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direttore Filippo Astone

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Irritec: digitalizzazione manifatturiera

di Marco de’ Francesco ♦ La smart irrigation abilitata dalle soluzioni Microsoft. Superando le difficoltà infrastrutturali legate alla localizzazione, l’azienda siciliana dopo la radicale riconversione produttiva ha imboccato con decisione la strada della digital transformation. Con ottimi frutti

C’è, un po’ a sorpresa, un Quarto Capitalismo siciliano. Un’azienda familiare, di medie dimensioni, si è dimostrata in grado di combinare flessibilità e proiezione globale. Convertendosi dalla produzione di avvolgibili alla progettazione di impianti di irrigazione a goccia, e iniziando il proprio percorso evolutivo in una località del messinese lontana da infrastrutture materiali e immateriali.

La Irritec di Capo d’Orlando ha saputo cogliere la palla al balzo e le occasioni che le si presentavano al seguito di nuove tecnologie. Di qui la trasformazione digitale a 360 gradi, concernente non solo l’ottimizzazione dei processi e il coinvolgimento di tutte di funzioni aziendali ma anche la collaborazione con personale di sedi estere sparse in mezzo mondo. Anche qui, partendo da un contesto in cui un partner fatichi a trovarlo e dove ci si è arrangiati con ponti radio. «Il digitale – ha affermato Giulia Giuffrè, strategic marketing manager di Irritec Group, nonché membro della famiglia proprietaria – ci ha consentito di avere più coscienza delle necessità del cliente e di migliorare il flusso informativo tra rete vendita, marketing e ricerca e sviluppo».

 

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Giulia Giuffrè, strategic marketing manager di Irritec Group alla Microsoft Digital Week

 

L’azienda è stata presentata alla Microsoft Digital Week, la sette giorni (12 – 18 marzo) di Milano dedicata alle soluzioni per il Digital Business (dove hanno fatto capolino esperti di innovazione di fama internazionale) da Marco Auddino, Cto di MHT, azienda del gruppo “Engineering Ingegneria Informatica” leader nell’implementazione della digital transformation basata su soluzioni Microsoft. Ed in effetti, tra quelle adottate da Irritec, la Azure Disaster Recovery (per ridurre il tempo di inattività delle applicazioni durante le interruzioni IT) e Dynamics (per pianificare risorse aziendali e gestire relazioni con i clienti).

La multinazionale che non ti aspetti. Identikit di Irritec

È un’azienda di Capo d’Orlando, una cittadina sul mare, proprio di fronte alle Eolie. Con circa 700 dipendenti e un fatturato consolidato (stimato per il 2017) di circa 160 milioni, è oggi uno dei punti di riferimento  a livello globale della smart irrigation. Le vendite sono davvero globalizzate: la quota più importante in Europa (20,26%); al secondo posto, tra le destinazioni di vendita, l’Italia (20,16%); al terzo, il Messico e l’America centrale (18,13%); poi l’America del Nord (12,07%), l’America meridionale (10,18%), l’Africa (9,06%); la Sicilia (6,96%); l’Asia (2,82%) e l’Oceania (0,35%). Ma che significa smart irrigation?

In sostanza l’irrigazione a goccia, il sistema che garantisce la massima efficienza. Va detto che l’agricoltura è il settore che utilizza il maggior quantitativo d’acqua (fino al 70-80%). La microirrigazione permette la distribuzione dell’acqua e delle soluzioni nutritive in piccole quantità e con maggiore frequenza, mantenendo il livello di umidità ideale della zona radicale e consentendo un’irrigazione precisa per ogni tipo di pianta con ridotto consumo di acqua ed energia. Ecco, la Irritec progetta e produce sistemi per venire incontro a queste esigenze dell’agricoltura.

 

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Irritec: irrigazione ad ala gocciolante pluristagionale normale utilizzata in colture di ortaggi e fiori, in serra ed a pieno campo

 

Si fa l’esempio del pomodoro. Con l’irrigazione a solco, per un ettaro il fabbisogno idrico è pari a 10mila metri cubi; con quella a pioggia, a 7.143 metri cubi; con quella a goccia, infine, a 5.555 metri cubi. In buona sostanza, con la stessa quantità d’acqua, con l’irrigazione a goccia si può irrigare l’80% di superficie in più. «Non solo si risparmia acqua – ha affermato Giulia Giuffrè, – ma anche pesticidi, fertilizzanti e energia. E si aumenta la produttività». Dunque l’azienda produce microirrigatori, mini-irrigatori, nebulizzatori, commander (con possibilità di comando remoto via radio, e con un software di gestione dotato di accesso via internet) filtri, ali gocciolanti e tubi e microtubi. Le materie prime di gran parte dell’attrezzatura sono il polietilene e il polipropilene, che vengono lavorati con stampaggio ad iniezione (un processo in cui il materiale plastico liquido viene iniettato ad alta p ressione in una forma o stampo) o con estrusione (procedimento di deformazione plastica che consente di produrre pezzi a sezione costante).

