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Le nuove strategie di Avanade, tra cloud e intelligenza artificiale

di Marco de’ Francesco ♦ Parla Mauro Meanti, ceo della società partecipata da Accenture e Microsoft. Dalla collaborazione tra i tre big soluzioni in grado di accelerare l’adozione dell’ A.I. da parte delle aziende. L’utilizzo sui mercati retail, consumer goods e telecomunicazioni

Unendo le forze Microsoft, Accenture e Avanade stanno creando soluzioni di intelligenza artificiale che hanno un impatto immediato nelle aziende. Coniugare il team di Applied Intelligence di Accenture, la tecnologia intelligente di Microsoft e l’innovazione offerta da Avanade consente di portare soluzioni di intelligenza artificiale ai grandi clienti a livello globale con un approccio verticale che sia scalabile che sicuro. I decisori aziendali non sono interessati  alle API o ai singoli servizi ma sono alla ricerca di soluzioni che semplifichino e ottimizzino i propri processi aziendali. Insieme, i tre player stanno sviluppando soluzioni verticali con particolare focus per esempio sui mercati retail, consumer goods e delle telecomunicazioni con l’obiettivo di supportare le aziende a migliorare l’ingaggio dei clienti e incrementare il loro fatturato.

«Siamo entusiasti di lavorare a stretto contatto con Accenture e Microsoft per ampliare le nostre capacità di supporto, sviluppo e implementazione» dichiara Mauro Meanti, ad Avanade. Insieme Accenture, Microsoft e Avanade stanno quindi sviluppando e implementando competenze a livello globale per lavorare, per esempio, su due scenari di Intelligenza Artificiale quali l’Accenture Intelligent Customer Engagement (ICE) e l’Accenture Intelligent Revenue Growth (IRG).

Steve Palmer, SVP Data Analytics di Avanade

A.I. sul campo: il caso Walmart

Secondo Steve Palmer, SVP Data Analytics di Avanade, grazie a questo scenario applicativo «diverse aziende che offrono servizi di customer care sono state munite di assistenti digitali in grado di automatizzare, anticipare e risolvere domande, problemi ed esigenze dei clienti. Siamo dunque capaci di aumentare le capacità degli operatori del call center, supportandoli, fornendo loro informazioni contestuali per aiutarli a rispondere al meglio alle esigenze del cliente, proprio in quel momento-chiave in cui si incrociano le esigenze di comprare, vendere, offrire supportoe costruire la fidelizzazione». Ciò è stato possibile mettendo insieme il framework con soluzioni di AI di Microsoft.

«L’opportunità di una crescita esponenziale usando l’intelligenza artificiale non è mai stata più forte» – ha commentato in un articolo Steve Palmer. Nel mercato del consumer-goods, l’IRG utilizza l’apprendimento automatico per consentire ai reparti vendite di identificare le opportunità e distribuirle sul mercato fino a dieci volte più velocemente. Meanti l’ha spiegata così: «Si trattava di sviluppare modelli analitici che, basandosi su eventi passati, riescono a prevedere il futuro. Si pensi al caso di Walmart (multinazionale statunitense, proprietaria dell’omonima catena di negozi al dettaglio) che ha realizzato che, quando viene annunciato un uragano, le vendite di certi beni aumentano all’improvviso. Ora, apparentemente non c’è correlazione tra il fenomeno meteo e gli acquisti; ma storicamente sì. Quindi realizzando analisi predittive di questo tipo, si trova il modo di ottimizzare le vendite».

In generale, per Palmer «si tratta di sfruttare l’IA e l’apprendimento automatico per ridurre le scorte, connettere i processi di acquisto, connettere i loro ecosistemi dalla produzione back-end alle esperienze dei consumatori front-end». Ma in cosa costituisce effettivamente la piattaforma IA di Microsoft? La nota giornalista di tecnologia Mary Jo Foley (ZDNet) ha snocciolato le diverse tecnologie: «Include strumenti di intelligenza artificiale, come Visual Studio Code Tools per AI, l’AI Toolkit per Azure IoT Edge e il suo Machine Learning Studio; Strutture AI che includono Azure Cognitive Toolkit e il formato Onnx; e “AI-related infrastructure”, che Microsoft identifica come legata a Azure Cosmos DB, al database SQL di Azure, a Azure Kubernetes Service, al suo Data Lake Store e al servizio IoT Edge».

Microsoft, Accenture e Avanade: soluzioni in grado di accelerare l’adozione dell’AI

Come precisa Meanti (che in passato è stato anche ceo di Microsoft Italia) si tratta di «scenari applicativi di soluzioni legate alla tecnologia di intelligenza artificiale sviluppate insieme ad Accenture e Microsoft ». Fabio Santini,  Direttore della Divisione Partner e Pmi di Microsoft Italia, chiarisce che «c’è un aspetto che assume un particolare rilievo: si parte dal cliente, dalle sue priorità di business in risposta alle esigenze del mercato e quindi per esempio dall’obiettivo di far vendere di più l’azienda cliente, e non dalla tecnologia in sé». In pratica, anzitutto si analizza un particolare comparto industriale, ad esempio il retail, e si esaminano i fattori grazie ai quali quel settore potrebbe aumentare le proprie vendite. «Si tratta di costruire modelli, e quindi algoritmi – ha continuato Santini – in grado di utilizzare informazioni correlate per strutturare soluzioni specifiche. Bisogna identificare le informazioni utili, quelle lavorando sulle quali l’azienda può aumentare le vendite. Una volta messo a sistema tutto questo, però non viene offerta una soluzione chiavi in mano, ma viene fatto insieme al cliente un lavoro sul software, per compiere l’ultimo miglio e customizzare la soluzione sulle esigenze dello specifico contesto aziendale di riferimento ». Secondo Santini, c’è un vantaggio sicuro per le aziende.

