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BTicino (Legrand) scommette sull’Internet delle cose

di Stefano Casini ♦ Nelle innumerevoli e sempre crescenti declinazioni dell’ Iot, c’è anche quella residenziale. Ed è qui che l’azienda di Varese, capofila del Gruppo Legrand in Italia, che ha una partnership con Netatmo, colloca il proprio core business per il futuro. A partire da Living Now

BTicino punta su Iot e smart home. La storica azienda di Varese, controllata dal gruppo francese Legrand, specializzata nelle infrastrutture digitali ed elettriche degli edifici  progetta, sviluppa e produce soluzioni per la distribuzione dell’energia, per la comunicazione, con sistemi di citofonia e videocitofonia, e per il controllo di luce, audio, clima e sicurezza. E ora si apre all’innovazione, appoggiandosi sulle  attività aziendali interne di Ricerca e Sviluppo e contando su di un partner ad hoc altamente specializzato. La strategia da seguire è tracciata da Franco Villani, amministratore delegato dell’azienda « Negli ultimi anni » rimarca Villani «nel nostro settore abbiamo vissuto un momento di appiattimento generale,  puntando più sul volume che sulla qualità, e molti produttori si sono essenzialmente adeguati e hanno e seguito la scia, portando avanti, di fatto, una falsa innovazione. Che ha finito per danneggiare l’intero comparto. Noi, invece, siamo convinti che sull’innovazione non si possa barare o tergiversare. Per farla davvero servono investimenti importanti, molta ricerca applicata, e risultati tali da portare davvero sul mercato qualcosa che prima non c’era».

 

Franco Villani AD_BTICINO
Franco Villani, ad BTicino

B Ticino e Living Now

La svolta Smart di BTicino punta sull’Internet delle Cose, connessioni digitali degli apparecchi all’interno degli edifici, applicazioni avveniristiche: tutto è concentrato nel suo nuovo Living Now, una piastra di comando, quella che comunemente chiamavamo interruttore. Ma il dispositivo realizzato da BTicino, e che l’azienda sta lanciando sul mercato italiano in queste settimane, è qualcosa di assolutamente diverso rispetto al passato. Permette di gestire le principali funzioni dell’impianto elettrico dell’edificio, luci, tapparelle, energia. Anche a distanza e da remoto, con smartphone e app, oppure, novità assoluta per questo settore, attraverso i comandi vocali, e assistenti Hi-Tech, come quelli di Google Home, Siri e Alexa.

L’intero sistema Living Now si basa su di un gateway, situato  all’interno di una placchetta, che comunica con la rete Wi-fi domestica, mentre gli interruttori dialogano fra loro servendosi della tecnologia ZigBee, che assicura un consumo di energia molto ridotto rispetto al comune Wi-fi.  Il nuovo dispositivo per smart building è stato realizzato in partnership con Netatmo, altra società partecipata dal gruppo Legrand. Il Gruppo Legrand è entrato nel capitale di Netatmo nel 2015, in linea con una strategia, che punta, anche attraverso operazioni di questo tipo, a un ruolo di leadership nei mercati delle applicazioni Internet of Things per il residenziale e il terziario. E il ruolo di questo specialista è stato quello, appunto, di collaborazione con i centri di ricerca Hi-Tech di BTicino, per lo sviluppo delle funzionalità e applicazioni digitali connesse. Ma, come evidenzia la pratica aziendale, non si può fare innovazione vera rinunciando a investimenti adeguati e ricerca Hi-tech. «Senza entrare nei dettagli delle cifre in questione, posso dire che per il 2018 BTicino ha previsto investimenti complessivi in crescita del 7% rispetto al 2017» fa notare l’amministratore delegato, «e oltre il 60% di questi investimenti sono destinati ai nuovi prodotti, e in particolare alla nuova linea Living Now».

E in tema di ricerca e sviluppo: «Ci sono volute 100mila ore di progettazione e ricerca, e poi 15mila ore di prototipazione e messa a punto, per arrivare a questo risultato. Abbiamo fatto test in 8 città diverse sui consumatori e su chi deve installare i nuovi prodotti» spiegano in azienda, «e il commento che ci hanno fatto è che la differenza tra questa e la serie precedente è la stessa che passa tra uno smartphone e un cellulare di vecchia generazione».

