Dynatrace: saper gestire la complessità giova alla digital transformation

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Una ricerca commissionata dalla multinazionale, dedicata al Digital performance management per il business, le operation e il development, rivela che le aziende affrontano problemi di performance in media ogni 5 giorni. Con il personale business e IT destinato a perdere un quarto delle proprie ore lavorative

La Digital trasformation ha un “nemico interno”: la complessità. A dirlo è Dynatrace – la società a cui si affidano maggiori brand al mondo, incluse 72 aziende della top 100 della rivista Fortune, per ottimizzare la propria customer experience, innovare con maggiore rapidità e modernizzare le proprie operazioni IT – valutando gli esiti di una ricerca autonoma commissionata a Research Now e condotta su1.239 professionisti degli ambiti IT e business a livello globale.

«Nel mondo moderno, le aziende dipendono sempre più dalla tecnologia per restare competitive e avere successo. Questa tendenza ha subito una forte accelerazione maggiore negli ultimi 3 anni, più che nei 30 anni precedenti», afferma John Van Siclen, CEO di Dynatrace. «La tecnologia attuale è estremamente potente, ma genera un ambiente IT aziendale di grande scala e incredibilmente complesso, che può costituire una barriera effettiva al successo in termini di prestazioni digitali. Se un’azienda non riesce a vincere la sfida della complessità, alla fine sono i clienti, il personale e il bilancio a subirne le conseguenze».

L’affermazione di Van Siclen discende da un’analisi dello studio “Global Digital Performance and Transformation Audit” by Research Now. Il quale rivela come le aziende incontrino problemi di performance digitale ogni cinque giorni, con potenziali impatti negativi su utenti, ricavi e clienti. Sempre dalla ricerca emerge in particolare che il personale delle aree business e IT spende un quarto del proprio tempo a cercare di risolvere questi problemi.

In particolare, lo studio ha rivelato che il 75% del campione dichiara di avere scarsa fiducia nella propria capacità di risolvere problemi di prestazioni digitali. Il 48% degli intervistati, poi, afferma che le sfide di performance stanno ostacolando direttamente il successo delle strategie di trasformazione digitale nelle proprie organizzazioni. Alla domanda relativa alle cause di questi problemi di performance, gli intervistati hanno risposto indicando in primo luogo la crescente complessità dei loro ambienti tecnologici.

Tra gli esiti che generano preoccupazioni, lo spreco di centinaia di ore uomo ogni anno. Il personale afferente a diverse funzioni aziendali si trova a doversi confrontare con problemi di performance digitale. Il tempo perso in media da ogni professionista di area business e IT per rispondere a problemi di digital performance è sintetizzabile così:

Il personale IT perde in media 522 ore l’anno, cioè oltre 2 ore di lavoro al giorno

Gli sviluppatori software perdono in media 548 ore l’anno, cioè oltre 2 ore di lavoro al giorno
I professionisti del settore e-commerce perdono in media 652 ore l’anno, cioè oltre 2 ore e mezza di lavoro al giorno
I professionisti marketing perdono in media 470 ore l’anno, cioè quasi 2 ore di lavoro al giorno
Il personale di customer service perde in media 496 ore l’anno, cioè 2 ore di lavoro al giorno

I professionisti intervistati non si sono limitati a indicare i gap in cui incorrono quotidianamente ma prospettano anche quali possibilità si aprirebbero loro se potessero fronteggiare rapidamente i problemi determinati dalla complessità degli ambienti IT. Ecco la loro check list:

Il 32% dei professionisti delle operazioni IT spenderebbe più tempo nella ricerca e nell’implementazione di nuovi sistemi e tecnologie
Il 36% degli sviluppatori di web e app spenderebbe più tempo in ricerca, sviluppo e implementazione di nuove tecnologie
Il 36% degli specialisti di e-commerce si concentrerebbe sul migliorare ricavi ed engagement
Il 31% del personale di comunicazione e marketing digitale spenderebbe più tempo su strategia e pianificazione
Il 30% dei professionisti di customer experience e supporto clienti spenderebbe più tempo a relazionarsi con i clienti e a sviluppare programmi di sostegno.

La ricetta di Dynatrace è così riassunta da John Van Siclen «Per differenziarsi e restare al passo con le crescenti aspettative dei clienti, le aziende devono assicurarsi di saper individuare rapidamente problemi nell’ambiente IT che danneggino le performance digitali. La chiave è identificare immediatamente complicazioni che potrebbero avere un impatto sugli utenti, identificarne con precisione la causa scatenante e apportare le correzioni necessarie prima che si verifichino problemi per gli utenti. Considerando la grande complessità degli ambienti di applicazioni di oggi e gli stack tecnologici su cui girano, adottare un approccio di monitoraggio unificato alimentato dall’intelligenza artificiale appare sempre più necessario. Non è più umanamente possibile mantenere il controllo su più dashboard, verificare la varietà di notifiche ricevute e ricercare tra migliaia di file di log per scoprire la causa di un problema nei pochi minuti che intercorrono tra le sue prime avvisaglie e il grave impatto sugli utenti».

 

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