetici. Di tutto ciò abbiamo parlato con Salvatore De Caro, Leonardo Architect at Sap.

Salvatore De Caro

 

Sap CoPilot, l’Alexa del software aziendale

Sap Leonardo è stato annunciato nel gennaio di due anni fa. Prende il nome dal genio italiano del Rinascimento perché, nelle intenzioni dell’azienda, doveva inaugurare una nuova era innovativa.  Un passo in avanti nella trasformazione digitale delle aziende. In effetti, Sap Leonardo è tante cose. È una piattaforma integrata, aperta e flessibile, che collega i dati di fabbrica a quelli del business. Ed è il perno della strategia di intelligent enterprise di Sap. Ma che significa? Per capirlo, basta fare un breve passo indietro. 

Sap è una multinazionale tedesca, con base a Walldorf, nel Baden-Württemberg. È famosa per il suo software gestionale, per gli Erp. La “pianificazione delle risorse d’impresa” è un software che integra e consente di amministrare tutti i processi rilevanti dell’azienda, dalle vendite agli acquisti, dal magazzino alla contabilità, dalla gestione del personale all’approvvigionamento della supply chain a tanto altro. È, in buona sostanza, l’orchestratore dei processi aziendali che fanno girare il business. Ecco, Sap Leonardo è il sistema che infonde intelligenza alle applicazioni dell’Erp e a tutte quelle che sono contenute nella Sap Business Suite, che include anche un Crm (customer relationship manager), un Srm (supplier relationship manager), un Scm (supply chain management) e un Plm (product lifecycle management).

Resta da capire cosa significhi nella pratica instillare intelligenza nelle applicazioni. Secondo De Caro «anzitutto vuol dire rivoluzionare il rapporto tra l’utente e la app. Non è più il primo che deve imparare le sequenze di comando della seconda, se vuole utilizzarla; è la seconda che deve capire cosa voglia il primo. Se si hanno presenti Alexa, Siri o Cortana, si comprende con facilità quello che intendo dire. Solo che in questo caso noi portiamo l’assistente digitale nel contesto del software aziendale». Si chiama Sap CoPilot, e consente un’interazione naturale con il sistema.

Ciò significa che traduce una domanda espressa con un linguaggio comune in quello proprio del software. Insomma, l’utente può utilizzare espressioni diverse per indicare la stessa cosa; ma al sistema non sfugge il senso, l’intento, la volontà del richiedente. Ciò significa anche che l’operatore non deve possedere una competenza particolare relativa al funzionamento di una strumentazione determinata, né deve conoscere uno specifico linguaggio informatico.

Per De Caro, «invece di lanciare una transazione sulla lista degli ordini, l’utente può semplicemente domandare: mostrami la lista degli ordini in stato di lavorazione. È tutto molto semplice, ma dietro c’è un lavoro di intelligenza artificiale e di deep learning. Un sistema che andava previamente addestrato, perché apprende da esempi ed errori».  Peraltro Sap dispone di una piattaforma chatbot, la Sap Conversational Ai, che utilizza la tecnologia Nlp (natural language processing) e cioè un processo di trattamento automatico mediante un computer di informazioni scritte o parlate in una lingua naturale. È frutto di un acquisto, nel gennaio dello scorso anno, della società Recast.Ai da parte di Sap France Sa.

Sap CoPilot

 

Irpa,il software che semplifica il lavoro degli impiegati

Sap Leonardo svolge un’altra funzione essenziale, secondo De Caro: quella di liberare gli impiegati dai task seriali. «Grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, questi sono svolti direttamente da un software noto come Rpa (robotic process automation), che in ambiente Sap diventa Irpa (intelligent robotic sofware automation)».  Rpa è molto diffuso nel settore bancario, finanziario e assicurativo, tra i provider di energia e nel mondo delle telecomunicazioni.

