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Inside IBM Cloud Dallas,Credit: Connie Zhou for IBM

Le strategie di Ibm nel mondo del cloud

di Marco de’ Francesco ♦ Attraverso il cloud, Big Blue mette a disposizione delle imprese, grandi e piccole, un vasto assortimento di strumenti per battere la concorrenza. Le tecnologie esponenziali ( A.I., blockchain, analitycs ) scelte da sei big europei: Koopman Logistics, Teckel Medical, Crédit Mutuel, Gruppo 24 ORE, RS Components,Osram

A che servono le tecnologie esponenziali – come l’intelligenza artificiale, le blockchain e l’analitycs avanzato? Dopo tutto un’azienda manifatturiera non è un laboratorio di fisica e in apparenza la componentistica non sembra direttamente coinvolta in una visione del futuro. E invece no: le cose non stanno così. Le tecnologie esponenziali servono a mescolare le carte, a cambiare le regole del gioco nel business, e ciò in vista di un vantaggio pratico, un ritorno economico o un altro beneficio per l’azienda, in modo da spiazzare la concorrenza. A questo servono.

E il vantaggio, oggi, è che sono a portata di mano, perché, ad esempio, sono fruibili tramite il Cloud di Ibm, che offre soluzioni in modalità privata, pubblica o ibrida, in base alle esigenze del cliente, che sceglierà di posizionare alcuni servizi applicativi in privato, altri in pubblico. Proprio in questi giorni sei importanti aziende europee hanno scelto Ibm Cloud per accedere alle tecnologie esponenziali: sono l’olandese Koopman Logistics, la società editoriale multimediale italiana Gruppo 24 ORE, il fornitore spagnolo di soluzioni digitali e mobile per la sanità Teckel Medical, la banca francese Crédit Mutuel, RS Components con sede nel Regno Unito e la multinazionale dell’illuminazione Osram AG. Ne abbiamo parlato con Alessandro La Volpe, di Ibm.

 

Alessandro La Volpe, Vice Presidente di Ibm Cloud per l’Italia

L’adozione di tecnologie esponenziali consente di cambiare le regole di gioco del proprio mercato, ottenendo vantaggi in termini di business

Big Blue di recente ha annunciato di avere nuovi clienti in Europa, che si sono rivolti a Ibm Cloud per avere accesso a tecnologie avanzate come AI, blockchain e analytics. La Volpe, Vice Presidente di Ibm Cloud per l’Italia, la mette così: «Il nostro è un Cloud enterprise, pensato per i dati e pronto per la tecnologia esponenziale». Di che si tratta? Della possibilità di fruire di servizi evoluti tramite il Cloud. «La motivazione – spiega La Volpe – è il ritorno di business. È questa esigenza il punto di entrata per il cliente. Che si chiede come fare, per esempio, a disporre di intelligenza artificiale, e come “calarla” nel business. O si chiede, ad esempio, come realizzare un modello distributivo di informazioni grazie alle blockchain. Se i due trend in corso sono la disponibilità di dati e l’interconnettività, si tratta di cambiare le regole del gioco per ottenere vantaggi di business, e questo si può fare solo con le tecnologie esponenziali».

Si fa l’esempio della «partnership estesa» tra Ibm e il colosso Cnh Industrial (produce macchine per agricoltura e costruzioni, veicoli industriali e commerciali, autobus e mezzi speciali, e altro). Secondo Cnh la partnership «consentirà al gruppo di sfruttare la tecnologia blockchain per ottimizzare le sue attività globali. Aumenteranno le prestazioni dell’infrastruttura ICT dell’azienda e la sua capacità di adattarsi a volumi più elevati. Le aree direttamente valorizzate includono la supply chain e la gestione dell’inventario, che forniranno servizi più importanti alla clientela. Implementando funzionalità di analisi avanzate associate a AI e Machine Learning, l’azienda migliorerà la sua capacità di innovare i processi, qualità, vendite, servizio clienti e finanza; e otterrà una migliore manutenzione predittiva». Insomma, cambia tutto.