«Non si parte da zero: è come avere tra le mani un semilavorato. Questo, per l’azienda, significa un risparmio di tempo e di soldi e può accelerare l’adozione dell’Intelligenza Artificiale». Un partnership tra i tre soggetti che dura da 18 anni e che mette insieme le competenze di mercato di Accenture, quelle tecnologiche cloud-first di Microsoft e quelle di innovazione digitale di Avanade. Secondo Avanade, grazie ad un accordo strategico per l’era digitale, «si realizza l’offerta dei vantaggi del know-how di tre aziende leader: Accenture, con la sua competenza tecnica e conoscenza del mercato, la sua attenzione all’eccellenza delle performance; Microsoft, con le sue tecnologie e soluzioni aziendali cloud-first, mobile-first e anche AI-first; Avanade, con le sue competenze di innovazione, tecniche e commerciali, la sua esperienza su tecnologia Microsoft e l’attenzione rivolta alla realizzazione dei risultati».

Si anticipa – ma la questione sarà trattata in profondità in un prossimo articolo – che Avanade è stata fondata nell’aprile del 2000 dai due giganti del settore (Accenture e Microsoft) e che ha sempre avuto un solo obiettivo: offrire soluzioni e servizi innovativi alle aziende di tutto il mondo utilizzando la piattaforma Microsoft. Avanade ha sede a Seattle, nello stato di Washington, Usa; ed è guidata dal Ceo Adam Warby. Fattura più di due miliardi di dollari, grazie ad un personale pari a 30mila unità. Ha 80 sedi in 24 paesi, e, ha spiegato Meanti, «tre aree di riferimento: Europa, Nord America (Usa e Canada), e l’ultima è quella dei mercati in crescita, e cioè l’Asia e il Brasile». Tra i clienti, il 34% delle aziende della lista Fortune 500; e il 46% di quelle indicate in Global 500. Il riferimento, dunque, è l’azienda da media a molto grande. Ma quanto conta l’Italia per Avanade?

 

Mauro Meanti, a.d. Avanade Italy

Avanade in Italia

«L’azienda ha nel Belpaese – ha continuato Meanti – 800 dipendenti. Se pensate che dei 30mila a livello globale, 20mila lavorano nel contesto del global delivery network (centri di delivery off-shore, per lo più in Asia) e che quindi solo 10mila lavorano nei diversi Country, 800 sono tanti». Ma perché Accenture e Microsoft hanno dato vita ad Avanade? «Posso fornire una prospettiva storica – ha affermato Meanti -: lavoro in Avanade da tre anni, dopo 23 anni di Microsoft, e dopo aver seguito un Isv (independent software vendor) che si occupava di Cloud. Comunque sia, quando Avanade è stata fondata, io ero Country manager di Microsoft Italia. A quel tempo l’azienda di Redmond stava cercando di penetrare nel mercato delle big corporation, che dal nostro punto di vista significava entrare in quello dei server e dei data-base. Avevamo bisogno di un attore importante nella creazione, per le grandi aziende, di soluzioni di back-end, data-center e applicativi complessi. Quell’attore era ed è Accenture».

Sempre secondo Meanti «si tenne una riunione a livello globale, in cui si discusse della possibilità di dar vita alla joint- venture con Accenture, che al tempo era ancora Andersen Consulting. Si intendeva creare rapidamente, all’interno del gruppo Accenture, competenze specifiche sulla piattaforma Microsoft». Secondo Santini «C’era di mezzo anche una questione di credibilità, che Accenture possedeva nel mercato enterprise. Noi, arrivando dal mondo Pc, non eravamo radicati sulle soluzioni enterprise ed era quindi necessario trovare un alleato come Accenture ». Il break-even, secondo Meanti, è arrivato presto. Quanto alla partnership, «siamo parte del gruppo Accenture – ha continuato Meanti –: consolidiamo il nostro bilancio a livello mondiale. Anche la maggioranza dell’azionariato (80%) è di Accenture; il resto è di Microsoft. ».

Ci sono delle soluzioni che isolatamente Microsoft e Accenture non avrebbero potuto realizzare? «In realtà – ha affermato Santini – Microsoft è sempre stato un fornitore di piattaforme, su cui i partner hanno realizzato le soluzioni che servivano ai clienti. È sempre stato così, sin dai tempi di Windows, la prima piattaforma di importanza globale; oggi questo ruolo è rivestito dal Cloud. Insomma, noi non realizziamo soluzioni verticali per i clienti finali; questa attività, quella di chi mette insieme le componenti Microsoft per il cliente finale, è svolta dal partner. Tuttavia, Microsoft, Accenture e Avanade hanno realizzato progetti comuni, vere e proprie soluzioni».

Secondo Meanti «in alcuni casi, in effetti, abbiamo dato vita ad asset comuni; quattro anni fa abbiamo iniziato a sviluppare Remington, ora parte dell’ Accenture Cloud Platform, progetto con il quale Accenture integrava il suo modo di fare delivery del public Cloud basato su Azure». Secondo Meanti, «anche la migrazione di alcune componenti dell’infrastruttura di Rcs (si riferisce ai siti dei giornali principali) al public Cloud è stata grazie alla piattaforma». Ed esistono molti altri casi di successo che hanno beneficiato della collaborazione tra Microsoft, Accenture e Avanade.

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