direttore Filippo Astone

Bayer

Aerogravity/1: l’innovazione che volteggia nell’aria

di Filippo Astone e Marco Scotti ♦ La start-up di Sandro Andreotti, grazie a tecnologie Abb, consente di muoversi nell’aria come se si fossero buttati da un aereo come paracadute. Mira a replicare il modello in altre città e a qualificare alle olimpiadi lo sport che ha inventato

«Abbiamo realizzato un sogno, quello di creare la più grande galleria del vento al mondo per permettere a tutti di provare l’esperienza del volo. Non solo, grazie ad Aerogravity oggi tutte le forze speciali dell’Esercito Italiano possono utilizzare le nostre strutture per allenarsi, dall’aeronautica alla marina, passando per carabinieri e polizia. Una tecnologia avanzatissima, realizzata grazie ai motori di Abb. E la multinazionale svizzero-svedese ci permette di dormire sonni tranquilli». Sandro Andreotti è l’amministratore delegato di Aerogravity, il simulatore di volo realizzato a Pero che funziona per 15 ore al giorno senza festività o momenti di pausa e che sta facendo registrare una media di 300 visitatori al giorno.

Che cos’è Aerogravity

Aerogravity Srl è una società unica che, dopo il grande successo dell’esperienza milanese ha intenzione di aprire nuovi punti d’interesse. Uno è già in fase di progettazione, gli altri saranno realizzati, magari facendo diventare questa iniziativa una sorta di franchising. «L’indole che ci muove – spiega a Industria Italiana Sandro Andreotti – è prima di tutto sportiva: il nostro obiettivo è riuscire a portare le persone a conoscere un’esperienza come quella di Aerogravity: non è un’occasione fine a se stessa per provare l’ebbrezza del salto nel vuoto, ma una vera e propria disciplina sportiva con tanto di gare riconosciute a livello mondiale dalla Federazione Aeronautica Internazionale. Non solo: nel 2024 queste discipline di volo indoor verranno presentate come possibili discipline olimpiche. Si tratta di un’esperienza sportiva a tutto tondo e, per di più, trasversale: inizialmente le persone imparano i rudimenti di base del volo, ovvero a controllare il proprio corpo che viene immerso in un fluido come l’aria spinta ad alta velocità. Uno step successivo è rappresentato dalla capacità di muoversi in avanti, indietro, in alto o in basso e uscire autonomamente dalla galleria del vento. A mano a mano che si prende dimestichezza con Aerogravity si compiono percorsi in cui si impara a misurarsi con gli altri. Tipicamente, si tratta di performance numeriche o legate al tempo, in cui bisogna eseguire una serie di figure o di sequenze in una finestra di tempo determinato».

 

L’esperienza di Aerogravity

Come mettere in pratica l’idea di Aerogravity

Andreotti, un ex alpino-paracadutista militare, per oltre vent’anni ha svolto la carriera di istruttore esaminatore e pilota di aeroplani. Per perfezionare la tecnica e per insegnare agli studenti, venivano impiegate strutture simili ad Aerogravity. «Ma la nostra – precisa il fondatore dell’azienda – è la più grande del mondo. Fino al 2004 ce n’era una aperta al pubblico a Orlando, in Florida, dove ci sono i parchi di divertimento, che di giorno fungeva da giostra, mentre di notte veniva impiegata per fare allenamenti. Ma non aveva niente a che vedere con questa struttura, era un qualcosa di rudimentale, oltretutto molto più piccola della nostra. Ma la tecnologia era buona, tanto che veniva impiegata da tutte le forze speciali per gli allenamenti. E oggi questa tradizione si mantiene, visto che Aerogravity ospita aeronautica, marina, esercito, carabinieri e polizia. L’intento non è tanto sperimentare il lancio con il paracadute, ma piuttosto allenare le tecniche e implementare la capacità dei soldati nell’impiego tattico di certe attrezzature. Per questo magari i voli di esercitazione vengono svolti con degli zaini indosso, in modo da simulare situazioni reali. In questo modo, oltretutto, creiamo un grande risparmio per l’Erario, visto che non si deve più ricorrere ai voli di prova reali, effettuati con i lanci dall’aereo. Per finanziare questa mia avventura ho trovato una società che ha creduto nel progetto. Preferisco non fare nomi, ma si tratta di un soggetto che non ha nulla a che vedere con il comparto aeronautico».

La tecnologia e il ruolo di Abb

Una struttura di questo tipo necessita di un partner tecnologico particolarmente avanzato. Per questo si è deciso di affidarsi, per la fornitura di motori, ad Abb, la multinazionale leader nel comparto. «Tutto – continua Andreotti – si basa sui principi dell’aerodinamica. Ci sono delle turbine che vengono mosse dai motori Abb alimentati elettricamente e controllati da un sistema di controllo dei motori anch’esso fornito dall’azienda. Questi motori muovono delle turbine, che a loro volta generano un flusso d’aria a ricircolo. È proprio questa particolare modalità che crea la spinta necessaria a compiere il volo. Si tratta del cosiddetto Principio di Venturi, per cui la mole d’aria che viene mossa in questi condotti dei motori a un certo punto trova una sorta di “strozzatura” e, per poter passare, aumenta spinta e velocità.»

«Abb ci permette di dormire sonni tranquilli perché con l’esperienza che ha sul campo nell’utilizzo dei motori ci garantisce il corretto funzionamento dell’intera infrastruttura. Questi motori sono particolarmente sollecitati perché cambiano di velocità da un momento all’altro: se entra un bambino di 25 kg la velocità di volo sarà di 100 km/h, se entra un uomo di 90 Kg servirà un flusso d’aria da 220 km/h per garantirgli il sostegno. Questa variazione di velocità viene fatta ogni volta che entra un cliente. Un repentino cambiamento che determina una sollecitazione frequente e uno stress maggiore di tutte le parti in gioco. Le parti più delicate sono quelle relative all’azionamento dei motori stessi. Ma un qualsiasi problema può compromettere il nostro lavoro, e quindi il nostro fatturato, perché tenere chiuso anche solo un giorno significa rinunciare a circa 300 ingressi».

«Per venire incontro alle esigenze di Aerogravity,- ci spiega Andrea Falcone, Service Manager di Abb Italia,- la società che ha realizzato l’impianto ha dovuto utilizzare delle apparecchiature altamente performanti e affidabili .I 6 Inverter ABB tipo ACS800 con una potenza di 450kW e una tensione di lavoro a 690V ciascuno, consentono di creare una portata d’aria regolabile e ottimale nel tunnel allo scopo di garantire una fantastica esperienza di volo.  I Drives ABB, insieme ad un servizio di manutenzione, pronto intervento e supporto remoto della casa madre , garantiscono la piena affidabilità e una efficienza al top.»

 

Pronti per il volo?

La Manutenzione

Proprio per garantire una affidabilità delle apparecchiature e dei tempi rapidissimi di soluzione a qualsiasi problema , Aerogravity e Abb hanno deciso di sottoscrivere uno speciale Service Agreement che include uno Stock di componentistica di ricambio direttamente locati presso l’impianto Aerogravity. Per assicurare questo livello di efficienza al cliente, – aggiunge Falcone- abbiamo offerto un Servizio di Assistenza completo comprendente un’attività di manutenzione altamente specializzata e misurata sul Life Cycle del prodotto, una veloce assistenza telefonica, un pronto intervento in tempi brevissimi presso il sito, uno stock di parti di ricambio studiato in relazione alla tipologia di prodotto installato e un sistema di Remote Condition Monitoring delle apparecchiature in funzione. Inoltre le manutenzioni vengono preformate periodicamente seguendo il Maintenance Schedule del prodotto e sostituendo i componenti che potrebbero compromettere l’affidabilità del Drive.»

L’adattamento di questo servizio di Assistenza alle necessità di Aerogravity è stato realizzato grazie alla grande esperienza che Abb ha accumulato in oltre 40 anni di attività nel Service sugli Inverter. «Il sistema di monitoraggio offertoci da Abb – aggiunge Andreotti – ci consente di avere degli alert in anticipo rispetto a una potenziale situazione di stress che potrebbe determinare dei fermi macchina. In questo modo riusciamo ad anticipare la manutenzione e a sostituire particolari componenti nel caso in cui ci sia uno stress elevato, anticipando problematiche ed evitando il fermo macchina. Abb è leader mondiale nella produzione di motori ed è un partner solido su cui contare. Abbiamo deciso di affidarci alla multinazionale svizzero svedese perché vengo da un passato nel campo dell’automazione e della meccanica e conoscevo già il brand per qualità di servizio ma soprattutto per la grande affidabilità dei prodotti».

 

La sede di aerogravity si trova a Rho Pero, nei pressi della Fiera di MIlano

Il problema del calore e il controllo da remoto

Il tema più complicato da controllare era quello di capire in tempo reale quale fosse lo stato dell’infrastruttura sottoposta a continue sollecitazioni. Per questo, Abb ha fornito ad Aerogravity un sistema di remote condition monitoring, ovvero un’interfaccia che consenta di controllare il livello di “affaticamento” del drive. Con il sistema della manutenzione predittiva, quindi, consente di raccogliere dati e, tramite algoritmi, vengono suggerite delle azioni all’utente, facendo risparmiare al cliente tempo e sostituzione di parti. Allo stesso tempo, si può capire quanto lungo sia il ciclo di vita del componente stesso, in modo da evitare sostituzioni anticipate.

«Un’analisi più approfondita sul prodotto stesso – dice Falcone – consente di esaminare diversi fattori che si interconnettono per il corretto funzionamento di Aerogravity. Il Sistema ABB Ability Remote Condition Monitoring impiegato in Aerogravity è facilmente accessibile tramite il portale web MyABB e offre un Overall generale delle apparecchiature sotto monitoraggio e in maniera intuitiva una panoramica sul loro livello di stress a cui sono sottoposti all’interno dell’impianto. Il sistema è costituito da un Hardware che raccoglie tutti i dati provenienti dagli Inverter e con la funzione di Gateway , attraverso la rete li invia al Cloud ABB. Vengono poi elaborati i dati ricevuti e generate le informazioni che diventano disponibili agli utenti per una analisi più dettagliata e completa.»

« Analizzando gli Inverter di Aerogravity , abbiamo notato che il loro carico varia in modo repentino in quanto legati a delle esperienze di volo di circa 2 – 3 minuti per volta. Su questi Inverter, a distanza di quasi una settimana dalla installazione del sistema Remote Condition Monitoring , in maniera predittiva ci siamo resi subito conto che alcuni di essi stavano aumentando il loro livello di Stress a causa di una variazione di temperatura nella Cabina elettrica. Grazie a questo monitoraggio, abbiamo potuto verificare le cause della anomalia e modificare la gestione della temperatura ambiente, riportando la massima affidabilità e il minor stress delle apparecchiature.

La struttura attuale e il futuro

Attualmente lavorano per Aerogravity 27 persone, mentre il gruppo iniziale era composto da 15. Ci sono istruttori di volo, che ciclicamente preparano gli utenti all’esperienza che stanno per vivere facendo briefing, spiegando come vestirsi in maniera corretta. C’è un istruttore che, a rotazione, si occupa del controllo e della gestione dell’impianto aumentando o diminuendo la velocità dell’aria, curando la temperatura. Poi ci sono altre funzioni, come quelle di manutenzione, di marketing e di accoglienza dei clienti. «Per il futuro – conclude Andreotti – abbiamo intenzione di attuare un secondo progetto a Roma, in un’unità che è una replica della struttura che c’è oggi a Milano. La location, almeno per ora, è top secret».

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