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direttore Filippo Astone

Strategie efficaci per fare business e guadagnare con la Blockchain? Ecco i numeri e le opportunità!

Decollano nel mondo i progetti per l’utilizzo della “catena di blocchi”, ma in Italia siamo solo agli albori e c’è ancora poca chiarezza sulle opportunità di business. Una ricerca dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger della School of Management del Politecnico di Milano

Mentre la febbre da Bitcoin inizia a scendere e si accende il dibattito su opportunità e rischi delle criptovalute, partono le prime sperimentazioni per sfruttare la Blockchain negli ambiti più diversi. Oggi tutti gli attori di business – dalle banche alle assicurazioni, dalle aziende manifatturiere ai media – si stanno interessando alla tecnologia e sono 331 i progetti (partiti o solo annunciati) censiti a livello internazionale da gennaio 2016 a oggi, di cui 172 sono in fase di test o operativi. Nonostante il freno costituto dalla mancata individuazione di modelli di business chiari e dall’assenza di uno standard definito a livello globale, questa tecnologia è in piena espansione: le sperimentazioni avviate o in fase di “Proof of concept” nel 2017 sono cresciute del 73% rispetto all’anno precedente, mentre gli annunci, che però spesso non portano a risultati concreti, sono stati addirittura il 273% in più.

La grande maggioranza dei progetti, pari al 59% di quelli censiti ad oggi, è stata sviluppata nel settore finanziario, ma dal 2017 si nota un progressivo ampliamento degli ambiti applicativi che interessano anche l’attività di governo (il 9%), della logistica (7,2%), delle utility (3,9%), dell’agrifood (3%), delle assicurazioni (2,7%), fino all’healthcare (2,4%), al trasporto aereo (2,4%), ai media (1,8%) e alle telecomunicazioni (1,2%). La blockchain oggi è principalmente utilizzata per processi nei sistemi di pagamento (94 progetti), per il tracciamento e supply chain (67), per la gestione dati e documenti (64) e per il mercato dei capitali (51).

Anche i governi e le banche centrali, dopo l’iniziale diffidenza legata alla capacità di disintermediazione delle criptovalute, hanno iniziato a studiare il fenomeno per rendere più efficienti monete e sistemi di pagamento: 29 banche centrali di tutto il mondo si sono già attivate sul tema blockchain e oggi si contano 9 progetti retail, 19 orientati ai pagamenti interbancari e 8 progetti di ricerca su possibili applicazioni blockchain. I dati sono contenuti nella prima ricerca dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger della School of Management del Politecnico di Milano.

 

Valeria Portale, Direttore dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger

«La rivoluzione digitale della Blockchain è solo agli inizi – afferma Valeria Portale, Direttore dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger –. Le potenzialità sono enormi, in gran parte ancora da esplorare e non solo in ambito finanziario. In Italia il tema è ancora poco conosciuto e si evidenziano al momento poche sperimentazioni, ma è cruciale mettere a fuoco le opportunità per il business per cogliere i benefici di una tecnologia che potrebbe essere in grado di portare al cosiddetto ‘Internet of Value, una nuova generazione di Internet in cui ci si possa scambiare valore allo stesso modo con cui ci si scambiano le informazioni».

«Il mercato italiano, nonostante la presenza di una solida comunità di sviluppatori, non ha ancora saputo cogliere la sfida di innovazione connessa alla blockchain – commenta  sempre Valeria Portale -. Da una parte c’è una difficoltà ad affrontare una tecnologia molto complessa, dall’altra una carenza culturale delle imprese che tendono a non investire in una tecnologia in una fase preliminare e ancora immatura. La blockchain potrebbe avere un impatto notevole per il made in Italy in termini di tracciabilità e di anticontraffazione: è necessario non rimanere fermi per evitare un gap di competenze difficile da colmare».

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