«Irritec raggiunge oltre 140 Paesi del mondo, attraverso una capillare rete di distribuzione. Accanto alla sede siciliana, l’azienda ha sei stabilimenti esteri: in Spagna, Germania, Algeria, Stati Uniti, Brasile, Messico e Cile». Irritec è parte di Élite, un programma ideato da Borsa Italiana all’interno del gruppo London Stock Exchange e dedicato allo sviluppo organizzativo e manageriale delle migliori aziende italiane. Ma come è nata l’azienda? «Tutto è cominciato nel 1974 con la fondazione da parte di Rosario Giuffrè, insieme al figlio Carmelo e al fratello Cono, e con la produzione di avvolgibili in Pvc – ha chiarito Giulia Giuffrè -. A quei tempi è stata appresa la conoscenza della lavorazione delle materie plastiche: i tubi in polietilene li realizziamo grazie a quel know-how. Quando il mercato degli avvolgibili, legato al settore dell’edilizia, è declinato, è stata colta l’opportunità di iniziare la produzione dei tubi. La nuova tecnologia dell’irrigazione a goccia arrivò da Israele, dove si rendevano verdi i deserti; in Sicilia c’era e c’è il problema delle siccità. Di lì, la conversione dell’azienda».

 

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Lo stabilimento Irritec a Capo d’ Orlando

Gli ostacoli alla trasformazione digitale

«Stiamo affrontando la trasformazione a 360 gradi – ha affermato il Cio di Irritec Giuseppe Pitarresi: in termini di ottimizzazione dei processi, non solo con l’utilizzo dell’Erp, ma anche con l’interconnessione delle macchine; di trasformazione del prodotto; di ingaggio per i clienti e di evoluzione per il personale, con soluzioni digitali dirette ad incrementare la produttività, ma anche con la connessione tra persone che lavorano in parti diverse del mondo». Secondo Pitarresi, si è trattato e si tratta di fronteggiare tante «complessità». Il Cio ha fatto presente che «il progetto di trasformazione era tutt’altro che banale.

 

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Giuseppe Pitarresi, CIO Irritec sul palco della Microsoft Digital Week

 

Il gruppo, anzitutto, ha sedi estere distribuite in più continenti. Si trattava di interconnettere processi e persone. E poi, l’azienda è in piena evoluzione organizzativa, e non è stato facile mettere insieme questo fattore con la digitalizzazione. La Irritec è una azienda media, per dimensioni, in costante crescita in termini di volumi e di risorse umane. Ci sono, cioè, delle complessità intrinseche, anche relative alle tecnologie produttive e di distribuzione. Irritec dispone di una gamma molto ampia di prodotti, e questo è un fattore vincente, sul mercato; ma è anche un elemento che aumenta la complessità. Infine, la trasformazione digitale è iniziata in un momento di grande espansione del mercato». E poi, banalmente, ci sono questioni “territoriali”. Capo d’Orlando non è MilanoVicenza. «Per esempio, non è neppure semplice trovare un partner e la fibra ottica è arrivata solo quest’anno: ci siamo arrangiati con ponti radio».

 

Marco Auddino, Cto di MHT

I quattro fattori abilitanti che hanno permesso la digitalizzazione in Irritec

Sempre secondo Pitarresi, anzitutto Irritec investe ogni anno (e lo ha fatto anche in tempi di crisi) il 3% del suo budget in progetti e iniziative di puro ICT, in un contesto, quello siciliano, dove non è neppure semplice trovare dei partner e dove la fibra ottica è arrivata quest’anno. Poi, l’azienda continua ad investire nel capitale umano per la creazione di un dipartimento ICT strutturato e per favorire la cultura digitale. Irritec si è dotata di infrastrutture software e hardware di base su cui far evolvere la digitalizzazione: Erp evoluto multi company, business intelligence and reporting systems, infrastruttura ibrida Cloud e on-premise, investimenti in banda larga e tanto altro. Infine la vision: il management ha una chiara visione di come gli investimenti in digitale possano portare non solo risparmi e ottimizzazioni, ma anche nuove opportunità di mercato.

