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direttore Filippo Astone

Competence center Cim 4.0: la rinascita del polo manifatturiero di Torino?

di Piero Macrì ♦︎  Al via la fase esecutiva del progetto. Due le linee pilota: additive manufacturing e digital factory. Concentrazione su aerospace e automotive. Coinvolte Fca, Alenia Space, Thales, Tim, Michelin, Leonardo e Siemens. Inoltre, Politecnico, Regione Piemonte, Comune e Camera di Commercio investiranno 40 milioni di euro per un grande centro di formazione all’interno del competence center stesso, nell’area ex Mirafiori

Si chiama Cim 4.0 ed è il competence center del Piemonte. Il suo progetto è entrato in piena fase esecutiva. Dopo avere ottenuto all’inizio di giugno l’approvazione del finanziamento del Mise da parte della Corte dei Conti, ora partono le procedure per poter accedere all’investimento che ammonta a circa 11 milioni di euro nei tre anni. «È la grande occasione per avviare la rinascita del polo manifatturiero di Torino», commenta il ceo Enrico Pisino. Al progetto si aggiungeranno le risorse provenienti dalle 24 imprese partecipanti, dove i nomi più conosciuti sono quelli di Eni, Fca, Stmicroelectronics, Thales Alenia Space, Tim, Michelin, Iren, Leonardo e Siemens.

Individuata la sede provvisoria, che sarà all’interno delle strutture del Politecnico di Torino (Corso Settembrini 178) e che potrà contare su un’area di 700 metri quadri che verrà attrezzata per approntare entro la fine di quest’anno le prime due linee pilota: la prima dedicata all’additive manufacturing, in particolare alla stampa metallica; la seconda al laboratorio Digital Factory dove ci si focalizzerà su tecnologie emergenti quali realtà aumentata e virtual reality, big data, intelligenza artificiale, machine learning e cybersecurity. Le altre linee che si aggiungeranno nel corso del tempo troveranno casa negli spazi del vicino padiglione che una volta ospitava le fabbriche di Mirafiori. «Abbiamo 90 giorni per presentare il nostro piano al Ministero per lo sviluppo economico e da qui a settembre, quando entreremo negli spazi dopo lavori di adeguamento, daremo avvio ai bandi sia per la ricerca che per la formazione, aperti non solo ai consorziati, ma anche a tutte le imprese di qualunque dimensione su territorio nazionale», spiega Pisino. I budget non andranno oltre i 400mila euro, per un totale in tre anni di circa 8 milioni.

Enrico Pisino, amministratore delegato del Cim 4.0

Cim 4.0, un progetto per una rinascita industriale

Ex aree industriali dismesse diventano il suolo fertile per la creazione di occasioni di riqualificazione mirate allo sviluppo di una nuova fase industriale. È un importante passaggio per l’evoluzione e rinascita della vocazione industriale del territorio, da sempre centro nazionale per l’automotive e l’aerospace. Il centro intende essere un supporto strategico e operativo per le imprese manifatturiere orientate alla digitalizzazione dei processi industriali 4.0. Obiettivo: promuovere le tecnologie che sono destinate a cambiare per sempre il mondo del lavoro agendo come acceleratore tecnologico alle imprese. Dario Gallina, presidente degli industriali torinesi non nasconde la propria soddisfazione. «Tanto più saremo in grado di attuare il trasferimento tecnologico tanto più il nostro territorio ne trarrà vantaggio. Le aziende potranno sperimentare le tecnologie abilitanti 4.0. La sinergia tra aziende e università può essere un motore di innovazione potentissimo. Le attuali 24 aziende partner sono esse stesse centri di competenza. Dobbiamo fare in modo che questa integrazione sia sistemica. La grande rete basata sulla sinergia tra università, fornitori di tecnologie e il dominio di competenze che deriva dalle aziende utenti è la forza dell’ecosistema Cmi 4.0».

Dario Gallina Presidente Unione Industriali Torino

40 milioni di investimenti per la formazione

Cmi 4.0 è parte di un progetto ancora più ampio per la rinascita economica di Torino. Politecnico, Regione Piemonte, Comune e Camera di Commercio hanno deciso di investire più di 40 milioni di euro per un grande centro di formazione all’interno del competence center. Nell’area ex Mirafiori sorgerà un grande learning center dove verranno create le competenze del futuro perché, come dice Gallina, «Già oggi le nostre imprese sono alla disperata ricerca di persone che sappiano far funzionare le macchine con queste nuove tecnologie. La formazione costituirà uno dei fondamenti nel progetto di rilancio complessivo del territorio. Si creerà un’energia incredibile in questo posto, tra studenti e aziende. Abbiamo la possibilità di fare grande la città e il quartiere di Mirafiori, anche in vista dell’arrivo della linea due della metropolitana. Ma è giusto accelerare e fare il più in fretta possibile. E noi vogliamo portare qui anche il nostro Digital Innovation Hub, insieme alla Scuola Camerana che il Politecnico ci permetterà di portare qui. E poi gli Its, con ragazzi da formare tramite la laurea professionalizzante».

