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direttore Filippo Astone

Gel porta l’acqua per l’industria in Medio Oriente

di Laura Magna ♦ Opera nel water treatment questa azienda marchigiana, quotata Aim, che ha l’innovazione nel suo Dna. Con un 4 per cento del fatturato investito in ricerca e sviluppo e una posizione consolidata in Italia, prevede 19,3 milioni di ricavi nel 2021 puntando sui mercati esteri con gli impianti di desalinizzazione per servizi e industrie

Crescere per linee esterne per consolidare soprattutto la presenza sui mercati internazionali, con un incremento del fatturato del 4,5% annuo nel prossimo triennio. Sono questi i principali punti del piano industriale di Gel, società di Castelfidardo che opera nel water treatment e in ogni applicazione immaginabile nella movimentazione dei liquidi all’interno di impianti termo-idraulici domestici e industriali. La società da quando (20 dicembre 2017) si è quotata su Aim, il listino alternativo di Piazza Affari, ha intrapreso la via dell’internazionalizzazione, con l’obiettivo di portare la quota di fatturato prodotta sui mercati esteri dall’attuale 25% al 50%.

« In termini di bilancio la nostra stima è di toccare i 19,3 milioni di ricavi nel 2021 dai 17 attuali e di raggiungere un ebitda di 3,7 milioni, dai 2,8 attuali: con un cagr del 9,7% e il Mol che passerebbe al 19,2% dal 16,5%. Portando infine a breakeven la posizione finanziaria». A dirlo a Industria Italiana è Aroldo Berto, amministratore delegato e rappresentante della seconda generazione di questa azienda familiare marchigiana. Che dopo un 2018 fatto di investimenti in macchine 4.0 e in potenziamento di risorse – come vedremo più avanti – a inizio del 2019, ha compiuto un passo importante per il consolidamento in un mercato “esotico” nel Medio Oriente: aggiudicandosi una commessa del valore complessivo pari a 1,43 milioni di euro per la realizzazione di un impianto di osmosi inversa per la desalinizzazione dell’acqua.

 

La sede di Gel a Castelfidardo

 

Alla conquista del Medio Oriente, con la desalinizzazione

«Il committente è un’importante acciaieria attiva nel Medio Oriente con una capacità produttiva di circa 4 milioni di tonnellate di acciaio all’anno – spiega Berto – L’impianto, che si compone di 9 linee di trattamento dell’acqua per una produzione totale di acqua osmotizzata pari a 720 metri cubi all’ora, è stato interamente progettato da Gel e verrà realizzato entro la fine del 2019. L’acqua desalinizzata generata dall’impianto verrà utilizzata sia come acqua potabile sia per alimentare le torri di raffreddamento dell’acciaieria».

Non solo l’impianto; Gel offrirà al committente anche servizi aggiuntivi, come l’utilizzo di unità di trattamento acque allocate in container e su skid in modo da facilitarne il trasporto, l’installazione e la messa in opera, nonché la realizzazione di un Factory Acceptance Test che verifichi il corretto funzionamento idraulico dell’impianto; infine la presenza di un partner locale che garantirà al cliente il servizio post installazione. Tutti servizi a valore aggiunto che rappresentano un vantaggio competitivo unico.

Nel settore della desalinizzazione, Gel costruisce impianti di taglia diversa dal medio piccolo al più grande, che per osmosi rimuovono i sali «e consentono di ottenere un flusso di acqua potabile e un flusso di acqua estremamente salata da reimmettere per l’uso negli scarichi», spiega Berto che ha già realizzato impiantistiche per alberghi in aree con acquedotti molto distanti o dove il reperimento di acqua potabile è troppo costoso, «per esempio in Algarve, in Sardegna, a Malta. Si tratta di un settore che ha spazi di crescita enormi. In Cina, dove l’acqua potabile è una risorsa sempre più scarsa, se la caveranno solo così, con gli impianti di desalinizzazione; lo stesso anche in California. Il risvolto negativo è che si tratta di impianti energivori».

Italia e Divisione domestica hanno trainato i numeri del 2018

Dunque oggi i 17 milioni di ricavi dipendono per la maggior parte dall’Italia, che ha generato un volume di 13,5 milioni contro i 3,5 dell’estero, di cui il 71% realizzato nei Paesi UE e il 29% nei Paesi Extra Ue. La Divisione Domestica, con applicazioni e prodotti dedicati al trattamento delle acque per uso domestico e alla manutenzione di impianti residenziali, ha registrato ricavi pari a 12,8 milioni; la Divisione Industriale, invece, con applicazioni e strumentazioni destinate ai settori industriale, municipale, alberghiero, medicale e navale, ha registrato ricavi in crescita del 16% e pari a 4,2 milioni.

Come accennato dall’amministratore delegato in apertura, l’Ebitda 2018 ha segnato un rallentamento a 2,8 da 3,8 milioni, dovuto a diversi fattori «quali un diverso mix di vendite per la divisione industriale con prevalenza di vendite di macchinari rispetto alla vendita di servizi a marginalità più elevata, investimenti in capitale umano per il rafforzamento della struttura tecnica e della R&S nonché un incremento dei costi operativi, in particolar modo dei costi per servizi, che includono spese legali relative alla risoluzione definitiva di un contenzioso in essere», dice Berto. Conseguente sono calati Ebit (a 1,5 milioni da 2) e utile netto (mezzo milione da 0,8).

