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A Sap Now va in scena l’azienda “intelligente”

di Marco de’ Francesco ♦ A mutate esigenze dell’ecosistema manifatturiero – raccolta e analisi di dati provenienti da macchine interconnesse – corrisponde per la multinazionale tedesca una fase due dell’azione nei confronti delle Pmi. Attraverso le tecnologie emergenti come intelligenza artificiale e machine learning, si tratta ora di imparare a valorizzare i dati in vista di nuovi modelli di business. A questo è dedicato l’appuntamento che si svolgerà a Milano il 18 ottobre

È la “fase due”. Non solo un cambiamento di nome, da “Sap Forum” a “Sap Now”: il principale momento di incontro e confronto dell’ecosistema della multinazionale tedesca del software gestionale – che quest’anno peraltro celebra i trent’anni dall’avvio delle sue attività nel nostro Paese (Sap Italia è ora guidata da Luisa Arienti) – rappresenta un “salto in avanti” nell’offerta e nei contenuti.  Mettendo le cose in ordine, anzitutto l’evento del 18 ottobre a Fiera Milano City è dedicato prevalentemente alle Pmi. Con due obiettivi: illustrare agli oltre 3mila partecipanti come trasformare in valore la messe di dati e informazioni generate dalla prima fase della trasformazione digitale, quella caratterizzata dall’acquisto di macchine interconnesse;  e mostrare quali vantaggi un’azienda possa conseguire inserendo nei processi tecnologie intelligenti come l’AI, il Deep Learning, il Machine Learning e l’analisi predittiva.  Secondo Sap, l’impresa che ne dispone è una “Impresa Intelligente”, perché l’abilità di alcune tecnologie di svolgere funzioni e ragionamenti tipici della mente umana, liberando risorse da attività ripetitive, rende l’azienda più flessibile e adattabile ai mutamenti del mondo esterno e dell’ecosistema in cui è inserita. In una parola, appunto, più “intelligente”. Ne abbiamo parlato con Adriano Ceccherini di Sap Italia.

 

Luisa Arienti
Luisa Arienti, Ceo Sap Italia

Le nuove esigenze dell’ecosistema: “monetizzare” la messe di dati derivanti dalla prima fase della trasformazione digitale, quella caratterizzata dall’acquisto di macchine interconnesse

Cambiate le necessità dell’ecosistema, doveva mutare anche la manifestazione che lo riguarda. La pensa così Ceccherini, Adriano Ceccherini, Direttore Mercato Pmi di SAP Italia: «Anzitutto, va sottolineato che Sap  Now è prevalentemente dedicata alle Pmi, ed è strutturata in modo da accompagnare queste aziende verso la crescita dimensionale, che possono ottenere se riescono a penetrare nelle nicchie di mercato, e se riescono ad essere più flessibili nel dar vita a nuove reti di fornitori e clienti inserendosi in filiere globalizzate. Occorre appunto capire come si realizza la crescita». Qual è il punto? «Sono passati alcuni anni – afferma Ceccherini – dall’esordio del digitale: una parte delle aziende ha già intrapreso la strada della digital trasformation, acquisendo macchine interconnesse. Di conseguenza è stata generata una grande quantità di dati – che derivano, per esempio, dai sensori inseriti nei macchinari e da altre fonti. E ora siamo in grado di raccoglierli, analizzarli e trasformarli in valore di business, gli strumenti per far ciò sono disponibili e accessibili, anche economicamente. Insomma, si tratta di assicurarsi la prima messe di frutti della digitalizzazione, quella avvenuta negli anni scorsi. È il momento di “monetizzare”».