 

Manufacturing Technology Center nell’ex area industriale Fiat Mirafiori

Tutte le iniziative si inseriscono nel più ampio progetto di creazione del Manufacturing Technology Center nell’ex area industriale Fiat Mirafiori. Nelle nuove strutture oltre al building 4.0, verranno creati spazi per le imprese. Si parla di 50-60 mila metri dedicati a tutti coloro che vorranno investire e affittare spazi all’interno di un’area dove si realizzerà una piena convergenza tra ricerca e industria. «Oggi si parte veramente con un piano che mette al centro le persone e le competenze per fare del Cim il luogo a cui l’Italia guarda per sviluppare l’innovazione. Il Piemonte merita il riconoscimento a livello internazionale di essere il luogo in cui più che in altri si possono sviluppare le tecnologie per la manifattura». Per il presidente dell’Unione Industriale, «le più belle aziende del territorio sono qui insieme agli atenei per far vedere che forza c’è nel nostro territorio e quello che riusciremo a fare per le grandi sfide. Una luce forte sul nostro territorio che dà fiducia per il nostro futuro».

Centro Mirafiori Fca

Dare futuro alle tecnologie di filiera

Automotive, aerospace, ingegneria dei materiali, laboratori Ict. Lo sforzo sarà incentrato nell’allargare il centro ad altri stakeholder per portare competenze aggiuntive. È un percorso che viene considerato vitale e decisivo per una possibile rinascita della città che appare ormai ipotecato alla capacità di essere centro tecnologico e professionale nevralgico per rispondere alle sfide importantissime che riguardano l’automobile. «Dobbiamo creare le premesse per investimenti nell’auto elettrica, e in generale per tutto ciò che riguarda il tema dell’elettrificazione dell’auto – dice Gallina – In senso più lato significa dare futuro alle tecnologie di filiera che storicamente appartengono al nostro territorio ma che hanno una valenza per rispondere alle istanze di un mercato che ragiona ormai in termini globali. Insieme con tutte le associazioni che rappresentano le aziende possiamo costituire un ecosistema forte e attrattivo. Se tutte queste cose su cui siamo oggi impegnati vedranno una effettiva realizzazione creeremo un luogo dove le imprese potranno investire per cogliere le opportunità di sviluppo che derivano dal 4.0». Online anche il sito del Cim, accompagnato da azioni per comunicare i contenuti dell’industria 4.0 e le partnership all’orizzonte, come quella con A&T che tornerà all’Oval nel prossimo mese di febbraio.

Mettere a sistema le competenze per il territorio

Il super progetto, che nasce da quanto sottoscritto in legge di bilancio 2017 (il famoso “pacchetto Calenda”), pone le premesse per la valorizzazione di una rete ad alta tecnologia le cui priorità sono rivolte ad accelerare il processo di trasformazione digitale delle imprese puntando su più efficienti capacità di trasferimento tecnologico. «Abbiamo lavorato per censire e mettere a sistema le competenze del territorio per esprimere un esempio di fabbrica 4.0 che possa essere esportato su tutto il territorio nazionale», spiega Paolo Fino, presidente del competence center Torino. «Nella nostra Regione sono presenti i quartier generali di aziende multinazionali dell’aerospace e dell’automotive con tutta una serie di co-partner fatto di medie e piccole e aziende. Questo è il nostro punto di forza ed è l’elemento che ci permetterà di mettere a punto linee produttive 4.0 con l’obiettivo di rendere disponibile una piattaforma per processi industriali innovativi dove testare nuovi modi produzione di manifattura additiva e nuove modalità di sviluppo prodotto basato sulla simulazione end-to-end e su nuove frontiere digital twin. Per le grandi aziende il competence center si traduce in un’opportunità per trasferire al mercato un modello di processo avanzato per le diverse filiere industriali».

Paolo Fino, presidente del competence center Torino

 

Cim 4.0: le aziende che aderiscono e investono nel progetto

Il Cim 4.0, che si era classificato al primo posto nella graduatoria del Mise, è centrato sull’Advanced Manifacturing nei settori automotive e aerospazio ed è costituito dal Politecnico  e dall’Università di Torino, unitamente a 24 aziende private: 4D Engineering, Agilent Technologies, aizoOn Consulting , Altran Italia , Cemas Elettra, Consoft Sistemi, Eni, Fca Italy, Fev Italia, Ge Avio, Gm Global Propulsion Systems-Torino, Illogic, Iren, ItaldesignGiugiaro, Leonardo, Merlo, Prima Industria, Reply, Siemens, Skf Industrie, Spa Michelin Italiana, Stmicroelectronics, Thales Alenia Space Italia e Tim.

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