 

Produzione LN Varese3
Una fase della produzione di Living Now nello stabilimento di Varese

B Ticino: struttura e rete aziendale

Il sistema industriale e produttivo di BTicino dispone di 10 siti in Italia, tra stabilimenti e centri di ricerca e sviluppo, per un totale di circa 2.800 dipendenti. Di questi, 1.440 sono dirigenti e impiegati, e 1.360 sono operai. I laureati in totale sono 478, l’area di ricerca e sviluppo è composta da 470 addetti, mentre la struttura commerciale da 300. Il tutto, con un’anzianità aziendale media piuttosto alta: 19 anni. La sede principale di Varese, dove sono impegnati 455 ingegneri e tecnici in attività di Ricerca e sviluppo, è il centro di competenza del gruppo Legrand per l’automazione dell’edificio, la videocitofonia e la distribuzione di energia. La rete produttiva e organizzativa dell’azienda si estende poi in diverse località e zone della Penisola. Il sito aziendale di Tradate, sempre in provincia di Varese, è specializzato in interruttori di potenza, quello di Erba (Como) in ricerca tecnologica e videocitofonia.

A Corsico, vicino Milano, l’impianto è focalizzato su strumenti di misura e sistemi integrati per la smart building, quello di Alessandria è specializzato in canali metallici, quello di Bergamo in interruttori di potenza. C’è poi la struttura di Longare, vicino Vicenza, che si occupa di vendita, servizi e assistenza Ups, quella di Reggio Emilia di Ups e sistemi inverter, a Teramo sono specializzati in trasformatori isolati in resina, e a Torre del Greco, in provincia di Napoli, in interruttori automatici e modulari. Il magazzino centrale e polo logistico di tutto il sistema si trova invece a Ospedaletto Lodigiano, vicino a Lodi, mentre all’estero BTicino conta anche 60 sedi commerciali distribuite in tutto il mondo. Una per ciascuno dei 60 Paesi verso i quali esporta prodotti e soluzioni.

 

Produzione LN Varese1
Una fase della produzione di Living Now nello stabilimento BTicino di Varese

Living Now : innovazione di processo e di prodotto

Per la realizzazione dell’ultimo prodotto di punta, non sono mancati interventi innovativi ai sistemi e alle strutture produttive. A Varese sono state realizzate tre nuove linee di assemblaggio e modificate altre cinque già esistenti, in modo da rendere tutti gli impianti produttivi e di controllo qualità coinvolti nella produzione della nuova linea, intelligenti e interconnessi a sistemi di gestione elaborazione dati. La fabbrica di Erba, invece, aveva già tre linee di produzione evolute di circuiti stampati.

Le schede di prodotto vengono realizzate in modo completamente automatico, e durante il processo di assemblaggio, tutti i pezzi realizzati vengono controllati direttamente dalla macchina. Si utilizzano robot per i movimenti particolarmente complessi, le marcature e le simbologie vengono verificate con sistemi di visione artificiale. I semilavorati viaggiano poi su carrelli che le macchine sono in grado di riconoscere. Un contesto che proietta Varese ed Erba nella dimensione “Industry 4.0”, dove comunque l’intervento umano di supervisione e controllo resta insostituibile.

 

Design Planarità Living Now Nero Led
Living Now

 

Per raggiungere i risultati desiderati, sono stati realizzati ben 180 nuovi stampi, per dare forma al prodotto, e sono stati messi a punto 125 test di collaudo. In particolare, per i prodotti connessi, l’azienda ha dovuto realizzare i test in gabbie di Faraday isolate dal punto di vista elettromagnetico. Alla fine di questo lungo processo di ricerca e sviluppo, BTicino ha anche creato un patrimonio importante di brevetti esclusivi, fra cui il “Floating frame”, che permette alla placca di comando interattiva di adattarsi a qualsiasi muro, o il comando “Full touch”, che consente di schiacciare il tasto in qualsiasi punto e di riallinearlo subito con tutti gli altri una volta rilasciato.