Secondo alcune analisi, le Pmi non sono in prima linea in questa operazione, ma il nostro interlocutore non concorda. «Non è vero – replica Ceccherini –: molti piccoli imprenditori hanno trovato nella digitalizzazione un terreno fertile, nel senso che per la prima volta si rendono conto che il progresso tecnologico non è fine a se stesso, ma che anzi impatta sui bilanci, sui fondamentali dell’azienda». Per Ceccherini «ciò è riscontrabile dal nostro osservatorio: quasi ogni giorno un’azienda ridisegna con la nostra assistenza il proprio sistema informatico. Ne abbiamo contate 170 negli ultimi sei mesi. Per lo più, si tratta di Pmi». Il fatto, secondo Ceccherini, «è che ora si comincia a comprendere che il 4.0 è un’opportunità di business.  Anni fa le aziende innovavano la tecnologia dell’informazione a causa di aggiornamenti normativi, o perché erano costrette a farlo da ragioni esterne: per esempio, il sistema era progettato per la lira, e quando si è passati all’euro si è dovuto rivederlo. Oggi si innova in vista di un vantaggio competitivo:  l’iniziativa è sempre meno dell’IT ed è sempre più dell’imprenditore, che agisce in vista di un guadagno o di un risparmio significativo. Si guarda al fatturato, e alla possibilità di essere più flessibili nella ricerca di nicchie di mercato in giro per il mondo. Se invece del compressore vendo anche l’aria compressa, ho bisogno di strutturare il nuovo servizio, anche dal punto di vista digitale. Il business conta ancor più dell’efficienza, in un contesto dove la servitizzazione dei prodotti ha un ruolo sempre più rilevante».

 

Adriano Ceccherini, Direttore Mercato Pmi di SAP Italia

La risposta di Sap riguarda anche le tecnologie emergenti e intelligenti

Dal momento che si tratta di analizzare i dati e trarne valore in termini di business, entrano in campo tecnologie come come l’AI, il Machine Learning, il Deep Learning e l’analisi predittiva. «Anzitutto Sap  propone sistemi integrati – afferma Ceccherini – che riguardano tutti i processi di business rilevanti di un’azienda (vendite, acquisti, gestione magazzino, contabilità ecc.) –, e con soluzioni modulabili, nel senso che un’impresa può decidere di avvalersi solo di una o più soluzioni, salvo implementarne altre in un secondo momento. I nostri sistemi di ERP, monitorando tutte le aree dell’azienda, consentono agli utilizzatori di operare in un contesto uniforme, indipendentemente dal contesto applicativo. C’è un’area core, che riguarda l’azienda in sé: amministrazione, finanza, processi aziendali; c’è un’area che riguarda i fornitori e un’altra che riguarda i clienti. E poi si inseriscono in questi processi quelle attività intelligenti – come l’AI, l’analisi predittiva, il Machine Learning e il Deep Learning – che ora sono ora accessibili anche alle Pmi».

L’intelligenza artificiale è costituita da algoritmi, sempre più complessi e strutturati per consentire alle macchine di realizzare meglio delle persone attività tipicamente umane. Il machine learning è un metodo di analisi dati che automatizza la definizione di modelli analitici. L’idea è che i sistemi possano imparare dai dati, e assumere decisioni con un intervento umano ridotto. In genere si utilizzano metodi statistici per migliorare progressivamente la performance di un algoritmo nell’identificare pattern nei dati. Il Deep Learning  è invece quel campo di ricerca dell’apprendimento automatico e dell’intelligenza artificiale che si basa su diversi livelli di rappresentazione, corrispondenti a gerarchie di caratteristiche di fattori o concetti, dove i concetti di alto livello sono definiti sulla base di quelli di basso. In pratica, ciascun livello utilizza l’output del livello precedente come input. L’Analisi predittiva è infine un termine che comprende una varietà di tecniche statistiche della modellazione predittiva, apprendimento automatico, e data mining che analizza fatti storici e attuali per fare predizioni sul futuro o su eventi sconosciuti.

Ma che cosa se ne fanno le Pmi di queste tecnologie? «Per esempio – afferma Ceccherini –  un problema delle aziende è sempre quello di collegare fatture e pagamenti; l’intelligenza artificiale può accoppiare i documenti con una precisione che supera il 90%. E si può ottenere una mappatura automatica dei flussi di cassa. Il resto viene svolto da dipendenti, ma intanto il più è fatto. Altrimenti, si pensi ad una azienda che stia selezionando del personale. In genere, arrivano centinaia di curricula. Si può addestrare l’AI a individuare le posizioni più promettenti in base alle esigenze dell’azienda. Si eliminano, cioè, attività ripetitive o poco rilevanti per il business».

