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direttore Filippo Astone

Ferrovie dello Stato, destinazione rinnovamento

L’ad Gianfranco Battisti presenta il nuovo piano industriale delle Fs + Anas: 58 miliardi in cinque anni. Focus sulla mobilità dei pendolari e delle merci con  la creazione di un polo ad hoc, Mercitalia

Un nuovo piano quinquennale di investimenti da 58 miliardi di euro di cui 9 nel 2019: è l’annuncio dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Gianfranco Battisti, che ha svelato la strategia del gruppo. Il nuovo piano industriale, che vedrà la luce prima di Pasqua, prevede 39 miliardi destinati a investimenti nelle reti ferroviarie e in quelle stradali di Anas, anch’essa controllata da Fs. A quest’ultima sono stati destinati 14 miliardi. Uno dei talloni d’Achille del trasporto ferroviario ha sempre riguardato i pendolari: con 6 miliardi destinati a treni regionali nei prossimi 5 anni si dovrebbe avere un po’ di sollievo. In particolare, si punta nel quinquennio 2019-2023 a rinnovare l’80% dell’intera flotta con 600 nuovi convogli regionali. Un occhio anche alla digitalizzazione, cui vengono destinati 4 miliardi di euro per l’implementazione della piattaforma Nugo per l’acquisto di biglietti integrati (aerei, treni e bus).

«Nessuno – ha detto Battisti – investirà così tanto nei prossimi cinque anni in Italia: ci saranno 58 miliardi per la rete e il trasporto ad alta velocità e per i pendolari. Solo quest’anno investiremo 9 miliardi, con un impatto sull’occupazione di 4.000 persone soltanto nel Gruppo, con un’incidenza sul pil tra lo 0,7 e lo 0,9%». Si tratta di un cambio di passo rispetto al passato: nel 2017 sono stati investiti 7,4 miliardi di euro, mentre la media tra il 2019 e il 2023 è di circa 11.

Il nuovo piano industriale si compone di sette pilastri: quello dei pendolari e del trasporto regionale è il primo, che verrà potenziato con nuovi convogli eco-sostenibili dotati di WiFi e a consumi ridotti. Il secondo pilastro riguarda il rilancio del business delle merci, fondato sulla creazione di un Polo ad hoc, il Mercitalia. Terzo caposaldo, la sostenibilità, con l’emissione di “green bond” per 600 milioni di euro. Quarto e quinto pilastro sono rispettivamente investimento in infrastrutture e digitalizzazione. Il sesto è il potenziamento della mobilità legata al turismo e lo sviluppo internazionale attraverso le sei società che compongono il gruppo Fs. Battisti ha poi parlato anche della possibile integrazione dell’azienda da lui guidata con Alitalia. «Per noi – ha detto – è una grande opportunità così come per il Paese che ha bisogno di una compagnia di bandiera che presidi i mercati internazionali soprattutto sul lungo raggio».

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