Per fare tutta questa innovazione di prodotto, risulta poi fondamentale una formazione e un aggiornamento del personale adeguati. «BTicino da sempre si impegna fortemente nelle attività di formazione di tutta la filiera, che comprende installatori, progettisti e distributori. E questo lancio non fa eccezione» spiega Villani, «anzi, in questo caso abbiamo rafforzato il nostro impegno in considerazione della novità assoluta che rappresenta. Nel corso dell’anno, la nostra struttura di formazione incontrerà migliaia di installatori con corsi dedicati, per spiegare nel dettaglio il prodotto ma anche come affrontare il mondo degli impianti dell’Internet of Things, che nei prossimi anni rappresenterà una larga parte dei progetti di edilizia residenziale e terziaria. A questo, abbiamo affiancato un’attività di formazione online che si svolge su una piattaforma dedicata e aperta ai nostri clienti».

 

Ambientate Living Now Interno Smart
Living Now nella casa smart

Per gli italiani ora l’home deve essere smart

L’Italia è il primo Paese di lancio per la nuova serie Living Now, non solo perché è un mercato evoluto sia dal punto di vista della tecnologia che del design, dunque pronto per una gamma “nativa digitale” come questa, ma anche perché qui BTicino ha le proprie radici e la propria impronta industriale. E se il buongiorno si vede dal mattino, si annunciano giorni importanti, dato che solo per il primo stock di ordini per Living Now l’azienda ha consegnato in poche settimane un volume di 6 milioni di pezzi.

«Il rapporto stretto con gli elettricisti e installatori è da sempre uno dei nostri punti di forza» sottolineano i vertici aziendali, «non abbiamo negozi diretti, ma ci appoggiamo a distributori terzi e a professionisti che sanno come meglio gestire le reti e le esigenze dei clienti finali». Dall’anno prossimo inizierà poi la distribuzione e vendita del prodotto anche a livello internazionale. Puntando in particolare sull’Europa e l’America Latina, dove BTicino ha già un forte posizionamento, ma anche su altri mercati, a eccezione di Stati Uniti e Cina, dove si utilizzano standard elettrici differenti.

Del resto, secondo una ricerca commissionata da BTicino e condotta da Ipsos e dall’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano su un campione di 2mila persone, rappresentativo della popolazione italiana, la smart home è un tema di interesse prioritario. Non solo il 76% degli intervistati ha ben presente cosa sia una casa smart, ma uno su quattro è pronto a comprare un dispositivo connesso entro il prossimo anno. «Una grande opportunità per gli operatori del settore» fanno notare gli analisti di mercato dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico milanese, «ma nel coglierla devono tenere in considerazione le elevate aspettative dei consumatori in termini di comfort, tecnologia e anche estetica».

 «Noi ci siamo assunti la responsabilità e il rischio di aprire la strada dell’IoT residenziale, tre anni fa, con il lancio del Programma Eliot» sottolinea l’amministratore delegato, «un piano strategico per accelerare lo sviluppo della nostra offerta di dispositivi connessi e IoT, che punta a sviluppare soluzioni interconnesse e interoperabili in numerose famiglie di prodotti. Da allora abbiamo messo sul mercato diversi prodotti connessi: ad esempio  Classe 300 X, il videocitofono, a Smarther, il termostato, sempre con risultati al di sopra delle aspettative. Living Now rappresenta la massima espressione di questa visione di innovazione ‘rivoluzionaria’ e utile, che mette al centro il cliente. E che, per soddisfare i suoi desideri di comfort, sicurezza e benessere, trasforma gli spazi in cui vive, gli strumenti che utilizza, e che utilizzerà sempre di più».