 

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La mappa dei centri cloud di Ibm nel mondo

Ibm Cloud, una sola architettura, una sola esperienza

Cloud privato, pubblico, ibrido. Secondo La Volpe quello che l’azienda di Armonk offre alle imprese è la possibilità di fruire di un’unica infrastruttura cloud, «sia in modalità privata che pubblica. Nel primo caso il server virtuale che gestisce il cloud è interno all’azienda; nel secondo il fornitore di servizi gestisce server esterni alla azienda, sui quali girano le macchine virtuali (e normalmente, si paga a consumo; ndr). È una logica multicloud: una risposta alle esigenze del cliente, che sceglierà di posizionare alcuni servizi applicativi in privato, altri in pubblico. Deve riflettere su ciò che ha senso tenere in una parte, e ciò che ha senso tenere nell’altra. Questione di grande rilievo, visto che si tratta di gestire la complessità: in futuro le aziende disporranno di servizi da parte di più fornitori e di società differenti. C’è comunque la possibilità, da parte del cliente, di scegliere; e il cliente sperimenta una sola, unica esperienza». Esiste anche la possibilità di un Cloud dedicated, che in pratica offre risorse virtuali dedicate totalmente al cliente, per un isolamento totale. Permette la creazione di infrastrutture Hybrid Cloud e un grande numero di utilizzi differenti.

 

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Il Global Center di Ibm Watson IoT a Monaco, in Germania

IBM Watson, la piattaforma AI per il Business sulla strada della specializzazione

Industria Italiana ne ha già parlato  in più occasioni, per esempio qui. In generale, l’idea di base è che l’intelligenza artificiale costituisca una leva competitiva importante per l’azienda, che grazie a strumenti come Watson «può saperne di più utilizzando meno dati». Di per sé, l’azienda può integrare l’AI nei processi aziendali, ottimizzando i compiti che già svolge e consentendo nuovi modi di fare impresa; arricchendo le interazioni, per esempio, o prevedendo i guasti. Ma qualcosa sta cambiando. Di recente Enrico Cereda, presidente e ad di Ibm Italia ha affermato che «rispetto a qualche anno fa stiamo focalizzando il prodotto su esigenze di singoli comparti industriali. Per esempio, ora c’è Watson Financial Services (che serve ad aiutare le aziende a gestire regolamenti nuovi) per gli istituti di credito; ma anche Watson Health (che offre «soluzioni che coprono l’intero ciclo di vita di un farmaco: dalla velocizzazione della scoperta alla trasformazione dello sviluppo clinico» e altro); o Watson IoT (che riguarda più comparti, dall’automotive all’elettronica, dall’energia alle assicurazioni, dal manufacturing al retail ad altro).

Comunque sia, sono state realizzate specializzazioni di Watson anche per advertising, customer engagement, education, media, talent e work. Il fatto è che l’impresa-cliente, grazie al Cloud, può selezionare servizi Watson. Per esempio Watson Discovery, per «sbloccare il valore nascosto nei dati per trovare risposte, monitorare tendenze con il motore di analisi nativo Cloud più avanzato al mondo».

 

Un utilizzo blockchain by Ibm

Ibm e Blockchain. La piattaforma saas flessibile fornita tramite Ibm Cloud

Anche qui, l’argomento è già stato trattato da Industria Italiana, per esempio in questo articolo. L’idea di Ibm è che le tecnologie blockchain nei prossimi cinque o dieci anni daranno vita ad un cambiamento epocale per il modo con cui lavoreranno le imprese sul mercato: si formeranno aggregazioni, ecosistemi economici in grado di muoversi intorno a servizi per ora non esistenti. Il mercato finanziario sarà quello trainante; ma la trasformazione riguarderà aree, come quella della trasparenza, in grado di coinvolgere diversi settori industriali. Quanto alla multinazionale americana, la Ibm Blockchain Platform è un’offerta software-as-a-service flessibile fornita tramite Ibm Cloud. Fabio Malosio, Blockchain Solution Leader in Ibm, ha raccontato ad Industria Italiana il caso Walmart: «Abbiamo iniziato a tracciare l’intera filiera, per portare al consumatore finale una serie di informazioni relative alla produzione e provenienza di un frutto. Il secondo step è stato svolto in Cina, in modo più impegnativo: abbiamo messo sotto controllo la filiera del maiale, lavorando con le normative statali su informazioni obbligatorie per la prima tracciatura. Da queste due sperimentazioni, Walmart ha capito che doveva coinvolgere i produttori e ha iniziato a collaborare con “giganti” come Unilever. Ovviamente ci vorrà del tempo per implementare la blockchain all’intera filiera».

Ibm e analytics. L’esempio di Ibm Cloud Private for Data

Secondo Ibm, già «Ibm Analytics offre una vasto portafoglio di soluzioni big data e analytics per far crescere il cognitive business. Queste consentono all’azienda di interagire con i dati, strutturati e non, per rispondere a esigenze aziendali in termini di modelli decisionali, idee innovative, vantaggio competitivo». In pratica, dal momento che si è in grado di valutare i dati, si possono prendere scelte di business. Si segnala Ibm Cloud Private for Data, che a tal fine organizza, raccoglie e analizza informazioni. Secondo Ibm grazie a questo strumento, che ha un’unica interfaccia «l’azienda può accelerare il viaggio verso l’intelligenza artificiale semplificando la governance dei dati mantenendoli in un ambiente protetto e controllato».