L’Impresa Intelligente, secondo Sap

La definizione di impresa intelligente è, secondo Sap, consequenziale al rilievo che la multinazionale tedesca conferisce all’utilizzo delle tecnologie emergenti da parte delle aziende. «È un’impresa – afferma Ceccherini – che comprende l’utilità di applicare a dati e processi tecnologie come l’AI, il Deep Learning, il Machine Learning, e l’analisi predittiva. È dunque un’azienda in grado di gestire, per la prima volta, la “materia prima”, le informazioni derivanti dal processo, e di trasformarle in valore. Diventa un’impresa più agile, più adattabile ai mutamenti del mondo esterno e del proprio ecosistema.  E fa ciò a costi ridotti. Ormai queste tecnologie fanno parte dell’agenda di molti imprenditori. In particolare, l’analisi predittiva è collegata alla manutenzione predittiva, che può generare un risparmio considerevole per l’impresa. È questa per ora la tecnologia avanzata di maggiore successo. Ma con l’analisi predittiva si possono analizzare altre cose, come ad esempio il comportamento del cliente».

Quanto alle tecnologie intelligenti, va ricordato che la multinazionale dispone di un proprio sistema, Sap Leonardo, che permette alle aziende di utilizzarle per qualsiasi processo di business: riunisce servizi di design, una piattaforma cloud,  applicazioni, conoscenza dei processi aziendali e le tecnologie più innovative. In particolare, sono disponibili soluzioni relative a: machine learning; blockchain (servizi inseriti all’interno delle applicazioni di business); data intelligence (sempre in contesto di business); big data  (gestione di elevati volumi di dati); IoT, con connessione tra cose, persone e processi; analytics (insight che rendono possibili progetti di trasformazione); design thinking (metodologie di coinvolgimento usate per scoprire nuove opportunità di business in ambito digital transformation); e Sap Cloud Platform,  la base di Sap Leonardo.

Come è strutturato Sap Now

Quanto al percorso,  lo spazio espositivo ospitato a  FieraMilanoCity è così strutturato: «Un rettifilo – afferma Ceccherini – con quattro aree tematiche. Il primo è relativo  ad applicativi per la produzione, per la gestione dei clienti e delle risorse umane; il secondo è legato al tema dell’implementazione di questi aspetti in azienda, ed è pertanto afferente ai servizi in Cloud: si tratta di gestire le applicazioni in modo flessibile e efficiente, visto che le piattaforme tecnologiche cloud consentono di abilitare la trasformazione digitale di un’organizzazione a tutti i livelli, riducendo drasticamente tempi e costi dell’acquisizione delle tecnologie abilitanti e di implementazione; il terzo rappresenta un approfondimento pratico sulle tecnologie più innovative, come l’AI, il Machine Learning, il Deep Learning e l’analisi predittiva – che hanno infinite applicazioni; il quarto mostra come tutto ciò che si illustra nei primi tre quartieri può essere declinato per le start-up».

Queste sono secondo l’azienda «le quattro aree che rappresentano i percorsi di crescita dell’Impresa Intelligente. I visitatori potranno esplorare un distretto dedicato agli applicativi di business che permettono di gestire le attività aziendali in tutte le sfaccettature, dalla produzione, alla gestione dei clienti, alle risorse umane». Si diceva che sono attesi 3mila partecipanti. «Sono oltre 16mila metri quadri dello spazio espositivo del Padiglione 3 di FieraMilanoCity – superficie raddoppiata rispetto all’edizione 2017 di SAP Forum, che aveva ospitato circa 2.500 tra imprenditori, manager e professionisti di vari settori» – rende noto l’azienda.  Peraltro, quanto al quarto settore, quello per piccole aziende, va ricordato che  Sap ha realizzato anche  Sap Business One, «un software – termina Ceccherini – che offre alle aziende un unico sistema di controllo integrato per la gestione contabile e finanziaria, risorse umane, customer relationship management (Crm), gestione magazzino e produzione, progetti, acquisti ed approvvigionamenti. Insomma è una soluzione per la gestione centralizzata dei processi, ma che si adatta all’evoluzione dell’azienda e che non richiede che questa sia strutturata come un’impresa più grande».

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