Le acquisizioni recenti

Dal 2007 ad oggi il gruppo è cresciuto anche per acquisizioni, che hanno fatto di Bticino  un produttore di infrastrutture elettriche a tutto tondo, dagli strumenti di misura elettrici, il cui know how è stato acquistato insieme alla Ime di Corsico, ai gruppi statici di continuità. L’ultima acquisizione risale a due anni fa, vale a dire la Primatec di Vicenza, un’ azienda che offre il servizio di gestione dei gruppi statici di continuità. Una strategia che nel 2017 ha portato a un fatturato di 796 milioni di euro, di cui il 66% del totale dal mercato interno e il 34% dall’Export. A livello mondiale, la ripartizione delle vendite di BTicino vede al primo posto l’Italia, con il 53% del totale, seguita da America Centrale e Latina (con il 24%), mercato europeo (16%), Africa e Medio Oriente (4%), e Asia (3%). Con questi numeri, BTicino contribuisce per circa il 9% al giro d’affari complessivo del gruppo Legrand, specialista globale delle infrastrutture elettriche e digitali dell’edificio, che nel 2017 ha fatturato oltre 5,5 miliardi di euro.

Le grandi realizzazioni

Solo per fare qualche esempio, tra i tanti progetti di infrastrutture elettriche e digitali dell’edificio realizzati in questi ultimi tempi, c’è quello della Diamond Tower a Milano, sede del Gruppo bancario BNP Paribas: fornire energia alla Diamond Tower ha significato installare chilometri di condotti di ultima generazione e un’impiantistica in grado di distribuire l’energia e segnali digitali a 2mila lavoratori e a tutti i servizi dell’edificio. Il Technogym Village di Cesena, invece, sede dell’omonimo Gruppo specializzato in attrezzature per il wellness, è stato progettato dall’architetto Antonio Citterio secondo i criteri della salute e del benessere sul posto di lavoro. È il primo esempio al mondo di Wellness Campus, che raccoglie lo stabilimento produttivo Technogym, un centro di ricerca, uffici direzionali e amministrativi, Wellness center, laboratori, per uno sviluppo totale di circa 54mila metri quadri di superficie. Anche qui, l’impianto di distribuzione dell’energia è stato realizzato con prodotti e soluzioni BTicino. «Tranne i cavi, produciamo tutto ciò che serve per realizzare l’impianto elettrico di un intero edificio» sottolineano in azienda, «e recentemente abbiamo creato un Team specializzato nelle reti di interi edifici, per conto di architetti e costruttori di tutto il mondo».

 

BTicino Erba
BTicino, lo stabilimento di Erba (CO)

 

BTicino, una storia

Nata nel 1936 come un’azienda familiare gestita dai tre fratelli Bassani con il nome di Ticino Interruttori Elettrici, dopo la Seconda guerra mondiale è diventata Bassani Ticino, e quindi BTicino, per arrivare al boom degli anni Ottanta, che l’ha portata a vincere 3 Compassi d’oro, il premio più prestigioso del design italiano. Ma se fino agli anni Duemila l’azienda era focalizzata sui componenti elettrici per uso domestico, si è poi progressivamente trasformata in un gruppo a tutto tondo delle infrastrutture elettriche, che può fornire la rete e l’ossatura di interi edifici, anche per situazioni molto complesse come i datacenter, di cui l’ ultimo che è stato realizzato è quello di Sky.

 

BTicino_Living 1985_Compasso d'Oro 1989
L’interruttore BTicino Living, premiato con il Compasso d’ Oro nel 1989

 

Ormai quasi trent’anni fa, dal 1989, la famiglia Bassani ha ceduto il controllo al gruppo francese Legrand, che ne ha fatto l’unico altro marchio globale del suo portafoglio di aziende controllate. Nell’industria dei componenti elettrici c’è chi definisce BTicino “la Gucci di Varese”, perché è un brand ad alto valore aggiunto, e anche Legrand ha grande rispetto delle competenze e delle capacità dei 10 stabilimenti italiani dell’azienda. «Siamo esportatori netti di prodotti, innovazione e idee verso la capogruppo» rimarca l’amministratore delegato di BTicino: «mentre molti dei nostri manager e specialisti vanno a lavorare in Francia per occuparsi oltre che di BTticino anche di Legrand, non succede mai il processo inverso».

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