La strategia di Ibm ruota attorno al Cloud, con un occhio particolare alla trasformazione digitale della Pmi. La metodologia Garage.

Secondo La Volpe, tutta la strategia di Ibm, a livello mondiale ma anche a livello italiano, ruota attorno al Cloud. «Il mercato è lì – afferma – perché il Cloud è l’elemento innovativo che trascina tutti i comparti dell’azienda, è una componente importante di servizio e di trasformazione del business. La ragione? Il Cloud abbatte le barriere di entrata: è una tecnologia che non richiede investimenti considerevoli, e che si paga a consumo. Grazie al Cloud, piccoli progetti possono acquisire un rilievo di scala». Dunque, per La Volpe, benché la strategia sia unica nel globo, è anche vero che nel nostro Paese, caratterizzato dalla polverizzazione del tessuto industriale, può trovare una messa a terra significativa.

«Le Pmi – continua La Volpe – essendo più agili e versatili delle grande aziende, possono avere un approccio più immediato alle tecnologie e alla trasformazione che da esse può derivare; peraltro, questo approccio immediato può essere arricchito dalla nostra metodologia Garage». Il metodo IBM® Cloud Garage un modo per educare i team delle aziende a nuove tecnologie, pratiche e principi, e fornendo linee guida per impostare strumenti e automazione. È un approccio per consentire al business e altri settori di progettare, consegnare e convalidare continuamente nuove funzioni. È formato da un insieme di pratiche e architetture e riguarda l’intero ciclo di vita del prodotto dall’inizio alla fine acquisendo e rispondendo al feedback dei clienti e ai cambiamenti del mercato.

L’investimento nei system integrator e gli altri attori dell’ecosistema

«Investiamo nei system integrator locali per crescere nel mercato italiano – afferma La Volpe -; loro, d’altra parte, utilizzano il nostro know how a servizio delle aziende-clienti usufruendo al meglio di tecnologie esponenziali. Noi peraltro disponiamo di una rete di centinaia di piccoli partner locali; e poi abbiamo rapporti con le aziende di Altea Federation (realtà di consulenza informatica che offre «un supporto su larga scala in ambito tecnologico»); ma anche con system integrator come Mauden (che sviluppa «la propria attività lungo due direttrici: sul fronte tradizionale di progettazione e gestione di servizi hi-tech, e sul fronte innovativo dei big data»).

La Volpe spiega che Ibm «forma il personale del canale indiretto grazie a programmi comuni, a disposizione di tutti, ma anche grazie a investimenti relativi a specifiche competenze. Inoltre, sviluppiamo piani di go-to-market congiunti, e di co-marketing applicato al nuovo dominio (Cloud). Forse, però, è meglio parlare di ecosistema che di canale. Altre figure ne fanno parte. Si pensi che abbiamo lanciato una cognitive community con l’Università Federico II di Napoli». Secondo Ibm, in effetti, «negli ultimi 10 anni l’ateneo ed Ibm hanno consolidato una stabile collaborazione». Per esempio «è stato lanciato il progetto ETC che ha previsto un laboratorio virtuale di sviluppo software dedicato alle attività degli studenti di 10 università italiane ed una americana. In questo modo gli studenti hanno avuto l’opportunità di lavorare in team internazionali ed assumere il 300% di skill in più rispetto agli anni precedenti a parità di tempo, ottenendo punteggi di gran lunga superiori agli esami».

 

Il caso Koopman Logistics: la supply chain digitalizzata utilizzando la tecnologia blockchain

Koopman Logistics Group è una società di logistica con sede a Zuidhorn, in provincia di Groningen. Ha circa 500 camion. L’acquisizione di Van Amerongen Autovervoer da Barneveld ha reso Koopman la più grande azienda di trasporto auto nei Paesi Bassi: ora ha 900 dipendenti e 130 milioni di revenue. L’obiettivo, come ha spiegato il Ceo di Koopman Jon Kuiper, era quello di «offrire ai clienti una supply chain completamente digitalizzata. Il fatto è che i proprietari di flotte e i produttori di automobili stanno cercando risparmi a due cifre sui costi e sui servizi logistici aggiuntivi. Utilizzando la tecnologia blockchain (di Ibm) possiamo offrire ai nostri clienti un ambiente sicuro per i dati, che non possono più essere modificati o manipolati. La tecnologia blockchain ci consente di seguire il veicolo attraverso la sua vita nella catena di fornitura, conferendo un valore straordinario ai nostri clienti, e fornendo loro informazioni in tempo reale sul veicolo: non solo sulla sua posizione, ma anche su danni, stato tecnico, aggiornamenti e altro. Ciò permette ai clienti di riprogettare le proprie reti logistiche per ottenere riduzioni dei costi di break-through, ma aiuta anche ad evitare, per esempio, le frodi di chilometraggio e IVA».

