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F-Lab e i suoi progetti di ricerca sulle frontiere della Meccatronica

in Inside/Meccatronica

di Laura Magna ♦ Dal laboratorio dell’open innovation nato in seno alla Fluid-o-Tech (Diego Andreis) partono i progetti per la fluidica intelligente. Mission: accelerare lo sviluppo di tecnologie ad alto potenziale utili  sia all ’azienda madre che,  in futuro, anche a terzi. Scopriamo come lavorano gli architetti dell’ innovazione

«Se avessi chiesto ai miei clienti cosa volessero, mi avrebbero risposto: cavalli più veloci». Henry Ford, che è l’autore di questa frase, nonché il creatore di una delle maggiori e più antiche case automobilistiche al mondo, ha invece dato loro il motore. Un esempio paradigmatico di cosa sia l’innovazione: immaginare oltre l’esistente, individuare un problema e inventare una soluzione, utilizzando in maniera out of the box la tecnologia a disposizione.

F-Lab: un centro di eccellenza per la fluidica intelligente

Più o meno quello che fa F-Lab, il laboratorio di open innovation nato in seno a Fluid-o-Tech, media azienda italiana leader nella progettazione e produzione di pompe volumetriche e sistemi per la pressurizzazione, la dosatura e il trasferimento dei fluidi per il settore foodservice, automotive, medicale, industriale. «F-Lab è controllato al 100% dal gruppo ma opera come una società distinta e autonoma con l’obiettivo di fare innovazione. senza scadenze di breve termine dettate da mercato e cliente, ma con grande attenzione ai macro trends nei mercati presidiati dal gruppo. Si pone di diventare un centro di eccellenza per la fluidica intelligente e le tecnologie ad alto potenziale. Lavoriamo sulle tecnologie di domani per renderle disponibili oggi», afferma così a Industria Italiana Diego Andreis che ne è fondatore, oltre che managing director di Fluid-o-Tech.

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Diego Andreis, fondatore e managing director di Fluid-o-Tech.

Genesi di una creazione

L’idea arriva nel 2013. «Prima avevamo fatto vari tentativi, per diversi anni, di concentrare alcuni degli sforzi della parte di sviluppo per il lungo periodo ma all’atto pratico accadeva che poi tutte le risorse venissero assorbite dalle scadenze di breve. A un certo punto abbiamo deciso di prendere un gruppo di persone, ingegneri e designer, e porle in uno spazio completamente separato. Così abbiamo scelto una ragione sociale nuova, per rimarcare la distinzione delle attività: F-Lab prosegue l’obiettivo strategico di garantire la sostenibilità della crescita del gruppo nel lungo periodo.»

«La mission è di accelerare lo sviluppo di tecnologie e soluzioni di interesse per il gruppo identificando e combinando persone e conoscenze; F-Lab è fondamentalmente un laboratorio di ricerca applicata, ma con una caratteristica distintiva rispetto a tutti gli altri laboratori aziendali: non inventiamo ingredienti, ma ricette, miscelando ingredienti già disponibili. Non a caso ci definiamo architetti dell’innovazione», spiega Andreis.

«Mettiamo insieme aziende che hanno skill e know-how particolari, università e centri di ricerca per dare corpo a nuove idee, portandole poi sul mercato sfruttando la piattaforma commerciale del gruppo. Vogliamo costruire un modello di riferimento per l’impresa del futuro, basata sulla conoscenza, dove persone collaborano senza gerarchie all’interno di un’organizzazione reticolare, sfruttando il potenziale delle reti e delle nuove tecnologie per accelerare i processi di innovazione».

In principio era ( ed è ) Fluid-o-Tech

Prima di approfondire come funziona e quali risultati ha ottenuto finora F-Lab, appare d’obbligo una premessa su Fluid-o-Tech. Le competenze delle lavorazioni meccaniche di alta precisione nascono con Franco Andreis nel secondo dopoguerra a Milano con destinazione principale i settori aeronautico, tessile ed elettronico. Nel 1976 Vittorio Andreis, figlio di Franco, crea la Fluid-o-Tech sviluppando la prima pompa rotativa a palette destinata a sistemi per gasare l’acqua. Oggi Vittorio è ancora presidente del gruppo, che gestisce insieme a Diego e all’altro figlio, Francesco, nel ruolo di vice presidente Sales&Marketing.

