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direttore Filippo Astone

BiMu: arriva lo show delle macchine utensili e dell’automazione

di Stefano Casini ♦ La tradizionale mostra milanese delle attrezzature meccaniche – dal 9 al 13 ottobre – quest’ anno allargata anche a robot e 4.0. Ospite d’onore Alfa Romeo. Presenti tra gli altri Bosch Rexroth, Cisco, Fanuc, Hyunday, Mitsubishi, Abb, Siemens, Rittal. Per il settore quest’anno  prevista produzione in crescita del 9.3%, a oltre 6,6 miliardi di euro

Vola il mercato italiano delle macchine utensili, robot, automazione, digital manufacturing e tecnologie industriali. Un mondo Hi-Tech con un fatturato complessivo di oltre 9 miliardi di euro. Vola in Italia, grazie agli incentivi fiscali dei piani Industria 4.0 e Impresa 4.0, di cui ora gli operatori del settore attendono con ansia il rinnovo oltre il 2018 dal nuovo governo. Nel primo semestre dell’anno, le consegne sono cresciute del 14% rispetto al periodo gennaio-giugno 2017. +45,6% le consegne interne e +7% le consegne estere. Lo scenario lievita bene anche sui mercati internazionali, con forti incrementi: sempre nel primo semestre 2018, le vendite sono cresciute in India (+94%, in buon recupero da un 2017 negativo), Austria (+48%), Turchia (+43%), Polonia (+42%). Ma anche in Gran Bretagna (+23%), Spagna (+19%), Germania (+12%) e Cina (+8%). Segno in flessione, invece, in Francia (-1,7%) e Stati Uniti (-8,5%), ma in America gli operatori si attendono un recupero complessivo entro la fine dell’anno. Ma prima di entrare nel merito delle cifre e delle valutazioni dei responsabili di Ucimu- Sistemi per produrre, passsiamo in rassegna alle realizzazioni che hanno consentito  a questo importante settore dell’ industria nazionale di conseguire risultati così rilevanti. Le migliori macchine utensili del Made in Italy saranno in scena a Milano, ospitate da  uno dei più importanti palcoscenici per il settore.

 

L’edizione 2017 di Bi-Mu / Sfortec Industry

Al via Bi-Mu / Sfortec Industry

Dai dati deriva un buon viatico per l’  appuntamento, dal 9 al 13 ottobre, con la 31esima edizione di Bi-Mu / Sfortec Industry, la fiera biennale specializzata del Made in Italy, organizzata e promossa da Ucimu – Sistemi per produrre, Efim (Ente fiere italiane macchine), Ice-Agenzia e Ministero dello Sviluppo Economico. Le aziende espositrici saranno 1.056 (di cui il 34% alla prima partecipazione), il 40% di queste sono straniere e provengono da 27 Paesi diversi: si va dalle Pmi fino ai big come Bosch Rexroth, Cisco, Fanuc, Hyunday, Mitsubishi, Abb,Siemens,Rittal. Saranno ospitate in 4 padiglioni a Fieramilano Rho, alle porte del capoluogo lombardo. Ci saranno per questa edizione nuove aree di innovazione dedicate a IoT (FabbricaFutura), robot (Robot Planet), consulenza (Box Consulting), e Startup (Bi-Mu Startupper).

Le nuove aree espositive di 31.Bi-Mu

Insieme a Bi-Mu si svolge Sfortec Industry, il salone della subfornitura tecnica e dei servizi per l’industria. Ma accanto all’esposizione tradizionale, 31.Bi-Mu presenta numerose nuove aree di innovazione, dedicando particolare attenzione alle tecnologie e alle trasformazioni che stanno contribuendo all’integrazione e digitalizzazione della fabbrica.

FabbricaFutura è l’area dedicata a ospitare sviluppatori di software e di tecnologie per la connettività, per la gestione e la sicurezza dei dati, in modo che ogni momento produttivo acquisisca un’identità digitale.

Robot Planet, patrocinata da Siri (associazione italiana di robotica e automazione), è l’area di innovazione incentrata su robot, industriali e collaborativi, integratori e sistemi di automazione.

Box Consulting è lo spazio dedicato ai servizi legati a conoscenza, competenza, certificazione. Oltre alla consulenza di Management, Box Consulting è pensato per favorire la creazione di un linguaggio comune tra costruttori di macchinari e sviluppatori di tecnologie per la connettività, e per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di Industria 4.0.