Il caso Crédit Mutuel: assistenti virtuali in tutte le linee di business

Crédit Mutuel è una importante banca cooperativa francese fondata nel 1882 a Wantzenau, dalle parti di Strasburgo, in Alsazia. È la capogruppo del gruppo Crédit Mutuel – CIC, nato nel 1998 dopo l’acquisizione del Crédit Industriel et Commercial (CIC) da parte del Crédit Mutuel. Con un fatturato di 1,4 miliardi di euro, ha 99mila dipendenti. Secondo Ibm, «alla fine di maggio la banca ha annunciato una radicale reinvenzione digitale, collaborando con Ibm per ideare nuovi modi di lavorare per servire 12 milioni di clienti. Crédit Mutuel ha selezionato Ibm Cloud, Watson e le tecnologie di cybersecurity avanzate per cambiare il modo in cui le relazioni con i clienti vengono sviluppate. Anzitutto la banca ha adottato assistenti virtuali Ibm Watson in tutte le linee di business per consentire ai 20mila addetti alle relazioni con i clienti di offrire servizi di assistenza “della migliore qualità”».

Si è insegnato a Ibm Watson la lingua francese per trasformare i dati in nuovi modi di fare business. «I consulenti di Crédit Mutuel – rende noto Ibm – ricevevano in precedenza 350mila e-mail giornaliere relative a richieste di informazioni quali opzioni di prestito o copertura assicurativa. Ibm Watson è ora distribuito a più di 20mila consulenti in 5mila filiali; il sistema li aiuta a identificare le richieste frequenti, determinare il livello di urgenza e rispondere rapidamente». Inoltre «nell’ambito della partnership estesa con Ibm, il Crédit Mutuel sarà attrezzato per gestire problemi di rischio e conformità, come il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo».

Il caso Teckel Medical: la piattaforma Mediktor, che gira su Ibm Cloud, svolge un processo diagnostico preliminare e seleziona lo specialista cui affidarsi.

La società fondata nel 2011 da Cristian Pascual, Josep Carbó e Oscar Garcia-Esquirol Soriano ha sede a Barcellona. L’obiettivo dell’azienda «è sviluppare soluzioni sanitarie digitali basate sull’AI». Pertanto si è dato il via a «Mediktor, piattaforma che collega gli utenti allo specialista «più appropriato». La selezione dello specialista si basa sulla diagnosi preliminare on-line eseguita da  Mediktor con i dati forniti dagli utenti. «I nostri algoritmi relazionali e intuitivi basati sull’intelligenza artificiale coprono le patologie più diffuse nei servizi di emergenza». Sempre per l’azienda «il processo diagnostico preliminare eseguito da  Mediktor si basa sull’interpretazione del linguaggio naturale dell’utente e simula il processo logico condotto da un medico. Questo approccio consente a  Mediktor di ottenere percentuali di precisione superiori a quelle mostrate da qualsiasi altro correttore di sintomi sul mercato. Dopo la pre-diagnosi, Mediktor  offre all’utente una lista completa di specialisti». Mediktor funziona sulla piattaforma Ibm Cloud. «Così Mediktor può scalare man mano che l’azienda si espande. Gli sviluppatori non devono dedicare tempo alla gestione dell’infrastruttura, il che significa costi ridotti e consegne più veloci. La soluzione supporta 50 utenti simultanei e dà risposte in meno di un secondo».

Il caso RS Components: il marketplace che consente a start-up e Pmi di testare e vendere le loro invenzioni

RS Components è il brand di Electrocomponents plc in UK, Europa e in Asia. L’azienda fornisce componenti elettronici, elettrici, di automazione e controllo, e altro attraverso Internet, cataloghi e sportelli. La società è quotata a Londra e nell’ultimo esercizio ha registrato entrate per 1,51 miliardi di sterline. RS Components utilizza un sistema in Cloud per aiutare i fornitori a comunicare online le stime di consegna, consentendo ai clienti di sapere esattamente quando possono aspettarsi l’arrivo dei loro ordini. Di recente ha annunciato un nuovo marketplace peer-to-peer chiamato DesignSpark. Basato su Ibm Cloud e sviluppato nell’Ibm Cloud Garage di Londra, aiuta le start-up e le piccole imprese a promuovere, testare e vendere le loro invenzioni a una comunità online di oltre 650mila membri. In particolare con DesignSpark PCB, «lo strumento gratuito per la progettazione di PCB (circuiti stampati) più potente e facile da usare attualmente disponibile, i progettisti hanno a disposizione un software professionale a costo zero».