 

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Irritec: irrigazione ad ala gocciolante pluristagionale normale utilizzata in colture di ortaggi e fiori, in serra ed a pieno campo

La trasformazione digitale in quattro stream. Il contributo di Microsoft

Quanto ad architettura, la trasformazione digitale ha comportato l’adozione di un’applicazione di Microsoft (Office 365) per la creazione, l’editing professionale e la condivisione di documenti, il cloud ibrido di Microsoft, il sistema MS Azure Disaster Recovery per ridurre il tempo di inattività delle applicazioni durante le interruzioni IT e un programma di ottimizzazione delle infrastrutture di networking. Secondo Microsoft con Azure Disaster Recovery l’utente «può anche eliminare completamente i costi per i data center passando ad Azure e configurando il ripristino di emergenza tra aree di Azure. Puoi eseguire una valutazione preliminare delle risorse di rete, archiviazione e calcolo necessarie per la replica di applicazioni da locale ad Azure e puoi pagare solo per le risorse di calcolo e di archiviazione necessarie per eseguire le app in Azure durante le interruzioni».

Quanto al business processing, è stata adottata una linea di applicazioni software (Dynamics di Microsoft) di pianificazione delle risorse aziendali (ERP). Secondo Microsoft, Dynamics «è molto flessibile e dinamico che consente di riconfigurare in modo veloce i processi aziendali, in base ai cambiamenti degli scenari di business; ed è caratterizzato da un motore di sviluppo che può essere adattato alle esigenze specifiche di diversi settori di mercato») e di gestione delle relazioni con i clienti (CRM); ma anche strumenti di e-commerce. D’altra parte, secondo Auddino, «il percorso da compiere è quello dallo smart manufacturing allo smart planning».

Quanto all’analytics, sono adesso in uso in azienda strumenti strategici di business intelligence, quelli che consentono di trasformare i dati in conoscenza, offrendo al management le chiavi di lettura dell’esistente e proiezioni a supporto di decisioni strategiche. Invece per la produzione, sono operativi un programma di linee digitalizzate, un sistema per la manutenzione computerizzata e un Pdm, e cioè uno strumento informatico capace di raccogliere le informazioni relative ad un prodotto.

 

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Irritec : Ali gocciolanti normali per irrigazione goccia a goccia

I risultati della trasformazione

Quanto ai principali benefici, secondo Pitarresi si possono così elencare: «Anzitutto, il miglioramento dei processi interni, sia in termini di efficienza che di costi della produzione. Di fatto, l’analisi dei dati provenienti dalla produzione ci ha permesso di intervenire e di ottimizzare la produttività. Siamo peraltro in grado di tenere sotto controllo gli scarti, appunto perché possiamo monitorarli. In secondo luogo, segnalerei il supporto che il digitale dà alle decisioni aziendali strategiche. Ancora, tutto ciò è servito ad accelerare il processo di integrazione organizzativa e di rafforzamento di un modello di gruppo. Inoltre, un grande vantaggio è la convergenza del capitale informativo in un unico ecosistema. Abbiamo migliorato e snellito i processi logistici con i principali terzisti. E poi, come non citare le migliori collaborazione e comunicazione, o la capacità di adattarsi ai rapidi cambiamenti, la cosiddetta resilienza. Ma abbiamo notato anche una maggior soddisfazione del cliente, dovuta alla maggiore qualità e ai minori costi di prodotto, ma anche ai tempi di risposta accorciati. In ultimo e in prospettiva, la creazione di nuove opportunità di crescita». Secondo la Giuffrè, infine, «il digitale ci permette di lavorare in smart working: il singolo dipendente può essere a Pechino o negli Usa, ma con il cloud e i sistemi di conference può dialogare in modo efficace con i colleghi che sono in Italia o in altre parti del mondo».

 

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Irritec, lostabiimento di Capo d’Orlando, veduta aerea

                                                             MHT

MHT è l’azienda del gruppo Engineering Ingegneria Informatica, che si occupa dell’implementazione della digital transformation basata su soluzioni Microsoft. Leader in Italia nel software e servizi IT, Engineering annovera oltre 9mila dipendenti, 50 sedi distribuite in Italia, Germania, Spagna, Belgio, Repubblica di Serbia, Sud America (Brasile e Argentina) e Stati Uniti, un portafoglio ricavi consolidato nel 2016 di circa 934,6 milioni di Euro. L’Enterprise eXcellence Center SAP di Engineering rappresenta uno dei più grandi operatori in Italia, coinvolgendo più di 800 consulenti worldwide che presidiano l’intero ciclo di vita delle soluzioni SAP. MHT oggi è in grado di proporre consulenza e supporto al business grazie ad un team di oltre 190 persone, distribuito in 9 sedi. Microsoft Partner – Gold ERP competence, MHT crede nell’innovazione digitale e nelle capacità tecniche e funzionali della suite Microsoft Dynamics.

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