Bi-Mu Startupper è la nuova area dedicata alle neo imprese e ai giovani innovatori impegnati nello sviluppo di prodotti e progetti legati al mondo dei sistemi di produzione. Quest’area espositiva permette a Bi-Mu di trasformarsi in un campo di confronto tra consolidati modelli industriali e nuove visioni di Business.

A queste inedite aree espositive si aggiungono quelle tradizionali: l’area Potenza Fluida, che mette in mostra il meglio dei sistemi e componenti per la trasmissione di potenza meccanica e fluidodinamica. Focus Meccatronica, organizzato in collaborazione con Aidam, l’associazione del settore, e dedicato alle soluzioni intelligenti e di ottimizzazione di macchine e processi industriali. E poi, il Mondo della finitura delle superfici, dedicato all’offerta di macchine e sistemi per la finitura e il trattamento delle superfici: lavaggio, verniciatura, galvanica, processi chimici e elettrochimici, metallizzazione, trattamenti nanotecnologici. Ce n’è per tutti i gusti, e per tutte le tecnologie.

 

L’edizione 2017 di Bi-Mu / Sfortec Industry
Cosa ci sarà

I macchinari esposti sono circa 4mila, per un valore totale di 500 milioni di euro. Macchine utensili, robot, automazione, digital manufacturing, tecnologie industriali, additive manufacturing. Ma anche meccatronica, componenti, attrezzature e accessori, IoT, Big data, Analytics, Cybersecurity. E poi cloud computing, realtà aumentata, System integrator, sistemi di visione, software: sono solo alcune delle tecnologie in mostra a 31.Bi-Mu. E’ previsto l’arrivo di oltre 250 Buyers esteri da 22 Paesi: dal Canada a Brasile e Cina, dalla Russia a Israele e Stati Uniti.

 

L’edizione 2017 di Bi-Mu / Sfortec Industry
Le altre  novità dell’edizione 2018

Tra le principali novità dell’edizione 31.Bi-Mu, c’è Bi-MuPiù, il cartellone con oltre 60 incontri tematici, a cura degli organizzatori ma soprattutto degli espositori. Per la prima volta nella sua lunga tradizione di manifestazione fieristica B2b, Bi-Mu abbina alla dimensione espositiva anche quella di approfondimento culturale del settore, sviluppato non soltanto attraverso il classico cartellone di convegni, ma anche attraverso un programma di eventi collaterali. Allestito all’interno di uno dei padiglioni di Fieramilano Rho, Bi-MuPiù è lo spazio arena, realizzato con il supporto di Regione Lombardia, a disposizione delle aziende che possono presentare in questo spazio le proprie novità. Organizzati in differenti aree tematiche (tra macchine utensili, FabbricaFutura, Consulting, robotica, meccatronica, Additive manufacturing, Startup), gli incontri accompagnano tutta la durata della manifestazione.

 

MCarboniero pres UCIMU primo piano
Massimo Carboniero, presidente di Ucimu – Sistemi per produrre

Tra buoni auspici e incognite da risolvere in fretta

Una fiera specializzata che si apre con buoni auspici, visto lo scenario di mercato, e «una grande incognita ancora da definire: il proseguimento di super-ammortamento e iper-ammortamento fiscale del piano Impresa 4.0, per continuare a favorire gli investimenti e l’innovazione tecnologica delle aziende di ogni settore» sottolinea Massimo Carboniero, presidente di Ucimu – Sistemi per produrre. Che rileva: «i risultati del settore testimoniano la buona salute della domanda interna. Ma è importante che gli incentivi a investire e innovare, con nuovi macchinari e tecnologie, siano confermati anche per il futuro, perché i dati ci dicono che sono ancora molte le aziende che devono avviare gli investimenti necessari per l’aggiornamento degli impianti. Solo il 46% delle imprese italiane ha finora usufruito dei piani nazionali Industria 4.0 e Impresa 4.0. E mancano all’appello soprattutto le medie e piccole imprese, che hanno tempi più lunghi di avvio di nuovi investimenti».

 

 

Una parte dei buoni risultati è frutto degli ordini raccolti nell’ultima fase del 2017. Ma la conferma della tendenza positiva è data dall’indice degli ordini del secondo trimestre 2018, un periodo in cui l’indice delle consegne di macchine da parte dei costruttori italiani ha registrato un incremento del 16,5% rispetto allo stesso periodo del 2017. Con la forte crescita registrata sul mercato interno, dove le vendite sono cresciute del 45,5%. Bene anche le consegne oltre confine, salite del 9%. «Non vedremo più gli incrementi registrati lo scorso anno ma la crescita, rapportata a periodi già decisamente positivi, dà la dimensione della vivacità del mercato interno» fa notare il presidente di Ucimu, «e testimonia la necessità di continuare con l’aggiornamento degli stabilimenti produttivi anche in chiave digitale».