 

Le macchine 4.0

Ma nel 2018 l’azienda ha compiuto diversi passaggi cruciali per la sua evoluzione in chiave 4.0 e anche per questo, per l’aumento di produttività connesso, vede rosa sul futuro. Ha modernizzato la linea stampaggio plastica interna (Divisione Domestica), modificando e predisponendo nuovi stampi ad iniezione al fine di internalizzare le attività nella sede produttiva della Gel. Sono state inoltre ordinate e testate le attrezzature per la realizzazione delle membrane piane, al fine di una completa autonomia nella produzione di questi componenti per la divisione industriale entro la fine dell’esercizio in corso e avviato il software Progetto Acqua per la divisione domestica, per il potenziamento della rete di vendita sul territorio nazionale con oltre 1.000 studi di progettazione contattati e formati al suo utilizzo. Infine è stato siglato un accordo con una società di ingegneria (spin-off di una importante università europea) per la fornitura delle apparecchiature necessarie a permettere agli impianti di Gel di raggiungere il livello di tecnologia di Zero scarti liquidi, sempre la divisione industriale.

Le aree di business: impianto termo-idraulici e trattamento dell’acqua (desalinizzazione) e del percolato

Ne ha fatta di strada questa piccola azienda nata nel 1979 dalla crisi di un’altra società, dove lavorava il papà di Aroldo «che era un rappresentante di olii lubrificanti… doveva trovare un’alternativa e fondò la Gel, chiamandola con il nome di mia madre, Grufi Edelvina Liquidi: comprava le basi dalla Montedison e produceva i primi prodotti chimici, in particolare antigelo con destinazione nell’impiantistica termica. Aveva competenze tecnico-pratiche e molta intuizione», racconta Berto. «Con il passare degli anni vennero integrate nuove attrezzature e ulteriori prodotti chimici mirati a soddisfare ogni esigenza degli impianti termo-idraulici e del trattamento dell’acqua.

Con una gamma completa che comprende filtri, addolcitori e quanto necessario per trattare l’acqua fino alla potabilizzazione e alla desalinizzazione. Lo facciamo sia su impianti di piccola taglia (domestico) sia su impianti di taglia superiore di tipo industriale. Un secondo canale che racchiudiamo all’interno del canale industriale è ancora più tecnologico ed è il trattamento del percolato di discarica, all’interno degli impianti dove viene conferito alla spazzatura. Si forma un liquido marroncino (percolato) molto inquinante. Noi lo trattiamo e lo scarichiamo sul terreno contenendo l’azione inquinante dei materiali apportati in discarica».

Impianti chiavi in mano

Insomma, con la stessa tecnologia e con tagli diversi Gel riesce a servire canali civili e industriali. «Il nostro maggior punto di forza è che produciamo impianti chiavi in mano e personalizzati: studiamo il problema con il cliente, co-disegniamo l’impianto e lo realizziamo in base alle esigenze del committente. Ci occupiamo dell’istallazione e della successiva manutenzione. L’ampiezza della gamma e la completezza del servizio, ci rende assoluti in Italia e probabilmente l’ unica azienda italiana nel suo genere. Per trovare competitor similiari dobbiamo guardare alle branch di gruppi tedeschi o Usa. Il primo è Btw, che fattura complessivamente 550 milioni di euro; tra gli americani il nome più noto è Culligan».

 

Gel, l’interno della sede di Castelfidardo
La rete di vendita e l’ufficio tecnico al centro dell’organizzazione

Le vendite in Italia sono supportate «da una rete di 27 agenti e attraverso 3mila rivenditori di materiale termoidraulico, che va dal negozio di la ferramenta dell’idraulico. All’estero individuiamo in genere un distributore che si occupa di fare quello che facciamo in Italia, ovvero trovare una rete commerciale che serva i clienti», dice Berto che indentifica nel suo ingresso in azienda, nel 1991, un’accelerazione in termini di conoscenze e competenze e a supporto della rete commerciale.

«Nello stabilimento di Castelfidardo abbiamo un forte ufficio tecnico con progettisti tutti laureati e specializzati che danno supporto alla struttura vendita sul prodotto e contemporaneamente hanno in carico lo sviluppo di diverse tipologie di componenti. Non siamo un’azienda chimica anche se la chimica fa parte del nostro dna. Dobbiamo innovare continuamente il prodotto, e dunque anche le attrezzatture richiedono un continuo rinnovo. Investiamo pertanto il 4% del fatturato in ricerca e sviluppo. Abbiamo dei brevetti in buona parte scaduti ma continuamente ne facciamo di nuovi, ne abbiamo 4 o 5 operativi e alcuni in pipeline»

Si tratta di brevetti tecnici, non di semplice comprensione per l’uomo della strada e utili più che altro a semplificare la vita del professionista che si occupa di installare gli impianti termo-idraulici: «Per esempio su materiale plastico stampiamo sia la parte hardware sia la parte delle guarnizioni, il che consente con una sicurezza maggiore di evitare perdite negli impianti industriali che trasportano fluidi. I normali filtri a disco si muovono, stampandoli come facciamo noi sono bloccati nativamente», conclude l’ad.

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