Secondo Pierre Col – head of communications for Intelligent Robotic Process Automation at Sap – «l’automazione robotica intelligente dei processi è ora un must nel mondo dei servizi, perché avvantaggia sia l’azienda che i suoi dipendenti». Ma come funziona? De Caro fa un esempio. «Poniamo che l’utente, che lavora in azienda, voglia acquistare un Pc. Normalmente entra nel sistema acquisti; fa una ricerca tra l’hardware, sceglie il modello, il laptop, il colore e altri particolari; dopodiché fa una richiesta di acquisto che viene inoltrata al manager del centro di costo, e se questi dice sì, l’ordine viene trasmesso al fornitore che fa partire l’approvvigionamento e la spedizione. Ecco, è possibile semplificare tutto. Per esempio, si può si può scattare una foto digitale dell’identificativo del prodotto che voglio ordinare, inserirla in sistema e procedere all’acquisto».

In pratica, grazie al machine learning, il sistema realizza tutti gli step che l’utente avrebbe dovuto compiere manualmente.  Pierre Col fa un altro esempio, reperibile sul sito di Sap. Una grande banca, racconta, lancia una nuova offerta bancaria sul mercato europeo. Ma aprire gli account dei clienti online grazie ad un sito web dà luogo ad un procedimento complesso: controlli, convalide, passaggi amministrativi nell’It del back-office. In particolare, racconta Pierre Col, il processo di onboarding prevede sette verifiche normative, cinque controlli di dati e documenti, e 17 elaborazioni eseguite da diverse applicazioni.  Com’è finita? «I dipendenti di questa banca – scrive Pierre Col – sono ora assistiti da robot software che eseguono automaticamente tutte le attività di controllo: questi robot software lanciano via Internet molte applicazioni di terze parti, in particolare quelle della Banque de France. Garantiscono la qualità dei dati, la coerenza delle informazioni e l’ammissibilità degli abbonati».  

 

Bill McDermott

La mass customization by Sap & Mitsubishi Robot

Secondo l’azienda, Sap Leonardo IoT è una tecnologia che ha l’obiettivo di aiutare i clienti ad aumentare la produttività, a ridefinire le loro customer experience e a far crescere le revenue. La soluzione è già stata trattata da Industria Italiana in questo articolo. Per De Caro, «da una parte Sap sviluppa una componente edge, in grado di connettersi con gli impianti industriali e di raccogliere flussi generati a bordo macchina; dall’altra la componente Sap Leonardo Business Services ha in sé i digital twin dei device connessi, le regole da applicare al dato ricevuto, lo storico delle informazioni IoT e altro; grazie a tutto ciò si può ottenere una gestione intelligente degli asset dell’impresa cliente».

A Parma, associando i software proprietari e l’automazione di Mitsubishi Electric, Sap ha mostrato come si gestisce un processo produttivo personalizzato a partire dall’ ordine on line del consumatore fino alla consegna nelle sue mani del prodotto uscito dalla fabbrica. Una sequenza estesa fino alla raccolta della valutazione della customer experience. Per De Caro «l’ordine viene inoltrato tramite la piattaforma SapCommerce Cloud, dalla quale è possibile introdurre delle personalizzazioni. In questo caso si tratta di prodotti tipicamente femminili, come i lipstick. Si inserisce il nome e il segno zodiacale. L’ordine viene inviato ad una linea di produzione composta da più macchinari, tra cui una laseratrice e un magazzino verticale per lo stoccaggio del prodotto. Quanto al dato sull’experience, questo viene ottenuto tramite un veloce questionario». Per saperne di più, si può consultare questo articolo di Industria Italiana e questo video.         

Condividi questo articolo sui Social Network

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Latest from Inside

Go to Top
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER
Rimani aggiornato su notizie, eventi, analisi e approfondimenti
dal primo sito italiano dedicato a economia reale,
industria manifatturiera e Industry 4.0
Le tue informazioni non saranno condivise con nessuno soggetto terzo.
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER
Rimani aggiornato su notizie, eventi, analisi e approfondimenti
dal primo sito italiano dedicato a economia reale,
industria manifatturiera e Industry 4.0.
Le tue informazioni non saranno condivise con nessuno soggetto terzo.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER