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direttore Filippo Astone

John Elkann alla inaugurazione dell'impianto Maserati a Grugliasco

Ancora difficoltà per automotive italiana: debole il primo trimestre di Fca

Ricavi in calo del 4% e utili in picchiata a 700 milioni (-30%). Ma Mike Manley tranquillizza gli operatori: «Dividendo da due miliardi grazie alla vendita di Magneti Marelli»

Non dovrebbero essere particolarmente incoraggianti i conti del primo trimestre 2019 del Gruppo Fca, che verranno pubblicati il prossimo tre maggio. Secondo le previsioni di Mediobanca Securities si prospettano ricavi in calo del 4% a 25,9 miliardi di euro, un importo inferiore dell’1% rispetto a quanto stimato dal consenso degli analisti. Mentre l’utile, che dovrebbe attestarsi a 700 milioni di euro, farà registrare un calo del 30%.

«Ci aspettiamo dati deboli di riflesso alla performance negativa delle aree Nafta, Apac ed Emea e della divisione Maserati – scrive Mediobanca in una nota – I margini saranno sotto pressione per via di volumi inferiori e di una riduzione del magazzino nell’area Nafta, elementi solo parzialmente compensati da un tasso di cambio più favorevole. Riteniamo anche che Maserati registrerà margini in calo a causa di un’altra contrazione delle vendite. Solo il mercato dell’America Latina dovrebbe mostrare una dinamica di margini in miglioramento guidata in particolare dal Brasile ».

Maserati, fabbrica di Grugliasco
Maserati, fabbrica di Grugliasco

Per quanto riguarda l’Ebit, è indicato a 1,14 miliardi (-29% anno su anno) rispetto agli 1,19 miliardi indicati dal consenso, e ciò «comporta un margine del 4,4% ben inferiore rispetto al 6% del primo trimestre 2018 e sotto le attese per il 2019 del 5,8% – proseguono gli analisti – Questo calo è dovuto ai volumi più bassi, ai costi in aumento per implementare la tecnologia ibrida, ai margini di Maserati vicini allo zero e al deconsolidamento di Magneti Marelli».

Inoltre, Mediobanca Securities ha dovuto constatare che l’adozione del principio contabile Ifrs16 e un free cash flow negativo nel trimestre dovrebbero portare la posizione di cassa netta a un livello di break-even rispetto al livello di 1,9 miliardi annunciato a fine 2018. «Non crediamo che il Gruppo guidato da Manley rivedrà la sua guidance per il 2019 – spiega la nota – Abbiamo aggiornato le nostre stime per riflettere l’introduzione dell’Ifrs16, il che implica principalmente un aumento di 1,3 miliardi nel debito netto».

Dunque, gli analisti hanno dovute rivedere le precedenti stime, inserendo il principio contabile Ifrs16 che dovrebbe avere un impatto sul debito lordo: «Come riportato nel bilancio di Fca (depositato alla Sec), questo principio dovrebbe portare a un aumento del debito lordo di circa 1,3 miliardi a partire dall’inizio di quest’anno – conclude Mediobanca – Di conseguenza abbiamo ridotto le previsioni di posizione di cassa netta 2019 a 1 miliardo dai precedenti 2,3 miliardi».

Ma nonostante questo inizio 2019 tutto in salita, John Elkann ribadisce il suo impegno in Fca, allontanando così le voci di un possibile matrimonio con altre case automobilistiche: «Con il suo sostegno, la mia famiglia ha accompagnato l’evoluzione di questa società negli ultimi 120 anni – ha affermato il presidente di Fiat Chrysler durante l’assemblea degli azionisti ad Amsterdam – ci siamo stati nei momenti belli e in quelli più difficili. Continueremo a farlo, tanto più oggi che entriamo in una nuova ed entusiasmante fase di sviluppo per l’industria dell’auto. Fca non è mai stata più forte e così in salute come oggi. Il suo bilancio ci consente di fare gli investimenti opportuni e al contempo di remunerare i nostri azionisti con dividendi».

E anche le parole di Mike Manley sono incoraggianti e fanno prospettare previsioni meno cupe rispetto a quelle presunte per il primo trimestre: «Sono fiducioso che riusciremo a raggiungere con successo gli obiettivi dell’anno». Mentre in merito alla vendita di Magneti Marelli « si chiuderà entro questo trimestre – ha sottolineato l’amministratore delegato del Gruppo Fiat Chrysler – Il controvalore dell’operazione è di circa 6 miliardi di euro e permetterà un dividendo straordinario di 2 miliardi».

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