Un buon momento: parlano i numeri

A conferma della positività del momento è poi il dato relativo all’utilizzo della capacità produttiva che, sempre nel secondo trimestre del 2018, si è attestato all’84%, quasi due punti in più rispetto al trimestre precedente. Solo nel quarto trimestre del 2017 l’indice era risultato più alto. Siamo perciò in un momento di “grande lavoro” all’interno delle fabbriche del settore. Anche il carnet ordini dà indicazioni decisamente positive: nel secondo trimestre i mesi di produzione assicurata sono 7, valore record pari a quello del quarto trimestre del 2017.

 

Il quadro dello scorso anno e le prospettive per quello in corso

Un anno di grande slancio e grande sviluppo, quello appena passato. Nel 2017, la produzione mondiale di macchine utensili è cresciuta del 6,4%, a oltre 75 miliardi di euro. In questo contesto, l’Italia si è distinta per l’ottima performance, mettendo a segno un incremento superiore alla media. In particolare, il Belpaese ha rafforzato il quarto posto assoluto tra i produttori mondiali, dopo Cina, Germania e Giappone, e si è confermato al terzo posto tra gli esportatori, alle spalle di Germania e Giappone.

Nel 2017 la produzione italiana di macchine utensili, robot e automazione ha superato i 6 miliardi di euro, registrando un aumento del 9,6% rispetto al 2016. Il consumo è cresciuto del 15,7%, a 4,4 miliardi di euro, per effetto dell’ottimo andamento delle consegne sul mercato interno, cresciute del 17,4% a 2,7 miliardi. Dopo un 2016 negativo, lo scorso anno le vendite all’estero sono cresciute del 4% a 3,3 miliardi di euro. Le importazioni sono invece aumentate del 13%, attestandosi a 1,7 miliardi; la quota di mercato coperta da macchinari stranieri è risultata pari al 39,5%. Il saldo della bilancia commerciale è diminuito del 4,3%, attestandosi a 1,6 miliardi di euro.

 

Le tendenze delle esportazioni italiane di macchine industriali e robot negli ultimi 10 anni

Un’analisi condotta sulla distribuzione geografica delle esportazioni italiane nell’ultimo decennio evidenzia come, a fronte del continuo mutamento dello scenario mondiale, il Made in Italy abbia saputo rispondere alle esigenze dei clienti penetrando di volta in volta nelle aree più attive dello scacchiere internazionale. L’Unione Europea resta la prima area di destinazione delle vendite italiane, ma la quota di Export si è ridotta, passando dal 49% del 2008, al 46% del 2017. Perde peso anche l’Europa al di fuori della Ue, dal 12% al 9%. Negli ultimi dieci anni, c’è stata una forte ripresa della quota dell’America settentrionale, che dal 9,5% del 2008 ha acquisito nel 2017 il 15,4% del totale esportato dai costruttori, un risultato reso possibile anche dalla crescita dell’attività manifatturiera nei Paesi dell’area. È aumentata, ma in modo meno marcato, la quota di Export destinata all’Asia, passata dal 20% del 2008 al 23%; in calo, invece, la quota assorbita dall’America del Sud, passata dal 5% del 2008 al 2,3% del 2017. Stabile il peso dell’Africa, al 3,4% del totale.

 

Nel 2017 l’Export nell’Unione Europea è aumentato del 2,4%, a 1,4 miliardi di euro. Come nel 2016, primo mercato comunitario, e mondiale, è stata la Germania (343 milioni, -9%), seguita da Francia (213 milioni, -5%), Polonia (162 milioni, +18%), Spagna (134 milioni, +15%) e Regno Unito (77 milioni6%), che ha registrano un nuovo calo dopo la pessima performance dell’anno precedente.

 

 

Ma l’analisi dell’Export «deve tenere conto della situazione creata dalla moneta unica: le vendite ai Paesi dell’area euro sono un dato statistico intermedio tra esportazioni vere e proprie, e consegne sul mercato domestico» rileva Alfredo Mariotti, direttore generale di Ucimu: «in questo senso, la produzione italiana 2017 ha trovato come sbocco per il 42% le consegne interne, per il 18% le vendite verso i Paesi euro, e per il 40% le esportazioni al di fuori dell’area euro».