Per l’azienda meccatronica milanese il 2016 ha segnato un +16% di crescita del fatturato (+32% nel 2015 rispetto al 2014) e le previsioni per il prossimo triennio sono altrettanto positive. Fluid-o-Tech è in grado di gestire con le proprie risorse e i propri assets tecnologici l’intero processo di sviluppo del prodotto. La sua fabbrica viene presa come riferimento per il modello industriale 4.0, perseguendo una roadmap avviata nel 2014 che conduce alla completa digitalizzazione dei processi produttivi attraverso una serie di fasi propedeutiche.

Fluid-o-Tech è una realtà globale, con 200 collaboratori in Italia, 50 all’estero, una rete di 120 distributori, sedi commerciali in Inghilterra, Giappone, Cina e Usa e con un fatturato di 70 milioni, di cui oltre l’80% realizzato all’estero. Investe il 7% dei ricavi in ricerca e sviluppo e il 17% del personale complessivo è coinvolto in R&S: numeri che testimoniano l’elevata intensità di innovazione  dell’azienda, terreno fertile per la creazione di una start-up come F-Lab, nata per favorire la condivisione di risorse e la promozione della ricerca, in particolare di nuove tecnologie e nuovi materiali per esplorare e sviluppare soluzioni innovative in diversi settori.

Lo spin-off Dolphin Fluidics

«Il modo in cui opera F-Lab è abbastanza semplice: parliamo di un gruppo piccolo di persone, con competenze diverse e complementari, fedeli all’idea che ci debba essere multidisciplinarietà perché il concetto è quello dell’architetto dell’innovazione e non del ricercatore puro. Queste persone vanno innanzitutto a identificare all’esterno questi ingredienti necessari a dare vita a ricette mai provate prima. Lo fanno con il supporto di un Comitato di cui fanno parte le persone chiave del gruppo che definiscono le direttive di ricerca, le tematiche strategiche e verificano in modo sistematico risultati e avanzamento dei progetti. Insomma si tratta di un sistema aperto e polmonare costruito su legami locali e interconnessioni globali, un moltiplicatore di idee e competenze, un accentratore di conoscenze e competenze delocalizzate nella rete.E’ un’organizzazione flessibile e adattiva, con il cliente sempre al centro», spiega Andreis.

Grazie a questa formula, nel 2014, nasce Dolphin Fluidics, spin off di F-Lab che produce e commercializza sistemi fluidici intelligenti basati sull’integrazione di tecnologie non convenzionali  (di cui abbiamo parlato approfonditamente qui),una genesi che avviene proprio nel contesto open e flessibile appena descritto. «Mi innamorai della tecnologia degli attuatori a memoria di forma, che ha consentito di creare valvole intelligenti, ed essenzialmente misi insieme persone in grado di svilupparla. Quando capimmo che c’era la potenzialità di creare una nuova categoria di prodotti, fu la volta dello spin-off, su una società separata per coinvolgere Francesco Butera come amministratore delegato», dice ancora Andreis.

Dolphin Fluidics: Valvola proporzionale

Un generatore di conoscenza che può anche fare da  incubatore

Il managing director di Fuid-o-Tech precisa come non necessariamente questo sarà l’esito delle ricerche avviate in F-Lab. «Il modello di business di F-Lab è quello di produrre conoscenza per poi venderla o licenziarla, innanzitutto verso Fuid-o-Tech che è il primo committente. Ora poi c’è anche Dolphin che beneficia dei nostri servizi. In generale non intendiamo per il momento svilupparci come società di servizi verso terzi, anche se abbiamo già avuto esperienza in questo senso, e non escludiamo che qualche tecnologia possa essere trasferita e valorizzata all’esterno del Gruppo. Si viene a contatto con tante situazioni che viene in mente di far cose che non sono strategiche per la casa madre e quindi lo spin-off diventa una soluzione alternativa. Possiamo insomma essere anche un incubatore.»