 

Stabilimento Osram a Berlino- Wedding ( credits Riki1979 )
Il caso Osram: il Cloud per ottenere la flessibilità necessaria a rispondere alle sfide di mercato

La Osram Licht AG, sede a Monaco di Baviera e 33 fabbriche in 14 nazioni, realizza prodotti per l’illuminotecnica. Di fatto,   Osram è uno dei due più grandi fabbricanti di prodotti per illuminazione nel mondo. Fondata nel 1919, dal 1978 al 2013 era di proprietà integrale di Siemens AG; ma dopo l’ingresso in Borsa, la quota della multinazionale tedesca è scesa al 17%. Le azioni sono quotate a Francoforte, e la società operativa è Osram GmbH. Osram  Licht AG ha registrato revenue per 4,1 miliardi di euro. Il fatto è che utilizzando una soluzione di cloud ibrido di Ibm, Osram sta realizzando importanti risparmi e maggiore flessibilità per rispondere alle mutevoli condizioni del mercato. Secondo Ibm «il gigante dell’illuminazione, per avviare la trasformazione del business, si è concentrato sui modi di acquisire agilità e ha scelto di migrare la propria attività su Ibm Cloud e su Ibm Cloud per applicazioni Sap, perseguendo una strategia multi-cloud». Ibm riporta le parole di Martin Daigneault, responsabile globale dei processi e delle applicazioni IT di Osram: «Quando lanciamo nuovi prodotti e entriamo in nuovi mercati a un ritmo adeguato, la flessibilità è vitale. Il cloud computing era perfetto, dal momento che il modello ci avrebbe permesso di adattarci rapidamente alle circostanze mutevoli e di variare la capacità mentre la domanda fluttua. Inoltre, abbiamo una maggiore libertà di innovare. Abbiamo scelto Ibm per la soluzione Sap quanto al servizio cloud Platform-as-a-Service. Inoltre, Ibm ha proposto un servizio gestito, che avrebbe liberato il personale IT in modo che potessero concentrarsi sull’aggiunta di valore nella consulenza alla nostra attività».

Il caso del Gruppo 24 ORE: i servizi Watson di AI su Ibm Cloud per aiutare legali e fiscalisti ad accedere facilmente a un corpus di 1,5 milioni di documenti.

Com’è noto, il gruppo italiano è leader nell’editoria multimediale. Ibm rende noto che il gruppo utilizza «per la sua banca dati top di gamma per commercialisti, i servizi di intelligenza artificiale Ibm Watson su Ibm Cloud, al fine di consentire una consultazione più efficace, veloce e facile. Ibm riporta le parole di Massimo Colombo, direttore generale commerciale del Gruppo: «Le nostre banche dati per professionisti vengono arricchite ogni anno con un numero sempre maggiore di contenuti e approfondimenti. Contestualmente diventa fondamentale ridurre i tempi di ricerca dei clienti. Per questo ci siamo orientati verso il mondo dell’intelligenza artificiale con l’obiettivo di consentire agli utilizzatori della banca dati di interagire con il sistema di oltre 1,5 milioni di documenti in modo più facile e diretto tramite un servizio capace di rispondere in tempi rapidissimi a domande, anche complesse».

Ibm Cloud

Con un fatturato annuo di 17,7 miliardi di dollari, Ibm è il leader globale nel cloud per le imprese con una piattaforma progettata per soddisfare le esigenze in continua evoluzione. Secondo l’azienda «Ibm Cloud guarda oltre gli obiettivi di mera produttività e riduzione dei costi, in quanto è ottimizzato rispetto ai dati e alle soluzioni di AI che dai dati estraggono valore. Queste sono infatti le aree che generano differenziazione nell’odierno mondo imprenditoriale. Le offerte di cloud privato, pubblico e ibrido di Ibm soddisfano l’esigenza di aziende su scala globale di supportare l’innovazione in tutti i settori». La società peraltro ha annunciato una espansione della rete di Ibm Cloud con 18 nuove zone di disponibilità in Nord America, Europa e Asia.

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