 

Mariotti
Alfredo Mariotti, Direttore Generale UCIMU

 

L’Export in Asia, secondo mercato di sbocco del Made in Italy, è aumentato del 6,7%, a 721 milioni. Le vendite in America Settentrionale sono diminuite del 3%, a 487 milioni. In calo anche le vendite in America del Sud, che ha ridotto gli acquisti dall’Italia del 5%, per un valore di 73 milioni di euro. Il Medio Oriente ha incrementato gli acquisti di macchine utensili italiane del 6,3%, a 112 milioni totali. Mentre l’Export diretto in Africa è aumentato del 7%, a 109 milioni. Fin qui i numeri di un bilancio 2017 in media più che soddisfacente.

 

E per il 2018? Nell’anno in corso, secondo le stime del Centro studi di Ucimu, la produzione italiana crescerà del 9,3%, a oltre 6,6 miliardi di euro. L’Export salirà del 4,6%, a 3,5 miliardi. Il consumo in Italia crescerà del 13,6%, a oltre 5 miliardi di euro, raggiungendo così un valore quasi doppio a quello di 4 anni fa.

2019 l’anno della formazione

Poi c’è il giro di boa del nuovo anno, con prospettive ancora da tracciare. «Per il 2019, e ancora più in là nel tempo, oltre al rinnovo degli incentivi fiscali» sottolinea Carboniero, «chiediamo al governo, e alle istituzioni competenti, provvedimenti adeguati a sostenere la necessaria attività di formazione legata all’introduzione e diffusione delle nuove tecnologie nelle fabbriche italiane. La competitività della nostra manifattura non dipende solo dalle macchine, ma anche e soprattutto dagli uomini che dovranno utilizzarle, programmarle e farle funzionare. Per questo chiediamo che il provvedimento dedicato alla formazione, così come definito nel programma Impresa 4.0, sia perfezionato.»

«A nostro avviso, il credito di imposta al 40%, attualmente applicato al solo costo del lavoro del personale coinvolto nella formazione, dovrebbe essere esteso anche al costo dei corsi e dei formatori impiegati, che è poi la spesa più gravosa per le piccole e medie imprese», rimarca il presidente di Ucimu. Che invece in tema di Ambiente e Sostenibilità tiene a sottolineare: «i costruttori di macchine utensili, dalle quali dipende, in larga misura, il modo di progettare e realizzare l’intera gamma dei manufatti, sono tenuti a rendere disponibili sistemi di produzione eco-compatibili, che permettano agli utilizzatori di sfruttare razionalmente le risorse, minimizzando l’uso di energia, materie prime e mezzi». Per questo, le imprese concessionarie del marchio Ucimu hanno assunto, da tempo, l’impegno a realizzare macchine utensili capaci di garantire la sostenibilità ambientale del ciclo produttivo di cui sono protagoniste. In modo da legare a doppio filo innovazione, tecnologia e Sostenibilità. Il circolo virtuoso che può sviluppare la competitività delle aziende e dell’Industria italiana nel mondo.

Fca – Alfa Romeo in fiera

 

Alfa Romeo Stelvio (photo by Alexander Migl)

 

Tra tutti i settori di sbocco dell’industria costruttrice di macchine utensili, robot e automazione, l’automotive è quello che più di ogni altro acquisisce sistemi e tecnologie. I sistemi di produzione sono indispensabili per la realizzazione di buona parte degli elementi che costituiscono un veicolo, dalla carrozzeria al motore, dalle parti meccaniche agli accessori. Per sottolineare questo stretto legame tra auto e macchine utensili, la fiera 31.Bi-Mu / Sfortec Industry ospita l’evento speciale con protagonista Fca – Alfa Romeo, che sarà presente con uno Stand, dove il pubblico potrà ammirare due modelli Alfa Romeo: Stelvio, il primo Suv nella storia del brand, e la berlina sportiva Giulia, capostipite della nuova generazione del marchio. Ci sarà poi l’area Test drive, per provare le vetture di punta del Gruppo Fca. «Compresa la divisione dedicata al mondo Business, caratterizzata da un’ampia gamma di veicoli: dalla vettura sportiva al fuoristrada, dal veicolo da lavoro all’auto di rappresentanza» anticipa Davide D’Amico, Press office manager di Fca. Che rimarca: «da provare anche la nuova Fiat 500X, che è stata rinnovata nel design, con nuovi fari Full Led. E che adotta la nuova generazione di motori FireFly turbo, che consentono una riduzione di consumi del 20% rispetto ai precedenti motori benzina».

 

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