« Tirando le fila, l’80% della nostra attività la dedichiamo al nostro core business, ma per il 20% facciamo esplorazione e business diversification con percorsi adiacenti: per esempio ogni anno attiviamo molti percorsi con il Politecnico di Milano, tra cui un laboratorio del corso di Design del Prodotto Industriale, in cui cerchiamo un punto di vista ad ampio spettro. Per i sei mesi di corso seguiamo e guidiamo l’evoluzione dei percorsi proposti dagli studenti e alla fine selezioniamo i progetti ritenuti più interessanti. Successivamente attiviamo internship mirate con l’obiettivo di continuare lo sviluppo all’interno di F-Lab. Il Gruppo Fluid-o-Tech supporterà le innovazioni emerse da questi percorsi anche dal punto di vista produttivo, ma F-Lab non andrà mai in fase di produzione perché si ferma alla fase di valorizzazione e trasferimento e quindi alla generazione di conoscenza».

Le realizzazioni partite da F- Lab

Dalle attività di F-Lab sono già nati molti progetti di successo, e più nel concreto, si possono citare le valvole attuate tramite metalli a memoria di forma sui cui brevetti è nata Dolphin Fluidics. La Valvola Anti-Vuoto, che rivoluziona l’approccio dei sistemi tradizionali utilizzati nelle caldaie per macchine da caffè professionali, destinati ad impedire la formazione di pressioni negative all’interno delle caldaie stesse. Il sistema è semplice, compatto, economico, non necessita di alimentazione elettrica ed ha un alto grado di affidabilità.

Ancora, F-Lab ha sviluppato NiTea, una valvola miscelatrice per macchine da caffè professionali destinata alla preparazione degli infusi. Il sistema eroga acqua calda alla temperatura desiderata e con un alto grado di precisione e stabilità. NiTea è in grado di miscelare l’acqua calda proveniente dalla caldaia e l’acqua fredda proveniente dalla rete idrica in modo passivo, senza necessità di alimentazione elettrica, garantendo un’acqua miscelata sempre alla temperatura ottimale. La possibilità di impostare la temperatura di erogazione rende il sistema capace di soddisfare gli utilizzatori più esigenti senza aumentare la complessità del circuito idraulico tradizionale della macchina.

Infine, in un settore diverso, Oxyglass, che  è un innovativo processo di ossidazione anodica a sola conversione superficiale. Lo strato di micro-ossido, estremamente omogeneo e privo di porosità, non altera le dimensioni della superficie trattata raggiungendo valori elevati di durezza superficiale e resistenza alla corrosione. La compattezza dello strato superficiale è tale da conferire alle parti lavorate e successivamente trattate un aspetto di tipo ceramico/vetroso. Rispetto a Dolphin o a Fluid-o-Tech, quindi, F-Lab si pone su un altro punto della filiera, non sul prodotto, ma sulla tecnologia.

Il futuro: il top della ricerca sulla fluidodinamica

«Siamo in un contesto del tutto diverso», precisa Andreis che spiega sottolineando quello che F-Lab vuole diventare nel prossimo futuro. «Il cuore di tutto quello che facciamo è la fluidica, la gestione del fluido. Ci siamo chiesti cosa vogliamo fare da grandi e la risposta è stata che vogliamo diventare i più bravi di tutti in questa nicchia di mercato. Allora, per centrare l’obiettivo, di recente abbiamo messo alla guida di F-Lab Fabrizio Tessicini, che ha presidiato negli ultimi dieci anni tutta la ricerca fluidodinamica più avanzata, nel team F1 di Toro Rosso e prima ancora in Renault. Più che sulla tecnologia specifica, per cui materiale, attuatore, valvola, abbiamo scelto di andare a monte cercando appunto una persona che fosse ai massimi livelli in questo ambito della scienza e che potesse fornirci una visione di insieme e proiettarci verso il futuro.»

«E questo è un passaggio molto rilevante che ci consentirà di fare un ulteriore salto di qualità, virando verso la simulazione, per riuscire a trarre il massimo valore possibile da quello che facciamo». In questo senso F-lab si è dotata dei più moderni sistemi di simulazione, capaci di analizzare, ottimizzare e visualizzare i fluidi dei prodotti che sta sviluppando. Attraverso la piattaforma digitale di progettazione e simulazione, la fase di R&D dei nuovi prodotti F-lab beneficia di una accelerazione del processo di sviluppo riducendo sensibilmente i costi di prototipazione e incrementandone sensibilmente i risultati.»

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